A cura del Dott. Antonio Parolisi
La rigidità dell'articolazione della spalla è il fermo principale alla pratica in tutta libertà del Lat machine. Le cause di tale rigidità articolare possono essere davvero tante.
Una non adeguata flessibilità dei muscoli Gran Dorsali o Romboide o Trapezio o addirittura di tutti i muscoli che intervengono nel movimento in questione può compromettere la completa flessione dell'omero sul piano sia frontale che sagittale.
Ciò significa che se il muscolo non è adeguatamente elastico i movimenti di elevazione laterale del braccio fin sopra la testa o dal davanti del copro, risulteranno limitati o comunque non liberi del tutto. Questo comporterà che, a causa del carico usato nell'esercizio, le braccia saranno comunque trazionate in alto, nella fase eccentrica del movimento ma per opera del compenso della curva lombare che creerà una iperlordosi di adattamento per permettere l'escursione alla spalla, da precisare che è una "escursione fasulla" in quanto senza quel compenso a carico della bassa schiena quel movimento non sarebbe mai stato possibile se non limitandolo fino ad un certo punto laddove il grande dorsale avrebbe permesso l'elevazione del braccio.

Fig2 il soggetto non gode di buona flessibilitàa carico della spalla. Da notare inoltre il compenso lombarein iperlordosi per permettere al braccio portarsi in alto
Nella fig2 è ben visibile la non flessibilità del soggetto a livello della spalla se non per compenso della curva lombare.
A questo punto l'ausilio di un fermo che limiti il ROM risulta fondamentale per non gravare sulle vertebre lombari che atteggiandosi in iperlordosi saranno sottoposte a grande stress (dolore lombare).
Una strategia opportuna sarebbe quella di evitare la completa estensione del braccio sopra la testa e nel momento in cui si comincia ad osservare un aumento della curva lombare fissare quel punto come massima escursione della fase eccentrica. L'ausilio del Personal Trainer in questo caso, ed in tutti i casi in cui si debba fissare il ROM, risulta davvero fondamentale.
La scelta più saggia sarebbe quella di allungare adeguatamente i muscoli dorsali o quelli che presentano una limitazione a quel movimento e solo dopodichè ritornare al lat machine; se poi si tratta di una retrazione di una sola parte del corpo affidarsi alle tecniche di stretching monolaterale per allungare solo quel muscolo che necessità di maggiore escursione di movimento, in modo da equilibrarlo con quello controlaterale.
Per la parte concentrica del movimento, quindi quando si tira la barra verso il petto, si potranno presentare problemi di altra natura; quindi bisognerà valutare anche la flessibilità dei rotatori.

Fig3 il soggetto presenta una buona flessibilità
dei rotatori del braccio
La valutazione della flessibilità dei muscoli rotatori della spalla, in modo particolare di tutti quelli che intraruotano l'omero come il gran pettorale (sottoscapolare, grande rotondo o lo stesso gran dosale) è molto importante. Questi muscoli, che hanno tutti funzione accessoria di ruotare internamente l'omero, potranno compromettere la libertà di movimento quando alla fine dell'escursione il braccio si troverà in rotazione laterale, quindi in extrarotazione e non potrà ruotare all'esterno perché frenato dai muscoli sopraccitati che non sono adeguatamente flessibili; a questo punto per completare il movimento si compenserà con una rotazione mediale della spalla ed un aumento della cifosi dorsale.

Fig4 il soggetto presenta una rotazione interna del braccio quindi una scarsa elasticità dei rotatori interni dell'omero
A tal proposito si potrebbe intervenire con una limitazione funzionale del movimento fino al punto in cui la spalla comincia a ruotare medialmente, di solito appena il gomito scende al di sotto dell'articolazione. Per questo occorrerebbe sempre l'occhio vigile e attento del Trainer che all'occorrenza frenerà il movimento stabilendo la massima escursione del movimento per la fase concentrica.
Ancora una volta la scelta più saggia sarebbe quella di aumentare la flessibilità degli intrarotatori che in questo caso danno un freno al movimento.
Da quanto esposto risulta quasi logico far praticare o praticare il Lat machine portato al petto e non dietro alla nuca; se portandolo al petto si incontrano tutti questi grandi problemi (ma non è sempre così) figuriamoci nella trazione dietro la nuca dove per effettuare tale movimento occorre una flessibilità della spalla tale da permettere di tenere le braccia dietro la linea della testa con le mani fisse sulla sbarra. Una condizione che davvero in pochi possono permettersi senza creare compensi ne compressioni eccessive nelle spalle.
Quindi per tutti i comuni mortali è meglio portare la barra al petto.
La lat machine, come gli altri esercizi, deve essere inserita in un programma di allenamento per i muscoli dorsali solamente quando si hanno tutte le carte in regola per l'esecuzione di un buon movimento, in piena escursione articolare e senza limitazioni funzionali.
Buon Lat Machine a tutti...
mandare via un accenno di pancetta: ciao andrea e ciao lorenzo, scusa se mi intrometto nel tuo post però ho visto l'immagine che hai messo. volevo chiedere a lorenzo invece nel caso C (mi vedo un po a metà tra il caso b e il c) come mi devo comportare? quale sarebbe il problema? e quale la soluzione? grazie!
Personal Trainer: DR.Marco Evangelistaallenamento palestra che fa per me.. ?consigli :): Salve Isabella Anzitutto complimenti per la tua vita sportiva, non è da tutti; purtroppo mi rendo conto che ci sono priorità come lo studio ed il lavoro che sottraggono tempo , quindi è normale in casi del genere tralasciare un po'. Senza addentrarmi troppo (anche perchè conosco poche info su di te)...
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