Aspetti sociologici, psicologici e pedagogici dello sport

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La grande sponsorizzazione da parte dei media di questo sport è da considerarsi al contempo causa e conseguenza della passione per il gioco del calcio: si cerca di produrre per poi sponsorizzare qualcosa che piace e, una volta ottenuto successo, si moltiplica la sponsorizzazione, creando maggiore conoscenza in un maggior numero di individui di quello che si sta sponsorizzando. Quindi, per quel che riguarda l'ambito strettamente sportivo, se il calcio piace, si sponsorizzerà spesso; tale sponsorizzazione, a sua volta, toccando altri individui, creerà nuovo interesse, da cui si genererà altra sponsorizzazione. Ma la pubblicità, può, come nell'ambito sportivo così pure in molti altri ambiti, non solo portare la gente a conoscere un determinato prodotto, ma può anche portare a modificarne l'opinione che si ha di esso: gli uomini possono comunicare tra di loro attraverso due tipologie distinte di linguaggio: il linguaggio verbale e il linguaggio non verbale.

Pesagogia sport Il primo è quello che prevale nel bambino dai tre anni in su e in tutti gli individui appartenenti a fasce d'età differenti, il secondo è l'unico tipo di linguaggio in possesso del bambino di età inferiore ai 3 anni e che si mantiene in tutti gli altri individui di età superiore esclusivamente al livello subconscio. La pubblicità, in effetti, implica una comunicazione di tipo fondamentalmente verbale, almeno per quel che riguarda la forma esplicita del messaggio, tuttavia è spesso implicato, nell'apparenza di questo tipo di linguaggio, un messaggio subliminale che può, in qualche modo, bypassare le capacità cognitive dell'individuo che si prende in considerazione. Così facendo la pubblicità, la sponsorizzazione di un prodotto è in grado di influenzare la stessa opinione che si ha di esso. Il prodotto sponsorizzato, non deve necessariamente essere qualcosa di materiale, può anche essere qualcosa di astratto, come, appunto, lo sport (il calcio). In verità, però, concorrono altri aspetti a condizionare l'esito della vendita di un prodotto, sia esso concreto o astratto. Per capire come funziona la pubblicità e che tipo di effetto può avere sull'individuo e sul Paese, è necessario comprendere come funziona la comunicazione: il modello fondamentale di comunicazione è basato sugli esperimenti condotti dallo studioso Ivan Pavlov sui cani: egli aveva osservato che associando, per un periodo di tempo sufficientemente esteso (benché non continuato), ad uno stimolo capace di provocare una risposta riflessa in un cane, un altro stimolo che, normalmente, presentandosi isolatamente, non ha alcun effetto, il secondo stimolo acquisiva la stessa capacità del primo di provocare la risposta riflessa. Si tratta del riflesso condizionato. Egli così elaborò la teoria stimolo - risposta (S - R). Applicando il modello fondamentale S - R alla comunicazione fu elaborato il seguente schema:


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Questo modello di comunicazione fu considerato attendibile sino alla fine degli anni quaranta. Successivamente vi fu un'evoluzione di questo pensiero: fu necessario un grandissimo numero di esperimenti per riuscire a comprendere che in effetti, non era sufficiente applicare questo tipo di comunicazione per avere la certezza di ricevere, attraverso il feedback, una risposta (l'acquisto del prodotto sponsorizzato). Alcuni studi dimostrarono che le persone avevano la capacità di filtrare o di traslare fuori dallo schermo i messaggi inutili o indesiderati (Shultz, 1986). Fu elaborato un nuovo modello di comunicazione di massa basato sulle ricerche di esperti della comunicazione come Paul Lazarfeld, C. I. Hoveland, Wilbur Schramm ed altri ancora:


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Secondo questo modello, la gente aveva la possibilità di filtrare tutte le informazioni indesiderate, sgradite alla propria mente una volta che il messaggio pubblicitario fosse giunto a destinazione. Vi sarebbe poi la possibilità che tra ciascuno dei componenti (mittente, messaggio, medium ecc.) dello schema esposto qui sopra si interponesse un disturbo: per esempio, un disturbo posto tra il mittente e il messaggio potrebbe essere un errore nell'esposizione del concetto, oppure potrebbe non essere appropriato il linguaggio utilizzato. Si tratta del seguente modello (il simbolo SS indica il disturbo):


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I disturbi e i filtri di cui si è parlato, per quel che riguarda il messaggio pubblicitario in ambito sportivo, dovrebbero essere garantiti da un buon livello di cultura ossia, in modo più specifico, da una "buona educazione". E' scientificamente noto come "l'allenamento" delle capacità intellettive attraverso lo studio, mantenga attiva la capacità di intuizione, pertanto non c'è da meravigliarsi quando si osserva che la gente con un livello culturale non particolarmente elevato si lasci influenzare con molta più facilità dai discorsi altrui e, in questo caso, dalla pubblicità. Coloro che non mantengono in "allenamento" le loro capacità intellettive, corrono spesso il rischio di inibire l'effetto dei filtri per l'eliminazione delle informazioni non degne di considerazione, pertanto si corre il rischio di un avvicinamento allo sport, sempre considerando in particolar modo la pubblicità dell'evento sportivo, inteso non in maniera eticamente corretta.

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Marco battaglia Marco battaglia

Laureando in scienze motorie

Cintura Nera 2° Dan di Karate tradizionale (principalmente stile Shotokan Ryu).

marco battaglia



Ultima modifica dell'articolo: 17/06/2016