Rebounding e Gestione dello Stress

A cura del Dott. Cristiano Verducci


"Cosa hanno in comune gli esercizi di rebounding, le risate e le vacanze? Parliamone!". Al Carter, dirigente d'azienda e scrittore, affronta l'argomento.


Cos'è esattamente lo stress? Circa cinquant'anni fa il dott. Hans Selye, notando che tutti i suoi pazienti presentavano caratteristiche fisiologiche e psicologiche simili, scoprì la connessione mente-corpo in relazione allo stress. Esperimenti di laboratorio con i ratti dimostrarono che gli animali sottoposti a stress davano le stesse risposte fisiche. Selye afferma che ciò che è nocivo non è l'eustress, ma il distress. Il distress si ha quando l'organismo si trova in una condizione di squilibrio per un lungo periodo di tempo, per cui si viene a creare un ambiente interno non favorevole alle cellule dell'organismo stesso.
Negli anni trenta il dott. Hans Selye fu un pioniere nella ricerca sullo stress. Egli definiva lo stress in questo modo: "La risposta non specifica dell'organismo a qualunque richiesta che gli venga fatta". La risposta dell'organismo allo stress è conosciuta come sindrome generale di adattamento.
Quando venne chiesto al dott. Selye di presentare un articolo in Francia, ci si rese conto che in francese non esisteva una parola per lo stress, così egli ne coniò una: Le stress. Lo stesso avvenne quando gli fu chiesto di tenere una conferenza in Germania, non c'era una parola in tedesco che lo descrivesse, e così fu chiamato Der stress. Il dott. Selye individua due tipi di stress: l'eustress, o stress buono e il distress, o stress cattivo. Egli è stato quindi senza dubbio il fondatore del concetto di stress.
Tutti gli organismi, eccetto quelli in stato di coma, reagiscono costantemente allo stress, cioè c'è un'interazione fra gli esseri viventi e il loro ambiente che può essere di eustress o di distress. Infatti, lo scopo finale di tutti i programmi di esercizio fisico è di fare sì che l'organismo reagisca a una situazione eustressante in modo che si irrobustisca, diventando capace, in questo modo, di sopravvivere in situazioni distressanti.
Ogni esigenza cui deve fare fronte l'organismo è unica, in quanto questo risponde in modo differenziato: se abbiamo freddo tremiamo, se abbiamo caldo sudiamo. Inoltre, un notevole sforzo muscolare aumenta le richieste nei confronti del cuore e del sistema vascolare. Nella maggior parte degli esercizi pesanti la pressione arteriosa aumenta del 30/40%, il che determina un aumento del flusso sanguigno di circa il doppio. In altri tipi di stress che non siano dati dall'esercizio muscolare, può verificarsi un aumento simile della pressione. Ad esempio, in caso di intensa paura, nel volgere di pochi secondi spesso la pressione arteriosa aumenta fino al doppio rispetto al normale. Questa viene definita una reazione di allarme, la quale determina un picco di pressione in grado di fornire immediatamente sangue a tutti i muscoli del corpo che potrebbero aver bisogno di reagire all'istante per sfuggire al pericolo.
Ad ogni modo, a prescindere dalla risposta specifica, viene attivata anche un risposta non specifica che è indipendente dalla causa. Facciamo un esempio: una donna cui viene comunicato che il marito è morto nell'attentato al World Trade Center soffre un terribile shock emotivo. Se, anni dopo, questi dovesse presentarsi a casa vivo e vegeto, lei proverebbe una gioia incredibile. Gli effetti specifici dello stress sono opposti, ma gli effetti non specifici sull'organismo sono identici.
Questi stimoli che provocano la reazione dell'organismo sono detti stressori. Di per sé gli stressori non sono né buoni né cattivi, dipende da come il singolo organismo reagisce agli stressori. Un organismo sano e in buon equilibrio reagirà agli stressori in maniera eustressante; mentre un organismo malato reagirà negativamente in modo distressante. L'accumulo di fattori stressanti però, siano essi buoni o cattivi, sufficientemente forti, alla fine darà origine a disturbi fisici.
"Gli uomini che andavano in vacanza una volta l'anno avevano il 17% in meno di probabilità di morire nell'arco di nove anni rispetto a quelli che non prendevano le ferie, e il 32% di probabilità in meno di morire a causa di una patologia cardiaca", è quanto affermano i ricercatori dell'Università di Pittsburgh, della State University di Pittsburgh e della State University di New York a Oswego. I dati provengono da uno studio svolto su 12.866 uomini a rischio [malati] di disturbi cardiaci. I ricercatori dichiarano che prendersi del tempo libero può contribuire alla buona salute [migliore salute] perché offre una via d'uscita dal (dis)stress e più tempo con la famiglia e con gli amici (eustress). [ top ]

Il Rebounding eustressa l'organismo

Gli esercizi di rebounding sfruttano le tre fonti naturali di eustress per aumentare la capacità dell'organismo di gestire lo stress. Combinando le forze di accelerazione e decelerazione verticale del cambio di velocità dato dalla forza di gravità, ogni cellula è obbligata ad adattarsi a un ambiente che subisce una maggiore attrazione gravitazionale. Questo stimolo naturale ha lo scopo di far funzionare meglio l'organismo quando si trova in un ambiente in cui la forza di gravità è normale.
Ci siamo presi la libertà di alterare leggermente un articolo letto su Personal Fitness Professional dell'Agosto 2001. Abbiamo usato l'espressione "esercizio di rebounding" al posto di "esercizio" e definito "eustress" lo "stress".


