Leg curl e integrità vertebrale

A cura del Dott. Antonio Parolisi


 

L'allenamento con le macchine isotoniche, con i pesi liberi o addirittura con il solo peso del corpo, può compromettere l'integrità delle articolazioni. Ciò si verifica qualora un distretto muscolare presenti un problema di retrazione o il distretto antagonista non possieda adeguata elasticità e flessibilità. Più semplicemente se il muscolo sollecitato non possiede un'elasticità adeguata, l'esercizio fisico può comportare dei compensi che graveranno sulle articolazioni inserite nella catena muscolare di appartenenza.  

Quando in palestra viene consigliato di allenare i muscoli posteriori della coscia, come per esempio alla macchina "leg curl da prono",  nella stragrande maggioranza delle volte il consiglio che viene dato è quello di allungare i muscoli ischiocrurali prima, durante e dopo i sets per quel esercizio. Questa procedura viene praticata, rispettivamente,  per prevenire gli infortuni, incrementare l'escursione articolare, recuperare dall'allenamento e smaltire l'accumulo di metaboliti che portano a dolenza i giorni successivi all'allenamento.

 

Con il termine Ischiocrurali, Ischio-peroneo-tibiali o semplicemente Femorali posteriori, si identifica quel gruppo di muscoli che dalla tuberiosità ischiatica e dalla linea aspra del femore, si inseriscono, rispettivamente, il bicipite femorale sulla testa del perone e il semitendinoso e semimembranoso sulla parte posteriore della tibia. In definitiva questi muscoli ( biarticolari perché agiscono sull'anca e sul ginocchio),  hanno funzione di flettere il ginocchio sulla coscia e estendere l'anca.

 

semimembranoso Semitendinoso Bicipite femorale

 

 

La dicitura appena letta identifica, a grandi linee, quella che è la struttura anatomica e la funzionalità biomeccanica del gruppo muscolare del quale stiamo parlando. Giustamente l'esercizio sopra citato era quello del leg curl. Il problema di fondo è che quando si allenano quei muscoli, come flessori della gamba sulla coscia, non si prendono in considerazione i loro antagonisti, ovvero i muscoli flessori dell'anca (ileo-psoas, retto del femore) e gli estensori della gamba (quadricipiti). Qualcuno potrebbe chiedersi cosa centrino quei muscoli anteriori e come intervengono nell'esercizio del leg curl da prono. La risposta si ottiene considerando il movimento come un sistema di azioni, accorciamento-allungamento; ciò significa che se un muscolo si accorcia, un altro dovrà necessariamente allungarsi. Nel caso degli ischiocrurali, quando essi permetteranno la flessione del ginocchio determineranno un allungamento della muscolatura anteriore, in particolare dei muscoli quadricipiti.
Quando il soggetto è completamente disteso sulla panca ha gia assunto una posizione di allungamento della catena anteriore per azione di una parziale estensione dell'articolazione coxo-femorale. In questo momento se i muscoli flessori dell'anca  sono retratti o comunque non  adeguatamente elastici, determineranno un'iperlordosi lombare di compenso. In questa situazione i muscoli ileopsoas e retto del femore trazionano passivamente le vertebre dalla 12a toracica alla 4a vertebra lombare ed il bacino in antiversione, mettendo sotto stress le articolazioni intervertebrali che alla lunga potranno degenerare per eccessivo stress da sovraccarico; se ci trovassimo in una condizione di già dichiarata sofferenza discale, come in presenza di protrusioni o ernie del disco, sarebbe davvero un grande problema!

Questo fa pensare quindi, che l'esercizio in questione sia nato con lo scopo di allenare e incrementare il trofismo dei muscoli ischiocrurali ma che, qualora abbia controindicazioni "soggettive", debba essere usato con parsimonia e all'occorrenza modificato.


Come ci accorgiamo se il leg curl è adatto o no ad una persona?


La risposta è sempre la stessa! Bisogna testare il soggetto; valutare la sua escursione articolare e capire fino a che punto egli possa praticarlo o se magari deve ritornare in un secondo momento, dopo aver adeguatamente allungato e reso flessibile  tutto ciò che agisce sulle articolazioni deputate a quel movimento.

Per valutare l'elasticità muscolare,  ovviamente, ricorriamo ai test di flessibilità che dovrebbero essere praticati sempre prima di realizzare un programma di allenamento che si considera personalizzato.

Ripeto! Per valutare la sicurezza nel curl è prioritario controllare la condizione di elasticità dei flessori dell'anca e degli estensori della gamba!

Il test che più si presta per comodità e praticità è il Test di  Thomas, dove si vede il soggetto sdraiato su di un lettino o all'occorrenza su di una panca piana. Si chiederà di portare le ginocchia al petto, in modo alternato, quindi prima una poi l'altra, e si valuteranno le disfunzioni in flessibilità dei muscoli in esame; nel caso specifico si valuteranno i quadricipiti ed in particolar modo il Retto del femore e gli ileo-psoas.

Nella fig2 si può notare come il soggetto in questione sia dotato di una buona elasticità della catena anteriore ed in particolar modo dei flessori dell'anca, in quanto la coscia all'altezza del cavo popliteo non si stacca dal lettino-panca; da considerare inoltre che il ginocchio non va in estensione e questo depone a favore del fatto che i muscoli quadricipiti sono dotati di una buona elasticità.

 

aS

 

Fig2 Test di Thomas
Il soggetto è dotato di una buona flessibilità
a livello dell'articolazione dell'anca e del ginocchio

 

In questo caso quando la persona si adagerà su una panca per il leg curl non sarà sottoposta a tensione per eccessivi compensi causati dai muscoli retratti. In definitiva non ci sono controindicazioni alla pratica ti tale esercizio, che dovrà soltanto essere personalizzato in base agli obiettivi prefissati; quindi si procederà con la valutazione della forza degli ischiocrurali e con la creazione di un programma adeguato per aumentare il trofismo dei muscoli in esame.

Da ricordare comunque che una flessibilità come quella dimostrata dalla figura 2 non è riscontrabile in tantissimi soggetti, specie in persone sedentarie che trascorrono gran parte del loro tempo sedute o comunque non in movimento.


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Ultima modifica dell'articolo: 28/11/2016