Macchine, Cavi o Pesi liberi?

A cura del Dott. Simone Losi


Nell'allenamento muscolare in palestra, ormai da anni, vi è la controversia riguardante l'utilizzo di macchine isotoniche o pesi liberi.
C'è chi dice che le macchine sono più sicure, quindi più idonee per chi si approccia per le prime volte in palestra, e chi invece asserisce che è molto meglio e più produttivo utilizzare i pesi liberi.
MacchineVediamo di fare un po' di chiarezza e cercare di capire quale è la strada più fisiologica da compiere, tenendo sempre a mente il concetto principe: maggior resa con il "minimo" rischio.
Le macchine isotoniche, anche se sembrano più sicure e più facili da utilizzare, sono in realtà molto più "pericolose" dei "manubri", in quanto obbligano la persona ad utilizzare un movimento standard rispetto all'altezza e alla lunghezza degli arti; non permettono inoltre di utilizzare al meglio le "funzioni muscolari", che molto spesso sono più di una....
Facciamo un esempio: il gran pettorale è un adduttore e un intrarotatore dell'omero: in questa foto, il gran pettorale non può lavorare al meglio, in quanto l'esercizio non parte da una extrarotazione dell'omero; manca quindi l'iniziale massimo allungamento del muscolo, che consentirebbe poi l'intrarotazione finale necessaria per avere la massima efficacia con il minimo rischio.
Stesso dicasi per l'esercizio su panca piana con bilanciere, ancora molto usato, ma che non assolve appieno le funzioni fisiologiche del suddetto muscolo.

 

cavi pesi liberiSicuramente  i cavi possono assolvere al meglio le funzioni muscolari del gran pettorale, in quanto permettono di partire da una extrarotazione dell'omero (massimo allungamento), per poi arrivare alla intrarotazione finale (massimo accorciamento). Ma attenzione: anche i cavi, se non ben eseguiti, possono creare problematiche muscolari, quindi la conoscenza dell'anatomia muscolare e della biomeccanica deve sempre essere considerata per ottenere il massimo beneficio.

Il discorso dei cavi può essere applicato molto bene anche ai pesi liberi, sempre bistrattati perché pericolosi e perché a detta di qualcuno non "isolano" il muscolo.... Ma da quando in qua si può "isolare" un muscolo? Il corpo umano si muove per catene muscolari ed è praticamente impossibile lavorare selettivamente su un singolo distretto senza far intervenire la corrispondente catena muscolare; per questo motivo il fatto che le macchine isotoniche facciamo isolare un muscolo non ha alcun fondamento logico.
Inoltre i pesi liberi richiedono una maggiore coordinazione neuromuscolare, permettendo l'utilizzo di muscoli sinergici e stabilizzatori, cosa che le macchine isotoniche non permettono.

Qualunque sia l'attrezzatura utilizzata (manubri, bilancieri, macchine o cavi), non bisogna mai adattare il cliente all'esercizio, ma scegliere l'attrezzo e le modalità di esecuzione più adatte dal punto di vista posturale e delle eventuali tensioni o retrazioni che l'individuo può avere in qualche distretto muscolare.
Tornando all'affermazione iniziale, secondo cui le macchine sarebbero più sicure dei manubri, è chiaro a questo punto che si tratta di una convinzione errata; ciò non significa che da domani le macchine siano da buttare via, ma solo che occorre imparare ad utilizzarle con parsimonia e giudizio.
Se una persona non ha particolari problemi e rientra nella media, non c'è nessun problema, ma se ha già in partenza alcuni problemini (compressioni discali, retrazioni, calcificazioni ecc...), di certo utilizzando le macchine a discapito dei manubri non risolviamo il problema, anzi... come già detto, la macchine, obbligando molto spesso a traiettorie non fisiologicamente corrette, enfatizzano le alterazioni posturali in atto e/o  le retrazioni muscolari.

L'allenamento in sicurezza sta alla base del risultato finale, sganciarsi dalle "mode" è fondamentale se si vuole continuare ad allenarsi al meglio, l'anatomia e la biomeccanica in questo senso ci aiutano... e molto...



Ultima modifica dell'articolo: 11/01/2016