Swiss Ball: non solo per i muscoli

A cura di Antonio Sellaroli

 

La swiss ball (detta anche fitball o palla svizzera) è stata sviluppata nei primi anni '60 come giocattolo per bambini; ben presto, tuttavia, divenne uno strumento di frequente utilizzo in ambito fisioterapico, adottato per migliorare i meccanismi di propriocezione ed equilibrio dei pazienti. Oggi, la swiss ball viene utilizzata frequentemente da preparatori atletici e personal trainer, al fine di integrare i propri programmi di potenziamento e coordinazione muscolare; alcuni meccanismi fisiologici, infatti, vengono influenzati positivamente dalle sollecitazioni trasmesse dalla swiss ball.
Swiss Ball Allenamento
Cerchiamo ora di chiarire il motivo di questi miglioramenti, trattando innanzitutto quelli che sono i protagonisti dei sistemi fisiologici coinvolti.
La perfetta macchina nota col nome di corpo umano possiede molteplici capacità sensoriali, che permettono di esprimere funzioni motorie appropriate; tutte queste capacità sono racchiuse nel termine "propriocezione".

La propriocezione riguarda la facoltà di percepire il movimento e la posizione delle articolazioni nello spazio. Questa capacità, aiuta a gestire gli schemi motori del controllo neuromuscolare, necessari per eseguire movimenti precisi; concorre inoltre al riflesso muscolare e contribuisce alla stabilità articolare dinamica. Per fare un esempio, la capacità di un atleta di mantenere l'equilibrio - dopo essere stato sbilanciato in una situazione dinamica di gioco - richiede l'attivazione coordinata di vari muscoli e con un livello di forza appropriato; in altre parole richiede eccellenti capacità propriocettive. Ma perché e in che modo è reso possibile tutto ciò? Quando l'equilibrio viene perturbato, i recettori distribuiti in tutto il corpo avvertono una modificazione del tessuto in cui si trovano ed inviano tale variazione al SNC; dopo che il cervello ha elaborato il migliore schema motorio per reagire al disequilibrio, vengono inviati ai muscoli segnali di contrazione ed inibizione, che producono il movimento compensatorio.
I recettori che intervengono in queste situazioni sono i fusi neuromuscolari, gli organi tendinei del Golgi ed i recettori articolari.

  • I fusi neuromuscolari sono recettori sensibili alla lunghezza e all'intensità dell'allungamento, che stimolano la contrazione muscolare quando raggiungono la propria soglia di eccitazione. I fusi neuromuscolari si trovano all'interno dei muscoli, disposti in parallelo con i fasci di fibre muscolari; in questo modo, quando il muscolo si allunga raggiungendo una determinata lunghezza ad una determinata velocità, il fuso muscolare avverte la variazione ed invia un segnale al midollo spinale; in risposta a questo stimolo, i muscoli interessati ricevono un messaggio, che avvia una contrazione riflessa (riflesso miotattico) del muscolo allungato, ed un rilassamento del muscolo antagonista.
  • Gli organi tendinei sono recettori sensibili allo stiramento dei tendini, conseguente alla contrazione dei muscoli cui sono collegati.
    Gli organi tendinei sono situati nella giunzione muscolo-tendinea. In seguito ad una contrazione muscolare le loro fibre sensitive vengono attivate e inviano il segnale al midollo spinale; in risposta a questo stimolo viene inibita totalmente o parzialmente la contrazione del muscolo corrispondente (riflesso miotatico inverso). Si tratta quindi di un meccanismo di protezione usato dall'organismo per evitare eccessive tensioni del tendine, che possono esitare in strappi.
  • I recettori articolari informano il sistema nervoso sull'angolo articolare, sull'accelerazione angolare durante il movimento e sul grado di deformazione dell'articolazione compressa dalle forze chiamate in causa nel movimento. I recettori articolari raccolgono quindi un'elevata mole di dati relativi alla posizione del corpo nello spazio, alla modalità di movimento ed al carico articolare.

Ad integrare questo complesso ed efficientissimo sistema di raccolta dati, si aggiunge il prezioso contributo degli organi visivi ed uditivi. La percezione di un colpo in arrivo o di un segnale di allerta, ad esempio, permette al corpo di prepararsi all'azione.


Spieghiamo ora come un attrezzo così semplice, come la swiss ball, possa stimolare tutti questi riflessi di produzione e controllo del movimento.
Come accennato ad inizio articolo, la swiss ball è utilizzata per il potenziamento dei muscoli e per la correzione delle carenze nei sistemi neuromuscolari; le attività adoperate per compensare queste carenze consistono in alterazioni improvvise delle posizioni articolari, poiché tali situazioni richiedono l'intervento del riflesso neuromuscolare. Grazie alla forma sferica della swiss ball, utilizzando questo attrezzo è possibile creare improvvise alterazioni della posizione corporea e disequilibri vari. Ovviamente, come in tutti i programmi che mirano al successo, il segreto - che poi segreto non è - sta nella somministrazione personalizzata e mirata degli esercizi su swiss ball, stabilendone durata, livello di difficoltà e volume allenante. Queste sono solo alcune delle variabili da prendere in considerazione, in quanto gli obbiettivi e le capacità di un soggetto di media età e sedentario, ad esempio, non sono certo le stesse di un giovane atleta che prepara una gara.
Riassumendo i vari benefici di un programma di allenamento con l'ausilio della swiss ball, ricordiamo il miglioramento dei sistemi di propriocezione e la capacità di sollecitare i muscoli profondi e stabilizzatori, con conseguente incremento della forza e della salute articolare. Attraverso l'incremento del numero di unità motorie  coinvolte nel movimento, e ad una più alta soglia di eccitazione degli organi del Golgi che inibiscono tali fibre, si ottiene anche un miglior controllo del baricentro, quindi della capacità di equilibrio, della rapidità e della coordinazione.
Mi auguro che dopo aver letto questo breve e semplificato articolo sulla swiss ball, chi deciderà di utilizzare questo bellissimo e divertente attrezzo lo faccia con maggiore cognizione, non soltanto della routine di esercizi da seguire ma anche dell'obiettivo che tali esercizi si prefiggono.



Ultima modifica dell'articolo: 11/01/2016