Lento avanti, alzate laterali e bassa schiena

A cura del Dott. Antonio Parolisi


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L'alzata laterale e il Lento avanti influiscono davvero tanto sulla bassa schiena. Mentre nell'alzata laterale si può limitare il movimento fino ad un certo punto e permettere comunque di lavorare in "sicurezza", nel lento avanti si parte già da una posizione sfavorevole, quindi in questo esercizio bisogna prestare molta attenzione, specie in presenza di problemi lombari.

Altra usanza molto comune è quella di assumere la posizione seduta per eseguire tali esercizi. Questo accorgimento va ovviamente usato, come al solito, in funzione del soggetto da allenare. Da ricordare, inoltre, che quando si assume la posizione seduta si va ad annullare la curva lombare della colonna. Tale espediente potrebbe tornare utile in caso di iperlordosi in quanto, sedendosi, il soggetto "ripristinerà", almeno momentaneamente, la fisiologica curva lombare, creando delle curve lungo la colonna che si avvicineranno quanto più possibile ad una spina dorsale "normale"; se però il soggetto non presenta una iperlordosi, anzi è in condizione di ipolordosi, l'idea di farlo sedere non è altrettanto buona. Questa persona vive infatti in una condizione di annullamento della curva lombare e la posizione seduta peggiorerebbe ancor di più la forma della sua colonna.
In questo caso sarebbe opportuno ricreare la curva attivamente, facendo assumere la posizione di accenno di lordosi e magari mettendo un cuscino od un asciugamano nel tratto lombare, in modo da creare un supporto che aiuti la colonna a rimanere in una condizione quanto più simile alla curva normale. Se al contrario si annullasse la lordosi lombare, il carico gravante su di essa aumenterebbe significativamente, mettendo a dura prova la sua resistenza. Ciò è spiegato sempre dalla biomeccanica vertebrale, dove è stato dimostrato che "la resistenza di una colonna è direttamente proporzionale al numero di curve di cui gode"; in termini numerici si ha R = nc*nc +1; cioè la resistenza sarà uguale al numero di curve al quadrato più uno. Quando un soggetto è seduto si annulla la curva lombare e rimangono solo 2 curve, la  lordosi cervicale e la cifosi dorsale; in questo caso si avrà R = 2*2+1  cioè 5. Quindi se si solleveranno 100kg, sulla colonna graveranno 100/5 = 20kg. Se invece si riesce a mantenere la lordosi lombare le curve saranno 3, quindi si avrà una resistenza pari a 3*3+1 cioè 10; quindi i 100kg di prima incontreranno una resistenza doppia rispetto al caso precedente. Dei 100kg sollevati, graveranno sulla colonna soltanto 100/10 = 10kg. Mantenere o ripristinare la curva lombare permette quindi di dimezzare le sollecitazioni gravanti sulla colonna.

Quando si svolgono esercizi da seduto o a gambe piegate, occorre quindi massima attenzione. Spesso si osserva infatti che, durante l'esecuzione dei classici curl in piedi per i bicipiti, si piegano le gambe per non sovraccaricare la colonna; facendo così si annullerà o si ridurrà la curva lombare (a seconda di quanto si flettono le ginocchia), creando ancora più stress per la colonna stessa (in base al criterio del numero di curve al quadrato più uno). Magari il genio di turno consiglierà addirittura di fare il curl o le alzate laterali da seduto per "scaricare" la colonna e allora buonanotte!!!

Questo era per intendere che tutti gli accorgimenti del tipo, in piedi, seduto, fino a 90°, fino a 120°, con il cuscino giù alla schiena o i piedi sulla pedana, sono tutti da prendere in considerazione in base alla valutazione del soggetto, dopo essere giunti alla conclusione che, fino a quando non si risolve il problema posturale di cui è afflitto, bisognerà usare tutti i mezzi a disposizione per minimizzare i rischi durante quegli esercizi che, anche se apparentemente semplici, possono essere dannosi per il cliente.

Valutate bene.
Buon Lento avanti e Alzate Laterali a tutti

 

Bibiolgrafia

-Fisiologia Articolare Kapandji

-ROM Sergio Rocco



Ultima modifica dell'articolo: 07/03/2016