10 modi in cui l'esercizio di rebounding può aiutare a trasformare il distress in eustress

  1. Vi fa sentire meno ansiosi. Il distress può farvi sentire ansiosi perché provoca uno squilibrio chimico; vari studi dimostrano che le persone si sentono meno nervose e iperattive dopo gli esercizi di rebounding.
  2. Vi rilassa. Una sessione di esercizi di rebounding genera da 90 a 120 minuti di risposta di rilassamento. Questa euforia post-esercizio migliora l'umore e vi lascia una sensazione di rilassamento perché l'organismo è in omeostasi.
  3. Aumenta la prontezza dei riflessi. Studi hanno dimostrato che quando i grandi gruppi muscolari si contraggono e si rilassano ripetutamente, come nello yoga e nel rebounding, il cervello riceve il segnale di rilasciare determinati neurotrasmettitori che, a loro volta, vi fanno sentire rilassati e concentrati.
  4. Vi fanno sentire più a vostro agio con voi stessi. Pensate a tutte le volte in cui avete praticato il rebounding con regolarità: non vi sentivate più a vostro agio con voi stessi? Quella sensazione di autostima favorisce un maggiore eustress.
  5. Riduce la depressione. Alcuni ricercatori sostengono che il rebounding può essere più efficace dei farmaci per curare la depressione in alcuni soggetti.
  6. Favorisce un sonno più riposante. Il distress può ostacolare un buon sonno, ma studi dimostrano che le persone che praticano regolarmente il rebounding dormono meglio delle altre.
  7. Aumenta l'energia. Il distress può farvi sentire stanchi ed esausti perché l'organismo consuma troppa energia per cercare di ricreare l'omeostasi; ma anche 10 minuti sul rebounder possono far risalire il vostro livello di energia. Ha ragione il vecchio adagio secondo il quale più energia consumi e più senti di averne.
  8. Libera l'organismo dall'adrenalina e dagli altri ormoni che sono causa di distress. Attività vigorose come il jogging sul rebounder e i rimbalzi di rafforzamento sono particolarmente efficaci.
  9. Vi stimola a una dieta più sana. Le persone che si esercitano regolarmente consumano cibi più nutrienti. Non è un segreto che una buona dieta aiuta l'organismo a passare dal distress all'eustress.
  10. Vi aiuta a trovare tempo per voi stessi. Sia che pratichiate il rebounding da soli o con un amico, è importante che vi prendiate del tempo per voi stessi durante i momenti di distress.

Ridete abbastanza e vivrete a lungo


Anche se ci piacerebbe molto dirvi che il rebounding ha tutte le risposte ai problemi di distress, dobbiamo ammettere che non è così. I ricercatori della UCLA sperano che uno studio in corso dalle premesse incoraggianti, dimostrerà che il senso dell'umorismo può rivelarsi una pillola miracolosa. Immaginate se qualcosa che vi fa sentire bene potesse evitare di farvi sentire male (cioè trasformasse il distress in eustress).
Si sta sperimentando questa teoria presso un laboratorio del dolore alla UCLA Medical Center. Guardare filmati che vanno dai videoclip ai vecchi film dei Fratelli Marx, a "The Simpsons" aiuta i bambini a sopportare meglio terapie dolorose.
L'idea che l'umorismo possa veramente instaurare dei cambiamenti che favoriscono il processo di guarigione nell'organismo sta guadagnando attendibilità fra gli scienziati impegnati nella nuova branca della psiconeuroimmunologia, che studia l'interazione fra il cervello e il sistema immunitario dell'organismo impegnato a combattere la malattia.
Un eminente ricercatore sulla relazione umorismo-salute, il dott. Lee Berk, professore assistente aggiunto di medicina della famiglia presso la University of California di Irvine, dice che loro utilizzano il termine eustress ("eu" significa "buono" in greco) per definire ciò che avviene nell'organismo quando ci si sente allegri, ovvero l'opposto di distress.
In una situazione dolorosa o di distress, l'organismo aumenta la produzione di ormoni del distress, come il cortisolo e l'adrenalina, il che a sua volta provoca un'accelerazione del battito cardiaco e della pressione del sangue.
Le ricerche hanno inoltre dimostrato che il distress può inibire il sistema immunitario dell'organismo e rendere le persone più suscettibili alle malattie.
In sostanza, forse tutto quello che dovete fare è ridere. Ma d'altra parte non mi sembra di aver mai visto nessuno imbronciato mentre pratica il rebounding!
Esercitarsi regolarmente con il rebounder vi fa fare qualche risata in più e vi ricarica con il tempo che dedicate a voi stessi... questa è la nostra prima lezione sulla gestione dello stress!
Grazie
ALLENATI AD ESSERE FELICE... SALTA DI GIOIA, RESPIRA A FONDO E RIDI DI GUSTO!!



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