Artrosi: i Sintomi

Clinica

L'osteoartrosi è caratterizzata da segni e sintomi articolari che insorgono subdolamente, usualmente dopo i 40 anni nel maschio e dopo i 55 anni nella femmina.

Sono preferibilmente colpite una o alcune tra le seguenti articolazioni: interfalangee distali (tra le ultime due falangi) e, meno frequentemente, prossimali (tra la prima e la seconda falange); articolazione del gomito e della caviglia; ginocchia (particolarmente nel sesso femminile),  articolazione  coxofemorale (dell'anca), rachide cervicale e lombare  (particolarmente  nel  sesso  maschile).

Sintomi

Per approfondire: Sintomi Artrosi


Il sintomo principale è il dolore; esso insorge dapprima solo durante il movimento  articolare, specialmente dopo una immobilità di parecchie ore, al risveglio mattutino o per  movimenti nel sonno, con carattere lancinante; in fasi più tardive compare anche a riposo, ed è profondo e male localizzato, favorito da un precedente abuso articolare o da cambiamenti meteorologici. La  rigidità  mattutina dura per pochi minuti, comunque meno di mezz'ora. La limitazione dei movimenti può comparire in fasi di riacutizzazione della malattia e negli stadi avanzati, ed è dovuta alla contrattura muscolare che si scatena come difesa dal dolore. Le articolazioni periferiche sono tumefatte ed hanno una consistenza dura (lignea) per la presenza degli osteofiti. Può essere presente dolore alla palpazione dell'articolazione ed al suo movimento passivo, durante il quale può essere percepibile un crepitio, uno scroscio o uno  scatto articolare, per l'incongruenza dei capi articolari o per presenza di osteofiti liberi nella cavità articolare. Il versamento liquido è raramente presente; l'articolazione può essere calda, ma l'arrossamento e la tumefazione delle parti molli in continuazione con essa sono rari, salvo durante i periodi di riacutizzazione dell'infiammazione.

Negli stadi tardivi dominano le deformità e le lussazioni, con deviazione, ulnare o radiale (nella direzione del radio o dell'ulna), delle falangi, del ginocchio (varismo o valgismo) ed alluce valgo; usualmente non si giunge alla perdita totale della funzione, salvo che all'articolazione dell'anca e del polso.
Localizzazioni particolarmente frequenti sono:
Osteoartrosi della mano: determina spesso la flessione e la deviazione laterale dell'ultima falange, dapprima al secondo ed al quinto dito, poi diventa multipla e bilaterale; in un terzo dei casi sono interessate anche le interfalangee prossimali, raramente l'articolazione del polso.
Osteoartrosi  dell'anca: può  comparire  nell'età media o anche più precocemente quando sia secondaria (60-80% dei casi) a malformazioni, traumi, artrite dell'anca, rottura della testa del femore. Il dolore è acuto nell'assumere la stazione eretta, o profondo dopo un carico prolungato. Può essere avvertito lungo la faccia laterale della coscia, all'inguine, alla faccia interna della  coscia od al ginocchio. Provoca un andatura zoppicante ed un bacino abnormemente obliquo.
Più  tardi  compaiono una riduzione di lunghezza dell'arto, una grave limitazione motoria ed una lordosi alla colonna vertebrale lombare.
Artrosi del ginocchio: frequente nelle donne ed in artrosi professionali, dà luogo a dolore nell'atto di inginocchiarsi, di salire le scale, di alzarsi o sedersi. Il profilo articolare è irregolare per  l' osteofitosi e si avverte un'intensa dolorabilità accompagnata a dei crepitii al movimento passivo. Ulteriori sintomi comprendono la comprasa di varismo o più raramente valgismo, ridotta flessione od estensione della gamba sulla coscia, oppure perdita della capacità di spostare lateralmente la rotula.
Osteoartrosi del piede: determina prima una borsite (infiammazione della borsa che avvolge e protegge l'articolazione), e poi la degenerazione dell'articolazione dell'alluce, particolarmente sottoposta a carico ed a traumatismi dovuti alla marcia, con evoluzione verso alluce rigido o valgo.
Osteoartrosi della colonna vertebrale: i segmenti più colpiti sono i tratti inferiori della colonna lombare e cervicale, per la maggiore mobilità della stessa colonna in queste sedi. A livello cervicale  provoca dolore, rigidità e crepitii ai movimenti; gli osteofiti e la protrusione del disco intervertebrale (struttura che funge da ammortizzatore tra una vertebra e l'altra), determinano compressione delle radici dei nervi spinali, che si trovano a passare in queste sedi, provocando dolore irradiato alla scapola ed al braccio, accompagnato da formicolii o difficoltà nei movimenti dello stesso. L'artrosi della colonna toracica è rara in assenza di cause predisponenti quali la scoliosi. Quella lombare invece, favorita dal peso corporeo e dalla presenza della normale lordosi lombare, è la più comune causa di dolore lombare e sacrale, e può provocare sciatica, con dolore e formicolii irradiati alla faccia anteriore e laterale della coscia e della gamba.


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Ultima modifica dell'articolo: 28/11/2016