Ictus - Attività motoria Terapeutica contro l'Ictus

A cura di Marco Romano


In questo caso utilizziamo l'attività motoria come mezzo terapeutico per migliorare e curare diverse condizioni patologiche identificate come fattori di rischio di ictus; Ictus - Attività motoria Terapeutica contro l'Ictusquesto si è rilevato particolarmente efficace nella cura di ipertensione, Obesità e Diabete, ma possiamo dire che l'attività motoria è una buona terapia anche contro l'invecchiamento (che non è un condizione patologica ma uno stato in cui vi è una lenta degenerazione del nostro organismo che porta progressivamente a una minore funzionalità dei nostri apparati, funzionalità che attraverso l'attività fisica può essere mantenuta più a lungo).
"In questo caso le attività motorie che dovranno essere svolte, hanno una certa specificità e cambiano per ogni condizione patologica da trattare"

Cosa associare alla pratica sportiva?

La prevenzione dell'ictus non si basa solo sull'attività motoria; oltre a intraprendere uno stile di vita "attivo", infatti, bisogna associare altre modifiche nel nostro stile di vita cercando di eliminare altre cattive abitudini che ne fanno parte:

  • Eliminazione del fumo;
  • Eliminazione di diete squilibrate soprattutto quelle ad alto contenuto di grassi;
  • Eliminare o quanto meno ridurre l'assunzione di alcol e droghe.

Queste sono le modifiche apparentemente più facili da apportare ai nostri stili di vita; in realtà non è cosi, spesso queste cattive abitudini - compresa la sedentarietà - sono le più difficili da eliminare, il soggetto, nonostante sia consapevole dei rischi che questi fattori comportano, non ne riesce a fare meno. Superare questa barriera psicologica oggi è diventato un serio problema per la nostra salute.

Precauzioni e idoneità all'esercizio fisico

Gli esami generali devono essere svolti ad ogni età e ripetuti almeno una volta l'anno e sono:

  • Anamnesi familiare, personale fisiologia, patologica;
  • Esame obbiettivo generale e dei singoli organi ed apparati;
  • Indagini di laboratorio (ECG a riposo e sottosforzo, Esami respiratori);
  • Eventuali altri esami verranno svolti in rapporto ai rilievi clinici.

Alcune patologie escludono la possibilità di praticare un' esercizio fisico, altre come ad esempio l'ipertensione, il diabete o l'obesità, richiedono particolari precauzioni e in questo caso si svolgerà un'attività motoria specifica.

