Stress e benessere

educazione mentale nell'ambito della psico-neuro-endocrino-connettivo-immunologia

 

A cura del Dott. Giovanni Chetta


E' bene chiarire subito che lo stress, di per sé, non rappresenta per l'organismo umano né un bene né un male. Anzi, senza stress non esisterebbe il genere umano. Infatti, anche se oggi è diventato un termine negativo, in sé lo stress è una risposta fisiologica normale e, nella storia dell'evoluzione della specie e in quella individuale, positiva. In effetti, il meglio della vita, contraddistinto da momenti di gioia, amore, attività sessuale, entusiasmo, euforia, ispirazione, creazione ecc., è spesso molto stressante ovvero fonte e consumo di un'enorme quantità di energia da stress. Ciò che avviene nell'organismo in quei momenti è un processo naturale identico a quello delle peggiori circostanze, quando si è in pericolo, sconvolti, depressi, malati ecc.
Ciò che sostanzialmente contraddistingue lo stress positivo da quello negativo è il grado d'insicurezza. In parole più semplici, come Selye e altri studiosi hanno rilevato, lo stress è positivo quando è desiderato, ci fornisce la sensazione di dominare il proprio ambiente e di conseguenza e la vitalità cresce al massimo. Viceversa lo stress è negativo quando è indesiderato, spiacevole e accompagnato da sensazioni d'insicurezza, disagio, soggezione ecc. Lo stress negativo è sgradevole, come quando non si sa come agire e ci si rammarica di non riuscire a dominare la situazione diventando ansiosi, impacciati, maldestri. Questo tipo di stress provoca sempre uno stress supplementare che aumenta la durata e l'intensità della reazione da stress: quando si è particolarmente affaticati o annoiati, qualsiasi piccola ulteriore contrarietà è in grado di portare improvvisamente ai limiti della possibilità di sopportazione.
In altre parole ciò che differenzia lo stress positivo dal negativo è la capacità di investire l'energia da stress in modo produttivo, con alto rendimento, ottenendo ciò che si desidera mediante la quantità di energia utile, senza sprechi potenzialmente dannosi per la salute. Selye chiamò distress lo stress negativo, ovvero la sgradevole sensazione di malessere associato a uno spreco di energia da stress, ed eustress quello positivo sinonimo di vitalità associata al massimo di efficacia dell'energia da stress.

La reazione o risposta di stress

L'organismo umano affronta o sopporta le difficoltà, procurando l'energia necessaria tramite un processo naturale, la reazione di stress, paragonabile a un innato meccanismo di adattamento che consente di adeguare le reazioni individuali all'imprevedibile variare delle circostanze. Selye identificò, in tale processo, tre fasi fondamentali: reazione di allarme, resistenza o adattamento ed esaurimento, che si succedono nell'organismo durante ogni reazione da stress e chiamò l'intera sequenza General Adaptation Syndrome (G.A.S.) ovvero "sindrome generale di adattamento". Insieme con lo schema delle tre fasi, questa definizione è tuttora alla base delle moderne ricerche sullo stress.
La sindrome G.A.S. È dunque un meccanismo difensivo con cui l'organismo si sforza di superare le difficoltà per poi tornare, al più presto possibile, al suo normale equilibrio operativo (omeostasi). Essa può svilupparsi secondo due modalità:

  1. reazione da stress acuta, di breve durata, consistente in una rapida fase di resistenza cui segue un quasi immediato e ben definito ritorno alla normalità (ad esempio, quando si scatta in velocità per raggiungere l'autobus e, appena saliti, ci si rilassa);
  2. reazione da stress prolungata, con una fase di resistenza che può durare da molti minuti a giorni, settimane, anni e, per qualcuno, tutta la vita.

Il dottor Selye ricordava spesso che la principale causa del cattivo stress dell'umanità moderna è la frustrazione come effetto delle contrarietà e dei fastidi della vita di tutti i giorni. Per questo motivo la maggior parte di noi vive, quasi sempre, in una fase di resistenza da stress prolungata a cui, di tanto in tanto, si sommano episodi di reazione da stress acuta (come nel caso di una discussione col proprio partner o superiore).
La risposta di stress è quindi un insieme di reazioni a catena che coinvolgono innanzitutto il sistema nervoso, il sistema endocrino e il sistema immunitario agendo di conseguenza su tutto l'organismo. Si tratta di sistemi che operano in stretta interdipendenza, come la psiconeuroendocrinoimmunologia ha dimostrato, sotto il controllo del sistema nervoso centrale. Determinante pare essere l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA); mentre in condizioni di non stress l'attività dell'asse HPA è organizzata in oscillazioni periodiche regolari, in condizioni di stress si verifica un'ulteriore attivazione del sistema.
Lo scopo di tutti questi cambiamenti è uno solo: mettere l'individuo nella migliore "condizione di combattimento o fuga". Ovviamente questo meccanismo di risposta di stress riguarda tutti gli animali e serve egregiamente: senza stress non si sarebbe in grado di reagire efficacemente, si tratti di affrontare o fuggire una belva (situazione oggi più rara) o di fornire la risposta esatta a un esame (situazione più frequente).
Le ricerche del Dr. Selye e di altri scienziati hanno chiarito la complessa fisiologia delle tre fasi della sindrome generale di adattamento. Le spiegazioni seguenti ne colgono gli aspetti essenziali, al fine di dimostrare la grande importanza dello stress come intermediario mente-corpo.


« 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 »