Indoor cycling, un parere... personale

A cura di Doppio Marcello

 

Nella seconda metà degli anni novanta nei fitness club abbiamo assistito al nascere di nuove attività sportive, tra cui l'indoor cycling (o spinning).

Spesso si parla, a ragion veduta, dei benefici fisici e psicologici che le attività sportive e lo sport in genere apportano al nostro fisico. Indoor cyclingL'Indoor Cycling può garantire tutto questo: attraverso allenamenti specifici per ogni richiesta, essendo possibile personalizzare il lavoro attraverso l'uso di un cardiofrequenzimetro e piccoli accorgimenti sulle tecniche di base e sulla sistemazione della bike, quest'attività rallenta l'invecchiamento delle ossa e delle cartilagini, migliora la forza, il trofismo muscolare e la postura.
E' un'attività completa dal punto di visto cardiaco. L'alternanza di momenti di sforzo intenso ad altri più leggeri, consente di variare la frequenza cardiaca, ottenendo un ottimo allenamento. L'indoor cycling fa lavorare in maniera omogenea la muscolatura delle cosce; potenziandole e rassodandole, rinforzando anche i muscoli delle braccia, offre poi caratteristiche anaerobiche e di potenziamento in tempi molto più brevi della bicicletta da corsa o della mountain bike.

Tuttavia L'indoor cycling può anche essere un'attività ad impegno elevato, prevalentemente anaerobico, caratterizzato da fasi di lavoro ad intensità bruscamente variabili, con sollecitazioni violente sia del sistema cardiovascolare (si possono raggiungere frequenze cardiache di picco molto elevate) che di quello muscolare (si registrano livelli di lattacidemia elevati); attenzione dunque, poiché se l'indoor cycling non viene praticato in maniera "opportuna", si potrebbe andare incontro alla nascita di vere e proprie patologie muscolari ed articolari.

L'azione di monitoraggio, sopportata dagli studi fatti negli Stati Uniti, ha messo in luce problematiche patologiche di vario tipo (a carico soprattutto delle ginocchia) nelle persone che praticano da tempo l'indoor cycling. Tali studi hanno confermato che prolungati periodi di attività con le bike, utilizzando regolazioni non sempre idonee alla propria morfologia e con esecuzioni a velocità eccessive, possono arrecare seri danni alle ginocchia; in particolare sembrano "sotto accusa" le accelerazioni (realizzate senza un'adeguata resistenza), il "Running" e le numerosissime quantità di "Jump" proposte (molto spesso senza sapere se chi si ha di fronte è in grado di sostenerle).

Tutto ciò potrebbe causare diversi e ripetuti microtraumi a carico dell'articolazione femoro-tibiale e soprattutto del tendine rotuleo, più "sottile" del sovrastante tendine quadricipitale e per questo meno idoneo a sostenere sollecitazioni troppe intense e ripetute. Traumi al tendine rotuleo, inoltre, sarebbero attribuiti, nelle tecniche "in piedi", allo sbilanciamento del peso del corpo in avanti, causato dalla perdita dell'equilibrio sulla base d'appoggio, conseguenza della cattiva postura o dall'eccessiva velocità. A differenza del ciclismo, e sempre a causa del ripetersi della posizione "in piedi sui pedali", l'indoor cycling potrebbe inoltre causare un sovraccarico della colonna vertebrale; la professionalità dell'istruttore, il quale deve sapere quali rischi potrebbe far correre ai propri clienti (se non adeguatamente "formati") ed evitare che questi possano verificarsi, diventa quindi fondamentale.

L'attività fisica svolta da un soggetto sano (per questo è importante sottoporsi a controlli periodici con lo specialista in Medicina dello Sport) produce benefici sicuramente superiori ai possibili danni, ma come detto deve sempre essere svolta in modo corretto.

L'indoor cycling può essere dunque per tutti? Probabilmente, se si verificano determinate condizioni, si!
Nonostante ciò, preferisco indirizzare alcuni soggetti (quelli particolarmente giovani 12-16 anni) alla pratica di altre attività. Nell'avviare individui in età evolutiva alla pratica di una qualsiasi attività motoria, è indispensabile che i programmi di allenamento rispettino le caratteristiche morfologiche e funzionali dei giovani sportivi. In generale, tali programmi dovranno essere dedicati in maniera preponderante al miglioramento di tutte le qualità fisiche del soggetto, dando però maggior spazio all'apprendimento delle tecniche sportive e all'incremento delle qualità fisiche non necessariamente allenabili attraverso elevati carichi di lavoro. L'esercizio fisico dev'essere organizzato e strutturato come "allenamento sportivo", attraverso il quale i ragazzi possano apprendere un'elevata quantità di movimenti, vanno quindi indirizzati verso attività "multilaterali" che favoriranno così uno sviluppo parallelo e contemporaneo di tutte le loro qualità psicofisiche. I metodi di lavoro non devono mai tralasciare le caratteristiche che li rendono interessanti e piacevoli; a tale scopo gli sport cosiddetti di "squadra" potrebbero risultare i più idonei, in quanto possiedono il vantaggio di essere fondamentalmente dei giochi, praticati sportivamente, quindi con necessità di sviluppare in pratica tutte le doti atletiche, ma in grado di conservare l'immagine più affascinante della pratica sportiva: l'aspetto "ludico".

Per quanto esposto finora, non consiglierei l'indoor cycling a dei ragazzi, anche perché bisogna sottolineare che, per le caratteristiche anatomiche degli adolescenti, lo sviluppo muscolo-scheletrico è sempre difficile da valutare, l'ossificazione potrebbe non essersi ancora completata e alla notevole crescita delle ossa lunghe (arti superiori ed inferiori) potrebbero contrapporsi delle strutture articolari ancora in via di sviluppo. L'impegno fisico potrebbe non essere adeguato allo sviluppo dell'apparato cardiorespiratorio, mentre l'apparato muscolare, pur migliorando nel trofismo generale, non sarebbe ancora adattato al notevole sviluppo scheletrico; ulteriori attenzioni vanno rivolte alle cartilagini di accrescimento, in quanto meno resistenti rispetto all'osso, ai legamenti, ai tendini ed al muscolo.

Nonostante tutto, l'Indoor Cycling rimane comunque una tra le attività più coinvolgenti ed allenanti che si possano trovare oggi nei fitness club, meglio ancora se fatto con cognizione di causa e con la supervisione di un istruttore attento e capace.



Ultima modifica dell'articolo: 20/08/2016