Aspetti sociologici, psicologici e pedagogici dello sport

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Nella definizione di allenamento sportivo che ha dato Harre, compare  il concetto di preparazione ad elevate e massime prestazioni sportive, sempre inadeguato alla sfera dell'infanzia; nella definizione di allenamento sportivo data da Matwejew, compare, invece, il concetto di «preparazione mediante carico fisico»: l'attività motoria effettuata nell'infanzia è necessario che si mantenga in una dimensione ludica. Il bambino non è ancora in grado di sopportare lo stress di un carico fisico, pertanto anche volendo considerare l'allenamento a questo modo, esso non si adatta al bambino. Anche nell'ultima definizione di Harre, da me citata, compaiono di nuovo gli stessi caratteri di una delle precedenti, pertanto l'allenamento inteso a questo modo, pure non si adatta al bambino. E' dunque chiaro che la parola "allenamento", comunque la si voglia intendere, non è adeguata a definire quella che dovrebbe essere l'attività fisica praticata dai bambini che hanno la stessa età di quelli facenti parte del campione che ho preso in considerazione.  Si dovrà quindi ricorrere all'espressione "preparazione giovanile", intesa come "l'insieme di interventi finalizzati anzitutto al raggiungimento di un buono stato di salute fisica e di un adeguato ed armonico sviluppo funzionale, ma miranti nel medesimo tempo a costruire nel giovane, futuro atleta, basi motorie ampie e solide, che lo pongano in grado di affrontare validamente una successiva attività sportiva, anche intensa e ad alto livello (Spagolla; Bortoli)". Intesa a questo modo, la pratica dell'attività fisica del bambino dovrà essere tale da garantire la presenza, in misura perfetta, di intensità e quantità di lavoro. Ora, prendendo in considerazione il fatto che intensità e quantità di lavoro devono essere inversamente proporzionali l'una all'altra, il problema che sorge a questo punto è il come distribuire l'una e l'altra nel programma di preparazione. Entrambe le componenti della preparazione giovanile non devono essere trascurate mentre si progetta il programma, poiché è stato dimostrato che, pur non potendosi parlare di vero e proprio allenamento, se queste componenti vengono trascurate e viene effettuata un'attività motoria in forma molto blanda, non si riescono ad ottenere quei risultati che ci si prefissa quando si studia il programma e che sono stati espressi dando la definizione di preparazione giovanile. Affinché si raggiungano i suddetti obiettivi, è necessario che "un lavoro basato sulla quantità preceda un lavoro di intensità, poiché stabilizzando e consolidando i miglioramenti acquisiti consente di svolgere successivamente un'attività più impegnativa e ottenere ulteriori miglioramenti. Nella fascia d'età tra 10 e 14 anni, che rappresenta un periodo di costruzione di base, sarà predominante un'attività fondata soprattutto sulla quantità del carico, con lo scopo di contribuire a coadiuvare e potenziare lo sviluppo che le capacità condizionali hanno naturalmente per la crescita e la maturazione. In questo periodo infatti, proprio per la maturazione fisiologica dell'organismo, anche un lavoro prevalentemente basato sulla quantità è in grado di determinare miglioramenti rilevanti nelle capacità (Spagolla; Bortoli)". Nelle scuole elementari italiane, il tempo massimo effettivo dedicato alla pratica dell'educazione fisica (obbligatoria) non supera l'ora, quindici minuti per settimana, tempo questo insufficiente per ottenere quei benefici nel bambino garantiti esclusivamente dalla quantità di attività motoria. Aumentare le ore di pratica obbligatoria dell'educazione fisica nelle scuole elementari sarebbe un'idea particolarmente apprezzabile specialmente nelle scuole in cui, come nella scuola in cui studiano i bambini cui ho sottoposto il questionario, le lezioni sono a tempo pieno anziché a tempo normale: buona parte dei bambini che frequentano la scuola elementare a tempo pieno si dice soddisfatta, contenta di questo tipo di organizzazione per il fatto che, in questo modo ha meno compiti a casa da svolgere; evidentemente i ragazzini preferiscono restare a scuola per più tempo durante l'arco della giornata rispetto a quanto dovrebbero rimanerci se seguissero le lezioni a tempo normale, a patto di ritrovarsi meno compiti a casa da svolgere. Ritrovandosi meno sotto stress, i bambini potrebbero dedicarsi alla pratica di ore aggiuntive di educazione fisica senza che il carico di lavoro diventi troppo pesante.



BIBLIOGRAFIA:

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"un'etica per la politica", di B. Russel, edizioni Universale Laterza, 1986, Bari.

"aspetti giuspubblicistici dello sport", a cura di D. A. Mastrangelo, Cacucci editore, 1994, Bari.

"Lo sport, impegno o evasione?", di A. Milanesi, Edizioni La scuola, Brescia, 1979.

"Problemi nell'educazione fisica e sportiva nell'età scolare", a cura di M. Cometti, Collana dei documenti della Camera di Commercio, industria, artigianato e agricoltura, Taranto, 1979.

"Elementi di strategia pubblicitaria" di D. E. Shultz, edizioni Sarin, Pomezia (Roma), 1986.

"Psicologia sociale della vita quotidiana", di M. Argyle, Edizioni Zanichelli, Bologna, 2000.

"Avviamento allo sport" di G. Spagolla e L. Bortoli, Edizioni Società stampa sportiva, Roma.

"Raccolta di lavori sulla valutazione delle capacità motorie di base in età giovanile", Edizioni Documenti Scuola dello Sport n. 5, Roma, 1980.

"La programmazione dell'allenamento giovanile" di, E. Locatelli e R. Arcelli, relazione al Terzo Corso nazionale di specializzazione Fidal, Roma, 1980.

"Aspetti metodologici dell'avviamento allo sport" di P. Tschiene, Edizioni Scuola dello Sport, Roma, 1980.

"Teoria dell'allenamento" elaborato da un collettivo di autori sotto la redazione generale di D. Harre, Edizioni Società Stampa Sportiva, Roma.

"Psicologia: lineamenti di psicologia generale e dell'età evolutiva", di R. Vianello; Fabbri Editori; Milano, 1985.

 "Note scientifiche di teoria e metodologia del movimento umano", di M. Di Carlo, Edizioni Asterisco, Bologna, 2003.



Marco battaglia Marco battaglia

Laureando in scienze motorie

Cintura Nera 2° Dan di Karate tradizionale (principalmente stile Shotokan Ryu).

marco battaglia



Ultima modifica dell'articolo: 17/06/2016