Aerobica Indoor vs Aerobica Outdoor

Un confronto tra l'utilizzo delle macchine aerobiche e le attività all'aria aperta

 

A cura del Dott. Antonio Parolisi

 

La moderna industria del Fitness è sempre più alla ricerca di strumenti di lavoro che mettano in condizione il praticante di palestre di lavorare in tutta comodità e tranquillità in una condizione altamente high tech, per cercare di fare movimento col minimo stress fisico; ed è proprio in questo punto che qualcosa non torna. Sarebbe come dire di correre andando piano. Controsenso vero e proprio.
Si dovrebbe andare in palestra per attivare il nostro sistema energetico nel migliore dei modi, con tutte le sollecitazioni al corpo che l'attività fisica impone.
Addirittura tra qualche anno avremo delle stupende signorine in perizoma, al nostro servizio, che quando correremo sul tappeto supertecnologico (con sistemi della NASA ad ologrammi, con aria condizionata, caffè espresso o cappuccino, bibite analcoliche energetiche, televisore 50" LCD con telecomando) ci soffierà aria con delle penne di struzzo colorate e al profumo di vaniglia. Insomma, uno scenario quanto meno stile New Age relax. Nulla togliere se il cliente vuole "attivare" un po' il suo corpo e "fare un po' di movimento", però è anche giusto che non si lamenti se i risultati tardano ad arrivare o non arrivano per niente.
I lettori perdoneranno il sarcasmo delle righe precedenti, ma la realtà dei fatti è che l'industria del Fitness sta dilagando verso il fare ma non fare. Ambienti sempre più tecnologici e rilassanti che inducono il soggetto più al rilassamento che al movimento. Esistono i centri benessere per questo! Le palestre per definizione sono dei luoghi dove si pratica della ginnastica, di tipo muscolare aerobica ed anaerobica, intesa a migliorare le performance atletico-fisiche dell'individuo che la pratica.
Il fatto di essere comodi su degli attrezzi non significa che la pratica di quel movimento sia produttiva per i fini e scopi prefissati.
Avviamo, quindi, una comparazione tra gli esercizi praticati con le macchine aerobiche (cardiotraining indoor) e le attività aerobiche all'aria aperta (cardiotraining outdoor) e cerchiamo di capire cosa e perché scegliere un tipo di approccio anziché un altro.
Per anni ci hanno insegnato che, considerando che l'uomo moderno non ha più una vita fisicamente attiva ma abbastanza sedentaria, si dovrebbe cercare di proporre della ginnastica che in qualche modo ricrei la richiesta di movimento e la spesa energetica come prima dell'avvento delle autovetture o mezzi pubblici.
Premesso che l'attività aerobica non è il mezzo migliore per bruciare grasso, come invece la maggior parte dell' industrie del Fitness vuole farci credere, essa rappresenta un ottimo strumento per far lavorare il nostro cuore, quindi fare lavoro "cardiovascolare" nel migliore dei modi. Il consumo dei grassi è correlato al metabolismo basale e alla massa magra, alla funzionalità cellulare e all'idratazione corporea nonché alla spesa energetica totale giornaliera; ma questo non è argomento di questo articolo.
Analizzando la biomeccanica della corsa su un Treadmill (tappeto) rispetto alla corsa all'aria aperta, si nota come primo approccio la differenza nella meccanica del gesto, dove sul Treadmill la proiezione del soggetto è verso l'alto, verticale, in modo saltellato per permettere al nastro di scorrere sotto il corpo.
La meccanica del passo si traduce decisamente in una raccolta del piede sul nastro che viene trascinato verso dietro anziché una propulsione, spinta della gamba che, invece, dovrebbe "raccogliere il terreno" e tirare. L'attivazione dei muscoli estensori dell'anca sul Treadmill, principalmente dei glutei e degli ischiocrurali, è nettamente inferiore rispetto alla corsa sul terreno che invece è caratterizzata dalla propulsione dei glutei e affini per permettere al corpo di proiettarsi in avanti. Stessa cosa dicasi anche per la passeggiata in salita. L'attivazione dei muscoli flessori dell'anca principalmente dell'ileo-psoas e retto del femore, è marcato rispetto alla corsa sul terreno perché non è bilanciato dal lavoro degli estensori dell'anca e questo da un punto di vista biomeccanico può comportare degli squilibri tra comparto degli antiversori del bacino e retroversori, che può avere interferenze nella stabilità del bacino e portare problemi alla schiena.  Da tenere presente che, in effetti, sul tappeto è il nastro a scorrere sotto il soggetto e non il soggetto che scorre sul terreno come avviene nella corsa all'aria aperta. Da un punto di vista funzionale, quindi, muoversi sul un tappeto non ha la stessa produttività di quando si corre all'aria aperta, a meno che il tappeto non sia come quelli di una volta, di tipo magnetico, dove ciò che fa muovere il nastro è la spinta delle nostre gambe e non un motore a corrente elettrica. Ma visto che quei tappeti magnetici erano troppo economici e poco tecnologici da molti sono stati considerati obsoleti o poco eleganti, quindi non buoni per i grandi centri Fitness futuristici, spaziali...


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Ultima modifica dell'articolo: 25/06/2015