A cura del dottor Antonio Romano
Sono molte le donne che praticano attività fisica e che desiderano continuare a farlo anche durante la gravidanza.
Risulta ovvio, però, che le modificazioni dell'organismo imporranno dei cambiamenti nel tipo, nella durata e nell'intensità dell'esercizio rispetto ai livelli pregestazionali.
L'obiettivo sarà quello di mantenere il più alto stato di benessere nella massima sicurezza per la gestante e per il feto.
A questo pro, qualsiasi sia il tipo di attività svolta, è necessario seguire queste semplici regole:
la frequenza cardiaca materna non deve superare i 140 bpm;
l'attività fisica, se intensa, non deve eccedere i 15 minuti di durata;
dopo il IV° mese di gravidanza non devono essere eseguiti esercizi a terra in posizione supina;
non superare i 38°C di temperatura corporea;
adeguare l'introito calorico in relazione all'attività svolta.
Ma cosa accade veramente in gravidanza?!
Con il progredire della gravidanza, l'aumento volumetrico dell'utero e del seno causa un cambiamento nel centro di gravità corporeo della gestante: tipico il dolore lombare a cui si associa frequentemente una lassità dell'articolazione sacro-iliaca, che classicamente comporta uno squilibrio anteriore del peso corporeo.
Infatti, sotto l'influenza ormonale (estrogeni, progesterone) il tessuto connettivo diventa più elastico e più facilmente distendibile. Questa situazione si tradurrà in una maggior lassità del tessuto stesso e delle articolazioni che, quindi, in gravidanza saranno più esposte al rischio di traumatismi.
Per questo motivo, spesso, vengono consigliati esercizi a basso impatto come passeggiare, nuotare o partecipare a corsi di ginnastica dolce e posturale.
Fig 1. rappresentazione del bacino |
Attenzione: i cambiamenti ormonali che nel corso dell'allenamento creano qualche problema sulla scelta degli esercizi, in realtà predispongono la struttura del bacino, in particolare la sinfisi pubica e la sacro-iliaca, alla nascita del feto. |
Anche l'apparato respiratorio, in gestazione, subisce dei cambiamenti.
Con l'aumento delle dimensioni del feto, infatti, il diaframma subisce una spinta verso l'alto con conseguente diminuzione meccanica della riserva polmonare e difficoltà nel compensare efficacemente lo stress di esercizi in anaerobiosi.
Queste osservazioni ci inducono a pensare che in gravidanza non si è in grado di mantenere alti livelli di attività aerobica.
Risulta, quindi, fondamentale controllare la frequenza cardiaca mantenendola del 25-30% più bassa rispetto ai valori ottimali del fitness aerobico. Perché, anche se in rari casi, la maggiore irrorazione muscolare provocata dall'esercizio potrebbe determinare una diminuzione dell'irrorazione utero-placenta con conseguenze negative per il feto.
| Controindicazioni allo svolgimento dell'attività fisica in gravidanza: |
Sintomi che indicano la necessaria interruzione dell'esercizio: | |
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Inoltre, in ogni sessione di allenamento, è consigliato eseguire esercizi specifici per il rinforzo del pavimento pelvico (muscoli sfinterici) e lavorare, con buona intensità, sulla muscolatura del "torchio addominale"(addominali, glutei, diaframma etc.). Questo garantirà forza ed elasticità al tessuto nel momento del parto e "spinte" più vigorose.
Esempio:
| 15 contrazioni flash: pavimento pelvico | recupero:30" |
| 20 contrazioni flash: gluteo | recupero: 30" |
| 15 crunch facilitati | recupero: 1' |
Ripetere il circuito 2/3 volte
L'esercizio fisico in gravidanza, se praticato con costanza, ha un effetto benefico nel ridurre la percezione dolorosa e lo stress durante il travaglio con un incremento dei tassi di beta-endorfine plasmatiche.
Non abbandonate, quindi, le vostre scarpe da ginnastica. L'attività fa bene a voi e al vostro bambino ed ora buon allenamento.
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