Macchine vs pesi liberi

Un confronto tra allenamento isotonico con le macchine e allenamento con i pesi liberi

 

A cura del Dott. Antonio Parolisi

« prima parte


Esistono molti praticanti di palestre che si vantano di sollevare centinaia di chilogrammi nello squat alla Smith Machine (Multipower), quando poi hanno difficoltà nel fare lo squat classico anche con 20kg per lato. Questo dovrebbe farli riflettere quando impressionano gli spettatori intorno a loro con squat di 200kg alla Smith Machine, mentre poi sollevano un carico nettamente inferiore allo squat libero.
Stessa cosa dicasi per le macchine chest press in confronto alla bench press (panca piana) o addirittura le distensioni con manubri. L'instabilità che crea il lavoro con bilanciere o manubri, mette in condizione il soggetto di usare un carico nettamente inferiore rispetto al chest press. Ed anche in questo caso il discorso è il medesimo fatto per lo squat. Oppure il lavoro tra Shoulders press comparato al Military Press (lento avanti), bilanciere o manubri, da seduto o ancora meglio se in piedi. La destabilizzazione che crea il lavoro con pesi liberi mette a dura prova la capacità dei fissatori delle spalle che sono costretti a contenere l'articolazione al fine di permettere il movimento creando un adattamento funzionale che comporta un aumento della forza e della crescita muscolare.
Le comparazioni tra esercizi con pesi liberi e macchine potrebbero procedere per decine di esercizi e la lista potrebbe essere anche noiosa. Ciò che conta è capire che in sostanza la standardizzazione di un movimento che impone una macchina ed il fatto di "lavorare per noi" per quanto riguarda la stabilità, è senz'altro comodo ma è poco funzionale ai fini della crescita muscolare o della forza. Di sicuro i risultati con le macchine si otterranno, ma saranno poco redditizi rispetto al ferro libero. Restando nel mondo del Bodybuilding, basta osservare tutti i grandi giganti di questo sport per capire che questi dedicano gran parte dei loro allenamenti ad esercizi multiarticolari con pesi liberi. Per non parlare dei powerlifter che quasi non conoscono le macchine utilizzate nel fitness in generale. Questo pone dei punti di riflessione.
Una questione che si piazza nel mezzo tra i pesi liberi e le macchine è l'allenamento con i cavi. In questo, infatti, non vi è una vera e propria traiettoria definita ed il carico con carrucole e angolazioni variabili impone una resistenza continua in tutti i punti del movimento. È sicuramente più funzionale di una macchina ma comunque differente dai manubri o bilancieri, anche se la tensione con i cavi resta constante e questo è un punto forte.
Direi, quindi, che l'ideale, anche se un vero e proprio ideale non esiste, sarebbe un allenamento nel quale alla base ci fossero esercizi multiarticolari con i pesi liberi come squat, stacchi da terra, bench press, military press e trazioni; utilizzare le macchine quando si vogliono macinare molte ripetizioni per raggiungere quel pump muscolare tale da creare quella raccolta di sangue nel muscolo importante per un buon trofismo, quindi crescita.     
Non bisogna dunque ragionare in modo estremista ed asserire che le macchine sono inutili ma il punto fisso da tenere bene a mente è che la macchina isotonica, classica, convergente monolaterale simmetrica o di altro tipo, è uno strumento di allenamento nel Fitness che va utilizzato con criterio per apportare i dovuti benefici; infatti, esistono in  commercio delle attrezzature isotoniche sulle quali sono possibili le variazioni da soggetto a soggetto nella modulazione del range di mobilità. Questo è molto interessante in particolar modo in quegli individui che hanno delle forti limitazioni di mobilità dove, quindi, è possibile lavorare in sicurezza prefissando i limiti del movimento individuali. In questo modo anche con limitazioni funzionali è possibile allenare determinati gruppi funzionali di muscoli, i quali a poco a poco saranno pronti alla pratica dei grandi esercizi, a patto - ovviamente - che il programma di allenamento comprenda dei tempi specifici per l'incremento della mobilità articolare e della flessibilità muscolare, ma questa è un'altra questione.
In ogni caso si dovrebbe sempre cercare di educare il soggetto a lavorare con i grandi movimenti multi-articolari a pesi liberi, o comunque, come accennato prima, dopo un breve periodo di lavoro sulle macchine, in caso di costretto lavoro con range limitati. In particolar modo questo discorso è enfatizzato negli atleti dove un buon 90% del lavoro dovrebbe essere praticato con pesi liberi.
Per chi vuole veramente diventare forte e mettere su muscoli in modo deciso, la via d'elite da seguire è quella del ferro e della ghisa, quindi vecchio stile.
Pochi giochini sulle macchine isotoniche comode e brillanti ma un deciso lavoro con squat, bench press, stacchi da terra, trazioni alla sbarra e military press, portano all'aumento del rilascio di ormoni anabolizzanti, un aumento della forza muscolare, un incremento delle capacità delle strutture stabilizzanti, l'aumento della capacità propriocettiva legamentosa, una densificazione delle strutture connettivali e la reale sensazione del Bodybuilding.
Tanto di cappello agli ingegneri progettisti delle macchine isotoniche ma i bilancieri, i manubri e le panche vecchio stile restano l'arma vincente nell'ambito della preparazione fisica nella costruzione muscolare.



Ultima modifica dell'articolo: 19/12/2015