L'allenamento della rapidità nell'età infantile e nell'adolescenza

A cura di Fabrizio Felici


La rapidità, è un complesso di capacità, straordinariamente varie e complesse, che si manifesta in modi completamente diversi nei vari sport. La rapidità non è solo la capacità di correre rapidamente, ma assume un ruolo importante anche nei movimenti aciclici (salti, lanci), ed in altri movimenti ciclici (pattinaggio su ghiaccio di velocità, sprint nel ciclismo).
La definizione più completa della rapidità è quella fornita da Grosser, in quanto comprende non soltanto i suoi aspetti coordinativi e condizionali, ma anche le sue componenti psichiche:

"per rapidità, nello sport, si intende la capacità di raggiungere, in determinate condizioni, la massima velocità di reazione e di movimento possibile, sulla base di processi cognitivi, di impegni massimi di volontà e della funzionalità del sistema neuromuscolare".

L'allenamento della rapidità nell'età prescolare

Secondo Levi-Gorinewskaja, nel quarto anno di vita, nello sviluppo del movimento di corsa, solo nel 30% dei bambini è possibile rilevare una buona coordinazione dei movimenti degli arti inferiori e superiori. Tale percentuale sale al 70-75% a cinque anni, e a oltre il 90% a sei anni. Si può dunque agire in modo tale che, attraverso un'offerta multilaterale di esercizi, si tenga conto anche dell'aspetto della rapidità e si pongano le basi coordinative per il futuro. Poiché tra il quinto ed il settimo anno di età avviene un notevole perfezionamento dei movimenti di corsa, che è visibile anche in un miglioramento della velocità di corsa, in questo periodo di tempo vale la pena aumentare la quantità degli esercizi di rapidità. Ricerche hanno dimostrato come bambini che si trovano nell'età prescolare già ottengono tempi di contatto, o frequenze, che sono vicine a quelli di atleti di spicco. Ciò dovrebbe stimolare ad allenare questi presupposti elementari della prestazione, già in questo periodo, attraverso forme ludiche ed adeguate all'età.

L'allenamento della rapidità nella prima età scolare

La frequenza e la velocità dei movimenti subiscono la loro massima spinta di sviluppo soprattutto nella prima età scolare. In questa fascia di età, avviene la maturazione definitiva, anatomica e funzionale, della corteccia cerebrale. L'allenamento della rapidità nell'età infantile e nell'adolescenzaQuesto porta a un miglioramento nel settore della velocità di reazione e all'accorciamento del tempo di latenza. In questo periodo di età, con semplici mezzi di formazione generale, ad esempio un allenamento a circuito e giochi di corsa adatti, si possono migliorare tutti i parametri della rapidità e della forza rapida, come è dimostrato in modo evidente dalle ricerche di Diekmann, Letzelter (1987) e di Steinmann (1990).
I programmi di addestramento non si dovrebbero limitare però ad esercizi di reazione e di accelerazione, ma dovrebbero porre richieste multilaterali al sistema neuromuscolare dei bambini.

L'allenamento della rapidità nella seconda età scolare

In questo periodo, si possono fare, solo parzialmente, affermazioni che vanno nella stessa direzione di quelle precedenti. Un consenso esiste per quanto riguarda la rapidità di reazione e la velocità di corsa. I tempi di latenza e di reazione si accorciano rapidamente e, verso la fine di questo periodo d'età, si avvicinano ai valori degli adulti. Inoltre anche la velocità di corsa aumenta notevolmente. Come dimostrano numerose ricerche trasversali di Lehmann (1993), dopo una notevole spinta di sviluppo nell'età dai sei ai nove anni, tra i dieci ed i dodici anni non si produce alcun miglioramento ulteriore della rapidità elementare ciclica ed aciclica, sebbene la velocità di corsa, in quanto prestazione complessa, continui a migliorare. Questo indica che, in questo periodo d'età, è possibile influenzare solo scarsamente i presupposti elementari della rapidità, mentre avviene un aumento della velocità massima di corsa. Il miglioramento della velocità complessa di corsa sembra essere, invece, basato su altri fattori, come ad esempio la forza.

L'allenamento della rapidità nella prima età puberale

Con l'inizio della pubertà , avvengono profondi cambiamenti psicofisici, che influenzano anche i presupposti e le prestazioni elementari e complesse della rapidità. Durante la prima età puberale, l'eccessivo prevalere dei processi di eccitazione (alla base per la buona capacità di apprendere nuovi movimenti) viene compensato dall'aumento delle funzioni inibitorie. Perciò, i meccanismi nervosi centrali fondamentali sono relativamente "plastici", cioè possono essere influenzati da azioni esterne, come l'allenamento. Purtroppo, spesso, viene ignorato che ciò può portare a peggioramenti qualitativi. In questa fase "plastica", avvengono cambiamenti molto intensi della costituzione fisica (incremento dell'aumento in lunghezza). Per questo motivo, i rapporti forza/peso o di leva non si sviluppano in modo proporzionale e si produce inevitabilmente, un aumento dei tempi di appoggio che precedentemente avevano raggiunto un livello sufficiente per le necessità del futuro.


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Ultima modifica dell'articolo: 11/05/2016