Il "Training a Vuoto", come la natura impone

A cura del Dott. Antonio Parolisi


Il digiuno è una condizione fisiologica del corpo animale (uomo compreso), che innesca una serie di meccanismi che mettono i sistemi biologici in condizione di generare energia da fonti di deposito corporee.
Ciò che è estremamente affascinante è la straordinaria capacità dell'animale di “svuotarsi e riempirsi” in modo naturale e fisiologico.
Allenamento digiuno BodyBuildingMolecole come glicogeno, fosfati, grassi ecc., sono continuamente demolite e rimpiazzate; questo perché in assenza di cibo, quindi di nutrienti, dobbiamo avere la capacità di “sopperire” alla mancanza di tali molecole, utilizzando quelle depositate nei siti di stoccaggio per soddisfare le richieste energetiche in condizioni di “vuoto”.
Ogni volta che pretendiamo una risposta empirica alla tante domande che si fanno sul corpo umano, dalla fisiologia alle strategie nutrizionali, dai ritmi biologici alla biomeccanica corretta,  dovremmo vedere come si comporta l'essere animale nel suo habitat allo stato brado.
A rigor di logica, una qualsiasi forma di vita si mobilita per procacciare cibo quando ha fame! Dunque quando avverte la necessità di nutrirsi. La fame fa uscire il lupo dal bosco…
Questo ci porta a riflettere su un punto: mi muovo per cibarmi o mi cibo per muovermi?
Come al solito il concetto di naturalità va in contrasto con quello che è il normale stile di vita dell'animale-uomo moderno.
I ritmi biologici che caratterizzano gli esseri viventi sono codificati per un motivo ben evidente: la conservazione della specie.
Come possiamo abbinare questi concetti al panorama del Fitness moderno? Semplicemente riproponendo quei ritmi che madre natura ci detta e che ognuno di noi, in modo innato e genetico, tollera ed asseconda in tutta tranquillità e coerenza con la natura.
Il “Training a Vuoto” può essere considerato una forma di allenamento che fa funzionare i sistemi di ricambio continuo delle energie, che il nostro corpo mette in atto per sua natura. Tale sistema di allenamento sfrutta il concetto del movimento e dell'attività fisica come mezzo per procacciare i nutrienti necessari per la sopravvivenza e l'anabolismo dei tessuti, proprio come fanno tutti gli animali che vivono allo stato brado, inseriti in un contesto di ritmi naturali non distorti dalla “confusione moderna”.
Cerchiamo di capire come funziona questo approccio all'allenamento nel Fitness, che ha come obiettivo quello di modulare la composizione corporea, aumentando la massa muscolare e riducendo il grasso corporeo. Capiamo anche quali sono le controindicazioni in determinate attività e per quale motivo non è consigliato applicarvi tali concetti.
Il Training a vuoto comprende l'attività anaerobica alattacida e parzialmente lattacida al mattino, a stomaco vuoto, senza nessuna forma di lavoro aerobico ad alta intensità, bensì forme di attività aerobica a bassa intensità e comunque per tempi brevi.
Che succede al nostro corpo al mattino dopo il riposo notturno? Se si considera che mediamente una cena, intesa come ultimo pasto della giornata, si consuma tra le 19,00 e le 23,00 (mediamente), e che il risveglio avviene tra le 5,00 e le 9,00 (sempre mediamente), ci si accorge che il nostro stomaco rimane a digiuno, quindi a vuoto, per circa 8-10 ore. Durante il riposo notturno, il dispendio energetico è notevolmente ridotto rispetto al giorno, ma in ogni caso il consumo di ossigeno basale rimane tale da necessitare di depositi di nutrienti per sostenere l'attività notturna.
Il tutto è strettamente dipendente dall'ultimo pasto della sera e soprattutto dalla sua composizione in carboidrati, grassi e proteine. Questo significa che se a cena ho mangiato 200g di spaghetti, una bistecca ai ferri e delle noci, non avrò lo stesso vuoto di quando mangio del pollo ai ferri con lattuga ed olio di oliva.
Se consideriamo che mediamente, nella nutrizione ufficiale, viene raccomandato di non eccedere con gli zuccheri la sera e di mantenersi “mediamente leggeri”, si crea quella condizione per cui, dopo circa 2-3 ore dalla cena, vige quel famoso vuoto di cibo.
Organi come cervello, cuore, fegato e polmoni, e tutti i sistemi del corpo, utilizzano ossigeno anche quando dormiamo. In condizioni fisiologiche di riposo, il corpo prende la sua energia da una miscela di grassi e carboidrati. Più è basso il battito cardiaco e maggiore risulta il consumo percentuale di grasso. Si stima che mediamente, in condizioni basali, si consumi una miscela energetica data da circa il 50-70% di grassi ed il 30-50% di carboidrati.
Se è vero che dopo poche ore dall'ultimo pasto il corpo non ha più cibo da utilizzare, come si sostenta durante il riposo notturno? Per quel che riguarda il grasso, non ci sono problemi, poiché la quantità corporea disponibile di questo substrato è mediamente sempre in “abbondanza”, mentre il punto si pone sui carboidrati, ovvero sul fatto di trarre il glucosio per le cellule. Ecco i famosi sistemi di cui si parlava prima, che si vuotano e si riempiono in modo del tutto fisiologico.
Il nostro fegato, importantissima ghiandola del corpo, tra le sue innumerevoli funzioni ha la capacità di trattenere il famoso glicogeno epatico, per poi mettere carboidrati a disposizione nel momento in cui non se ne introducono dall'esterno. Durante il riposo notturno, il glucosio necessario alle cellule viene ricavato dal glicogeno, in un fenomeno noto come glicogenolisi, grazie a tutta una serie di eventi ormonali che vedono come principale responsabile un ormone: il glucagone.
Al mattino, dopo le famose 6-10 ore di sonno, durante le quali il corpo ha ricavato glucosio dal fegato, le scorte di glicogeno sono “basse” (quantificarle è molto difficile…); c'è quindi la necessità di “rimpiazzarle” appena possibile, perché se il vuoto si protrae per un tempo sufficiente la produzione di glucosio potrebbe pervenire in maniera notevole dalla scomposizione degli aminoacidi delle proteine, e questo significherebbe "scomporre" i muscoli per trarre energia.


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Ultima modifica dell'articolo: 11/01/2016