Functional resistance Training e Personal Coach nella Palestra

A cura di Alessandro Giannetto


La premessa della  funzionalità umana deve percorrere principalmente passi importanti per quanto concerne l'alfabetizzazione sia alimentare, sia dell'igiene, sia della motricità che del vivere sociale. Le diverse classi d'appartenenza non sempre hanno una facile scalata sociale, che spesso va in contrasto con la mancata disponibilità dei mezzi primari per raggiungere tale obiettivo.

Functional resistance TrainingIl concetto di funzionalità corporea va a posizionarsi nel miglioramento della qualità della vita, e verso la conquista dell'autostima, solo nel momento in cui ci si predispone con motivazione alla volontà e al sacrificio, aspetti che purtroppo portano tutt'ora il vestito del preconcetto, secondo cui quel che sacrifica priva, dunque non facilita il percorso dell'esistenza.

Il concetto di funzionalità corporea deve posizionarsi sul compromesso indivisibile tra mente e corpo, che può essere ottenuto dalla passione per le conoscenze alimentari, l'allenamento e tutto quel che comprende un sano fitness.

Il sacrificio deve connotarsi nell'uomo non come privazione, ma come ciò che semplifica e migliora la quotidianità.

L'allenamento funzionale è un percorso, un circuito che, alimentando le connessioni celebrali, ne migliora le potenzialità mnemoniche, cognitive ed intellettive, rispecchiandosi a livello fisiologico con migliori ed efficienti capacità organiche e metaboliche.

Alla base di tutto il circuito che porta sulla strada della cultura fisica funzionale del corpo, vi è un male da contrastare, partorito dalla società moderna, che si chiama disagio.

Il disagio è quel fenomeno dato dalla mancanza di prospettive ed aspettative future, che si ripercuote su tutte le attività quotidiane, posizionando l'uomo nella trascuratezza e nella sedentarietà. Il disagio è quel fenomeno dato da squilibri di tipo affettivo ed emotivo, che mutano in scarsa autostima, isolamento e stato ansiogeno; spesso, se il disagio cronicizza sfocia nella depressione.

La società odierna posiziona il mondo del lavoro, così come la salute, nell'iperattività; esasperandoli, grazie al forte contributo di chi si trova nella camera di regia dei media, si incede negativamente sia sulle attività che sulle capacità spontanee dell'uomo.

La cultura fisica funzionale del corpo si classifica come benessere, efficienza e forma fisica; è il mezzo che media tra l'euforia e la depressione, con il fine di eliminare il disagio sia fisico che sociale.

La cultura fisica funzionale del corpo serve per entrare in un circuito di collaborazione, che umanizza le persone e fa riemergere valori universali come amicizia e amore, pace con se stessi e con il prossimo; e  che alimenta la speranza per  un futuro migliore.

La cultura fisica funzionale del corpo funge da contrasto al fenomeno del doping, che è figlio del disagio sociale, collocandosi agli estremi dell'attività motoria funzionale, continuando ad allocarsi nel pensiero perverso delle persone che hanno la credenza che chi è grosso è anche più forte, dunque più preparato atleticamente nella sua scalata sociale.

L'uomo che ricorre al doping oltre al rischio di divenire inefficiente ed inutile, mette a repentaglio la propria salute, giungendo a volte a stati irreversibili, che non tengono conto che :«Non è preparato quell'uomo che usa il doping, ma è preparato colui che è solido, utile e bello».

La figura del personal coach interviene nella palestra come mediatore nelle pratiche motorie improprie, allo scopo di trasmettere una cultura fisica e sociale, con il fine di contrastare il fenomeno del disagio e promuovere il benessere.

Il Personal coach dev'essere la figura di riferimento, che deve far comprendere la necessità del solido, utile e bello attraverso i seguenti  valori, e che deve:

  1. saper alimentare l'autostima;
  2. saper motivare trasmettendo passione;
  3. conoscere e trasmettere una cultura alimentare;
  4. conoscere e trasmettere una cultura dell'igene;
  5. conoscere e trasmettere una cultura motoria;
  6. conoscere e trasmettere quando è opportuno fare momenti di pausa e di recupero fisico;
  7. conoscere e trasmettere una cultura che umanizza l'uomo.

Il fine del personal coach sta  nel ruolo di  pedagogista della cultura fisica funzionale del corpo, che trasmette tutte le sue articolate e polivalenti conoscenze; dev'essere  il motivatore della forma fisica, dunque del fitness.