Conclusioni

A conclusione di quanto scritto, possiamo dire, che è chiara la volontà di dare dignità, consapevolezza e importanza ad una patologia, come l'ictus, da troppo tempo considerata una ineluttabile evenienza dell'età avanzata, verso la quale non vi era molto da fare; al contrario abbiamo visto come questa sia una patologia che può essere efficacemente combattuta, i cui fattori causali non sono legati esclusivamente all'invecchiamento, ma anche a comportamenti, atteggiamenti e stili di vita negativi, che ne aumentano in modo significativo l'insorgenza. Ricordiamo che l'ictus è la prima causa di invalidità, la seconda causa di demenza e la terza causa di morte nei paesi tecnologicamente avanzati, per questo l'arma migliore per combatterlo è la prevenzione. L'attività motoria è stata per anni oggetto di studio per valutarne l'efficacia preventiva nei confronti dell'ictus; allo stato attuale delle conoscenze, è ragionevole consigliare un'attività fisica di moderata intensità e di tipo aerobico come modifica permanente dello stile di vita. Oggi possiamo dire con certezza che è il mezzo più efficace per il mantenimento di un buono stato di salute e per la prevenzione di diverse patologie, in particolare quelle cardiovascolari, cerebrovascolari, metaboliche (diabete e obesità), osteo-articolari (osteoporosi), ipertensione e cancro. Le numerose evidenze scientifiche hanno indotto le grandi organizzazione sanitarie nazionali e internazionali a proporre l'attività fisica come principale obbiettivo di salute. Promuovere l'attività fisica è dunque diventata un'azione di sanità pubblica prioritaria, spesso inserita nei piani e nella programmazione sanitaria in tutto il mondo; alcuni esempi sono rappresentati dall'OMS (organizzazione mondiale della sanità), dal piano di salute nazionale degli Stati Uniti "Healthy People 2010" e dell'Unione europea "Public Health Programme (2003-2008)" che individuano l'attività fisica come uno degli obiettivi di salute principali per il Paese. In Italia, prima il Piano sanitario nazionale 2003-2005, che sottolinea l'importanza dell'attività fisica per la salute, poi anche il più recente Piano sanitario nazionale 2006-2008, affrontano il tema della sedentarietà, in particolare dal punto di vista delle cause delle patologie cardiovascolari e metaboliche. In quest'ottica sono allora importanti tutte quelle iniziative volte da un lato a studiare e monitorare la situazione nazionale (come lo studio Passi), dall'altro a promuovere sul territorio attività di prevenzione e promozione dell'attività fisica. Come indicato nella Relazione sullo stato di salute del Paese 2003-2004, tra le possibili linee di intervento in tema di promozione dell'attività fisica, da sviluppare sia a livello centrale che a livello territoriale, alcune sono considerate più efficaci in un'ottica di salute pubblica: accrescere il tempo dedicato all'attività fisica dentro e fuori la scuola e incoraggiare bambini e adolescenti a svolgere almeno 30 minuti di attività fisica giornaliera, anche attraverso accordi che prevedano la facilitazione dell'accesso alle strutture ricreative e sportive (scolastiche, comunali o di altro genere); sviluppare attività educative per i bambini sull'attività fisica, come parte integrante dei programmi di educazione alla salute; spingere i datori di lavoro a facilitare la pratica di un'attività fisica regolare da parte dei dipendenti; sostenere lo svolgimento di pratiche sportive individuali o di squadra da parte di cittadini attraverso, per esempio, l'organizzazione di manifestazioni o tornei; promuovere lo sviluppo di ambienti urbani che spingano all'attività fisica, inclusa la disponibilità di piste ciclabili e percorsi pedonali su itinerari anche di interesse paesaggistico e storico-artistico, invitando all'utilizzo delle scale, per esempio con cartelli posti in punti strategici presso gli impianti automatici (ascensori, scale mobili, ecc). Oggi purtroppo le popolazioni di tutto il mondo, principalmente quelle tecnologicamente avanzate evidenziano ancora un livello di sedentarietà troppo elevato, per questo le campagne di promozione in futuro andrebbero potenziate; forse in questo senso qualcosa sta cambiando, sembra che le varie nazioni e le grandi organizzazioni sanitarie stiano studiando nuove manovre promozionali per avvicinare le persone all'attività motoria. Certamente non può essere fatta una previsione; saranno i risultati che verranno ottenuti in futuro a farci capire se tali manovre sono state efficaci oppure no.

Mi sembra doveroso precisare che la colpa di una sedentarietà sempre più diffusa non può essere attribuita esclusivamente a una scarsa efficacia dei programmi promozionali. A questo proposito vorrei concludere affrontando un problema di grande complessità che ostacola gli sforzi fatti in questi anni, per avvicinare le persone alla pratica motoria. La promozione dell'attività motoria realizzata nei vari paesi, in questi anni ha mirato principalmente, attraverso l'informazione (Tv, giornali, radio, scuola, medico di famiglia ecc.), a far comprendere l'importanza dell'attività motoria e suoi benefici. Sembra che almeno in questo la promozione abbia fatto un ottimo lavoro, in quanto oggi la maggior parte delle persone è consapevole dell'importanza dell'attività motoria. La domanda che sorge spontanea a questo punto è: perché l'uomo si muove sempre meno nonostante sia consapevole dei benefici dell'attività motoria? Oltre ai motivi più volte citati riguardanti l'avvento dell'era moderna e tecnologica, le risposte andrebbero ricercate in quel bagaglio di conoscenze, abitudini, credenze e valori (cultura) che ogni individuo ha, e dove purtroppo l'attività fisica non è considerata un mezzo per esaltare la salute del nostro corpo, ma un mezzo per curare l'aspetto esteriore del nostro corpo o avere dei vantaggi economici, seguendo una logica dell'avere e dell'apparire che è molto diffusa nella società di oggi. Per avvicinare le persone all'attività motoria, quindi, non basta comprendere i benefici che questa ha, bisogna essere motivati oltre che consapevoli; il movimento deve accompagnarci in tutte le fasi della nostra vita, c'è bisogno di recuperare una teoria e una pratica della cultura che non considerano la corporeità un valore accessorio ed ornamentale di cui disporre, ma costitutivo della "persona umana".


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