Tre minuti per prevenire l'insorgenza di patologie cardiovascolari e insulino-resistenza

A cura del Dottor Nicola Sacchi - Autore del libro: Farmaci e doping nello sport -


Secondo recenti studi [1], per prevenire l'insorgenza di patologie cardiovascolari ed insulino-resistenza, riducendo quindi i rischi di sviluppare diabete, obesità e sindrome metabolica, l'attività aerobica non è la strategia migliore. Alta intensità di allenamento nella prevenzione dell'insulino-resistenzaA tal proposito, risulta più efficace un breve lavoro di attività fisica in anaerobiosi; in pratica basterebbero 3 minuti di attività intensa per ottenere risultati uguali o persino migliori rispetto alla classica attività cardiovascolare generalmente consigliata.
Questo è ciò che sostengono il dott. Timmons e colleghi, che hanno condotto vari esperimenti sugli effetti dell'attività fisica sul controllo glucidico. Questi scienziati affermano che l'attività aerobica non previene il rischio d'insorgenza di patologie cardiovascolari ed insulino resistenza, mentre secondo i loro studi, per raggiungere questo obiettivo sono più efficaci tre minuti al giorno di allenamento ad alta intensità. “The efficacy of a high intensity exercise protocol, involving only ~250 kcal of work each week, to substantially improve insulin action in young sedentary subjects is remarkable. This novel time-efficient training paradigm can be used as a strategy to reduce metabolic risk factors in young and middle aged sedentary populations who otherwise would not adhere to time consuming traditional aerobic exercise regimes.
Il dott. Timmons sostiene questa tesi perchè attraverso uno studio da lui condotto sull'efficacia di alcuni sprint sul controllo della glicemia, ha potuto verificare come questo tipo di attività permette di ottenere risultati sorprendenti. In questo studio i partecipanti eseguono 4-6 sprint di 30 secondi alla massima velocità possibile, intervallati da 4 minuti di recupero, svolgendo questo allenamento per due settimane ogni due giorni. Prima di iniziare il protocollo di allenamento ed alla fine delle due settimane, viene eseguito un esame per determinare come la glicemia, l'insulina ed i NEFA (acidi grassi liberi nel sangue) varino nel tempo in seguito all'assunzione di 70 g di glucosio. Queste analisi consentono di valutare come il corpo risponde ai cambiamenti dei livelli di glucosio circolante, considerando che una buona regolazione degli stessi è fondamentale per capire se il metabolismo glucidico funziona correttamente.
Ebbene, i soggetti sottoposti a questo allenamento dopo le due settimane previste dimostrano un notevole abbassamento della glicemia, del rilascio di insulina e di NEFA rispetto ai valori misurati prima del protocollo di allenamento.
La riduzione di questi parametri ematici è fondamentale per favorire le condizioni di salute, che sono strettamente correlate alla capacità del corpo di utilizzare i carboidrati ed i grassi introdotti con l'alimentazione, impedendone l'accumulo.
Questo studio dimostra per la prima volta come pochi minuti di attività fisica ad alta intensità, per sole due settimane, possano migliorare considerevolmente la sensibilità dell'organismo all'azione dell'insulina, consentendo così una miglior gestione del glucosio e degli acidi grassi. Questi benefici sono la base per ridurre i rischi d'insorgenza dei disturbi metabolici legati all'incapacità del corpo di gestire il glucosio, che possono poi portare allo sviluppo di numerose patologie cardiovascolari legate all'insulino-resistenza ed all'obesità.

 

[1] Extremely short duration high intensity interval training substantially improves insulin action in young healthy males.
John A Babraj, Niels BJ Vollaard, Cameron Keast, Fergus M Guppy, Greg Cottrell, and James A Timmons.
BMC Endocrine Disorders 2009, jan 28, 9:3.



Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015