Asma bronchiale

A cura di Luigi Ferritto(1), Walter Ferritto(2), Giuseppe Fiorentino(3)

 

1) Dipartimento di Medicina Interna, Clinica Athena Villa dei Pini, Piedimonte Matese (CE);

 

2) Divisione di Medicina Interna, Ospedale A.G.P. Piedimonte Matese (CE);

 

3) UOC Fisiopatologia, Malattie e Riabilitazione Respiratoria, AORN Monaldi, Napoli

 

L'asma bronchiale rappresenta una delle affezioni più frequenti ed è caratterizzata da un'ostruzione bronchiale reversibile. La sintomatologia comprende:

Questi sintomi sono variabili giornalmente, ma prevalgono di notte e al primo mattino.

Cenni di Fisiopatologia

Asma bronchialeIn presenza di asma, a livello bronchiale si verifica un'iperreattività della muscolatura liscia, regolata dall'azione del sistema nervoso parasimpatico attraverso il nervo vago. Nel corso dell'infiammazione bronchiale, i mastociti, gli eosinofili ed i linfociti T rilasciano mediatori chimici che agiscono direttamente su: muscolatura, ghiandole e capillari.
Durante una crisi asmatica, l'aria inspirata raggiunge gli alveoli, ma la presenza di ostruzione bronchiale ne impedisce la fuoriuscita con l'espirazione. Quindi, l'aria può entrare, ma non può uscire dagli alveoli.
I fattori di rischio per l'asma possono essere classificati in:


Questi ultimi comprendono tutti quei fattori che influenzano lo sviluppo di asma in individui predisposti, e che causano riacutizzazioni e/o sintomi persistenti nei soggetti affetti dalla malattia stessa.

Fattori genetici che influenzano lo sviluppo dell'asma bronchiale

L'atopia è una predisposizione geneticamente determinata a produrre un eccesso di IgE in risposta all'esposizione ad allergeni, e si evidenzia con la dimostrazione di aumentati livelli sierici di IgE specifici e/o con una risposta positiva ai test allergometrici cutanei (prik test) effettuati con una batteria di allergeni inalanti standardizzati.

La proporzione di asme attribuibili all'atopia è circa la metà dei casi.
Acari ed asma bronchialeL'atopia presenta una familiarità; pertanto, si apprezza un aumento del rischio di sviluppare l'asma in presenza di genitori atopici affetti da asma.

La manifestazione dell'atopia ha una storia naturale. Di solito la dermatite atopica precede lo sviluppo di rinite allergica e di asma. La rinite allergica rappresenta quindi un importante fattore di rischio per lo sviluppo di asma. Non a caso, spesso le due patologie coesistono nello stesso paziente e in molti casi la rinite allergica precede lo sviluppo di asma. Altro elemento da considerare è l'eventuale presenza di wheezing (sibilo che caratterizza il respiro del neonato) ricorrente nei primi anni di vita. Una parte di questi bambini svilupperà asma.

Fattori ambientali che influenzano lo sviluppo dell' asma bronchiale

Gli allergenisono considerati un'importante causa di asma bronchiale. L'aumento di incidenza dell'asma riguarda soprattutto le forme ad andamento perenne, in una considerevole parte delle quali è possibile evidenziare una sensibilizzazione ad allergeni indoor, come acari, derivati di animali domestici (gatto e cane) e muffe.
Una meta-analisi sui fattori ambientali considerati responsabili dell'incidenza e della gravità dell'asma, ha concluso che l'esposizione agli allergeni indoor è il fattore ambientale con il più forte effetto sullo sviluppo di asma.

Le principali fonti allergeniche degli ambienti esterni sono pollini, derivati da piante erbacee ed arboree e micofiti. Altri agenti responsabili di asma sono i sensibilizzanti professionali. Questi sono responsabili del 9 - 15% dei casi di asma negli adulti. Le sostanze più frequentemente in causa sono isocianati, farina, polvere di cereali e di legno e lattice.
Il fumo di tabacco ha un ruolo importante nello sviluppo di asma ed influenza negativamente il controllo della malattia. L'esposizione al fumo passivo, sia di tipo pre-natale per l'abitudine tabagica della madri durante la gravidanza, sia durante l'infanzia, rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo di asma nell'infanzia e nell'età adulta. L'esposizione in età adulta peggiora il controllo dell'asma nelle persone che ne sono affette.
L'esposizione adinquinanti ambientali è spesso associata a riacutizzazione di un'asma preesistente. Gli inquinanti esterni (outdoor) più comuni sono: ossidi di azoto, ozono, particolato sottile PM10, monossido di carbonio ed anidride solforosa. Aumentano prevalentemente durante i mesi invernali nelle città, per il traffico veicolare più frequente, per i riscaldamenti domestici e per le condizioni ambientali climatiche favorevoli alla loro concentrazione. Le costruzioni moderne, caratterizzate da un ridotto ricambio di aria, possono contribuire ad una maggior esposizione ad inquinanti chimici (fumi e vapori irritanti) presenti negli ambienti interni (indoor) derivanti dalla combustione del gas e dai detersivi.     Anche le infezioni virali delle vie aeree sono state associate allo sviluppo di asma. Se contratte nella prima infanzia, come nel caso delle infezioni da virus respiratorio sinciziale (RSV), causano frequentemente wheezing e bronchiolite, che nel corso degli anni diventano un fattore favorente lo sviluppo di asma non allergica. Infezioni virali in età adulta possono anche slatentizzare una reattività bronchiale misconosciuta e rappresentare l'esordio dell'asma.
Esistono inoltre alcune condizioni patologiche che possono facilitare l'insorgenza di asma o favorirne le riacutizzazioni. Poliposi nasale, rinite, rino-sinusite, reflusso gastroesofageo possono contribuire alla manifestazione dell'asma. Il controllo di queste malattie, pertanto, favorisce anche il controllo dell'asma, riducendo la frequenza delle riacutizzazioni.

L'obiettivo del trattamento dell'asma bronchiale

L'obiettivo del trattamento dell'asma è quello di raggiungere e mantenere il controllo delle manifestazioni cliniche della malattia, per periodi prolungati. Cioè soddisfare i seguenti punti:

  • Nessun (o minimi) sintomo/i cronico/i.
  • Nessuna (o al massimo rare) riacutizzazione/i.
  • Nessuna visita di emergenze o ricovero per asma.
  • Nessun (o minimo) bisogno di uso addizionale di ß2 - agonisti per il sollievo dei sintomi.
  • Nessuna limitazione durante l'esercizio fisico.
  • Variazione giornaliera del PEF < del 20%.
  • Funzione polmonare normale o al meglio possibile.
  • Nessuno (o minimi) effetto/i collaterale/i dei farmaci.

Per raggiungere questo obiettivo le linee guida raccomandano di sviluppare un piano di assistenza organizzato in quattro componenti tra loro correlate:


  1. Sensibilizzare il paziente a sviluppare uno stretto rapporto di collaborazione con il medico.
  2. Identificare e ridurre l'esposizione ai fattori di rischio.
  3. Valutare, trattare e monitorare l'asma.
  4. Gestire una riacutizzazione di asma.

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