Aspetti sociologici, psicologici e pedagogici dello sport

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Seguire uno sport da spettatori comporta delle situazioni particolarmente gratificanti: Russel afferma che una delle tante passioni con cui l'animo umano viene in contatto durante la vita, è l'amore per l'eccitazione. Egli non dimostra questa sua ipotesi, questa sua opinione in altra maniera che non citando quegli esempi che si possono riscontrare nella vita quotidiana, tra cui, particolarmente degno di nota in questa sede, le partite di calcio, ed altri esempi meno attuali. Del resto, ogni qual volta ci si affaccia alla realtà storico - sociale, come del nostro Paese, così di qualsiasi altro, si noterà sempre una tendenza da parte del popolo all'avvicinamento ad un qualcosa che dia eccitazione (droghe, alcol, guerre, conflitti, sport, gioco d'azzardo ecc.). Seguire uno sport da spettatori, magari tifando, dà la possibilità di sottoporre il proprio animo ad un eccitamento per nulla indifferente. Del resto, lo stato di eccitamento è la prima caratteristica che i più noteranno nell'osservazione di un tifoso allo stadio durante una partita della sua squadra del cuore.

Pesagogia sportE' quindi possibile concludere che il motivo per cui i ragazzini intervistati hanno dimostrato interesse per lo sport seguito da spettatori è prevalentemente l'eccitazione che quest'atto comporta. Gli spettatori di un determinato sport, seguono le azioni di gioco con grande attenzione! Essi si identificano completamente nella loro squadra del cuore o nel loro campione preferito sino a portarne i simboli, l'abbigliamento ecc. Seguire uno sport senza praticarlo può essere un ottimo modo per provare della emozioni, per provare quell'eccitamento che tanto gli uomini sono inclini ad amare, senza però fare fatica fisica o senza correre il rischio di farsi male. C'è tuttavia un rischio che anche per chi segue uno sport senza praticarlo non è possibile evitare: il rischio di perdere (per chi tifa). I tifosi di calcio si identificano moltissimo con la loro squadra del cuore, ne portano la maglia e i simboli, e ingaggiano battaglie più o meno simulate con i tifosi delle squadre rivali. Per queste persone fare il tifo per una squadra rappresenta evidentemente un aspetto molto importante della loro vita e della loro identità (Argyle, 2000). Secondo il sociologo canadese Gruneau (1983), buona parte degli episodi che si verificano in occasione delle gare sportive è da attribuire all'eccitazione indotta dai significati simbolici che assume lo sport, che si carica di «colossali e utopistiche aspirazioni alla conquista di un mondo di libertà, di gesta eroiche e di uguaglianza». Un'ulteriore argomentazione risiede nella stessa scelta, da parte dei ragazzini, dei campioni, quasi tutti praticanti di calcio. L'eccitazione che si può percepire assistendo ad una competizione sportiva, si avverte nei momenti in cui si evidenzia una situazione che, a brevissimo termine, può modificare, in un modo o nell'altro, in maniera determinante l'esito della gara (per esempio, quando un attaccante si avvicina all'area di rigore nel gioco del calcio e "si batte" con i difensori della squadra avversaria); inoltre, quanto maggiore è il tempo durante il quale si protrae la situazione di incertezza, il tempo durante il quale si protrae questa situazione di probabile modifica dell'esito della gara, tanto maggiore sarà l'eccitazione che ne conseguirà. Studi psicologici hanno dimostrato che vi sono delle differenze nel temperamento dei vari individui, differenze queste, talvolta molto marcate e frequenti, che possono influenzare il modo di esperire l'eccitamento e la causa che lo provoca, ma è evidente che per la maggior parte delle persone, la frequente presenza, nel gioco del calcio, di quelle situazioni di cui sopra, comporta amore per questo sport.
