Stress e benessere

educazione mentale nell'ambito della psico-neuro-endocrino-connettivo-immunologia

 

A cura del Dott. Giovanni Chetta


Stress

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Da cosa dipende l'effetto finale

La risposta adattativa identificata da Selye si compone fondamentalmente di tre elementi: lo stressor, l'individuo e l'ambiente in cui essi interagiscono:

  1. Stressor. Esistono stressor fisici (uno shock elettrico, l'esposizione al freddo, ecc...), metabolici (riduzione dei livelli glicemici), psicologici (una prova d'esame), psicosociali (un evento di perdita o lutto). Ciascuno di questi stressor, pur inducendo una generale attivazione dei meccanismi della risposta, è caratterizzato da una preferenziale stimolazione di uno o più sistemi (nervoso o endocrino). Oltre alla natura dello stressor sono molto importanti anche l'intensità, la frequenza e la durata dello stimolo nel condizionare l'entità della risposta. Stressor troppo potenti, frequenti e prolungati sono in grado di superare la possibilità di resistenza dell'organismo e di iniziare un processo patologico. Un ultimo aspetto molto significativo dello stressor è rappresentato dal grado di novità, prevedibilità e soprattutto evitabilità dello stimolo. Se infatti si tratta di qualcosa di mai fronteggiato in precedenza o imprevedibile o inevitabile, induce nell'animale una risposta più ampia di quella indotta da uno stimolo noto o al quale sia in grado di sottrarsi.
  2. Individuo. È il terreno su cui lo stressor agisce ed è il risultato oltreché del patrimonio genetico dell'individuo, anche di un processo detto di "imprinting psicobiologico" ossia la modificazione della reattività psico-emotiva e fisica del soggetto a seguito della precedente esposizione a stressor di varia natura. In pratica sono determinanti, oltre all'età e al sesso dell'individuo, anche il livello di attività del sistema nervoso e di quello immunitario e il profilo di personalità. L'invecchiamento per esempio è convenzionalmente ritenuto una fase di ridotta energia adattativa, quindi di aumentata risposta allo stress. L'alimentazione, con la sua capacità di influenzare l'intero organismo (DNA incluso), assume anch'essa un ruolo determinante, così come è importante lo stile di vita.
  3. Ambiente.Costituisce la terza importante componente della risposta di stress, rappresentando in un certo senso la sorgente degli stimoli stressogeni. Si intende sia l'ambiente esterno che quello interno. Il primo va considerato non solo nelle sue caratteristiche geoclimatiche, ma anche, più in generale, negli aspetti legati all'interazione sociale e all'occupazione.

Schema: Meccanismo dei filtri cognitivi e non cognitivi

 

Stress

Conseguenze deIlo stress cronico

Gli effetti sgradevoli dello stress improduttivo e sprecato, i soli a cui in genere si fa riferimento parlando di stress, costituiscono quel moderno e molto diffuso malessere che Selye chiamò distress. Esempi di distress sono le condizioni che generano lo stato di preallarme ma non consentono di giungere a una risoluzione del conflitto: la perdita di un congiunto, la perdita del lavoro ecc.
Già nel 1986, un sondaggio pubblicato nella rivista medica americana "Prevention" accertò che i sintomi da stress negativo erano frequenti nell'89% della popolazione americana adulta, con periodicità settimanale nel 59% dei casi; queste percentuali indubbiamente alte appaiono oggi come caute e inferiori alla realtà. Nel 1983, un articolo apparso sulla rivista "Time", rivelò che i farmaci più venduti in America settentrionale, dopo l'aspirina e i tranquillanti Valium e Librium, erano il Tagamet, contro l'ulcera gastrica e l'Inderal, contro l'ipertensione arteriosa. Lo stesso articolo affermò inoltre che un quinto delle maggiori organizzazioni aziendali aveva già istituito per i propri dipendenti, speciali corsi di addestramento alla gestione dello stress.
Da tali cifre, certamente aumentate negli ultimi decenni, risulta chiaro che lo stress è per molta gente un'esperienza negativa piuttosto che una fonte di energie salutari.
Gli studiosi del "Canadian Institue of Stress", dopo aver eseguito un'analisi statistica su persone con sintomi tipici del distress a cui furono poste delle domande tratte da un questionario chiamato "Stress Inventory System" (inventario sistematico dello stress), hanno definito cinque fasi del distress cronico (stanchezza cronica, problemi interpersonali, turbe emotive, dolori cronici, patologie da stress).


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