  Per quel che riguarda il sesso femminile, evidentemente non si riscontra lo stesso interesse, visti i risultati del questionario: ben 5 ragazzine su  9 hanno affermato di non avere preferenze in fatto di campioni sportivi, inoltre solo una ragazzina ha affermato di avere preferenza per un campione di calcio (Kakà). Evidentemente, per quanto riguarda il sesso femminile, non si riscontra la stessa passione per l'eccitamento che si riscontra nel sesso maschile, come nello sport, così, si osserva sui testi di storia, per molti altri campi. Le ragazzine preferiscono sport in cui, piuttosto che lasciarsi andare all'eccitamento scaturito dall'azione di gioco, possono ammirare l'eleganza di un gesto tecnico (amano la ginnastica e la danza, soprattutto). In effetti, per gli sport e per i campioni che la stragrande maggioranza di loro ha affermato di preferire, l'unica cosa che si può trovare di interessante (e questa non è solo una mia opinione, ma quella di molti) è proprio l'eleganza del movimento, dove per eleganza, in questo contesto, intendo l'approssimarsi, più o meno marcato, alla perfezione del gesto, per quelli che sono i canoni stabiliti dal regolamento di gara e/o dalla storia dello sport in questione, con tutto il fascino che da esso si può emanare.
  Tornando a prestare attenzione alla pratica dello sport, piuttosto che al seguirlo da spettatori, c'è un altro punto su cui vorrei soffermarmi: ho argomentato la mia opinione in merito al fatto che i bambini tendono a seguire il calcio in televisione e ad avere delle preferenze ben precise in fatto di campioni sportivi, tuttavia, i bambini hanno anche dichiarato di praticare regolarmente questo sport, che tanto li appassiona attraverso i loro campioni, e di saper effettuare meglio tutti i movimenti tipici di questo sport (correre e calciare). E' francamente molto improbabile che l'interesse che loro hanno per il calcio da seguire in televisione sia indipendente da quello che hanno nel praticarlo; è invece molto più probabile che la passione per l'uno abbia influenzato quella per l'altro. E' chiaro che lo spettacolo prodotto da una partita di calcio è tale da provocare piacere indipendentemente dalla pratica dello stesso sport per i motivi suddetti, ritengo invece che la pratica del calcio sia strettamente dipendente dalla passione che si prova nel seguirne una partita ad alti livelli, specialmente per quel che riguarda la sfera dell'infanzia. Per cominciare, anche giocando una partita, si provano delle sensazioni di eccitamento affini a quelle che si possono provare seguendola in televisione: le situazioni che possono modificare l'esito di una partita si incontrano ugualmente sia che la si stia seguendo passivamente, sia che la si stia giocando in prima persona; il tifo, altro elemento (quasi) fondamentale che si può riscontrare in chi segue una partita alla televisione o allo stadio e che, nella maggior parte dei casi, influisce, in questo tipo di sport, a generare eccitamento, si riscontra pure nel giocare una partita di calcio: ovviamente si fa il tifo per la squadra con cui si sta giocando. Altro fattore che può portare a scegliere di praticare proprio questo sport tra tutti (perché, si è visto, l'attività fisica, di per sé, a prescindere dallo sport preso in considerazione, stimola la produzione delle endorfine), è l'immedesimazione nel personaggio del campione preferito: il bambino ha una capacità di adoperare la propria fantasia parecchio superiore rispetto a quella dell'adulto, nella stragrande maggioranza dei casi. Questo favorisce indubbiamente l'immedesimazione del bambino nel suo campione preferito, attraverso l'imitazione dei gesti che lo caratterizzano come personaggio. E' infatti possibile osservare con frequenza bambini che tentano di imitare i campioni del calcio nell'abbigliamento, negli atteggiamenti che essi hanno di fronte alle telecamere, perfino nei gesti tecnici e nelle prestazioni atletiche.


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Marco battaglia Marco battaglia

Laureando in scienze motorie

Cintura Nera 2° Dan di Karate tradizionale (principalmente stile Shotokan Ryu).

marco battaglia



Ultima modifica dell'articolo: 17/06/2016