Fatica Cronica nel Bodybuilding, l'Osteopatia al servizio

A cura del Dott. Antonio Parolisi


« prima parte


Nel Bodybuilding si viaggia praticamente sul filo del sovrallenamento perché si cerca a tutti i costi di aumentare i volumi muscolari con allenamenti troppo spesso lunghi e massacranti; poi si ricorre ai più svariati integratori per recuperare e contrastare il Cortisolo - che da molti viene definito il principe dello stress - in modo tale da cercare di tenere sotto controllo il rischio di Overtraining, che potrebbe portare ad uno stato di fatica cronica che ci introduce il concetto di "Sindrome da fatica cronica".
(da Wikipedia)

La sindrome da fatica cronica (o CFS, acronimo di Chronic Fatigue Syndrome) è, come definito nel dicembre 1994 da un apposito gruppo internazionale di studio, una sindrome in cui si presentano le seguenti condizioni: fatica cronica persistente per almeno 6 mesi che non è alleviata da riposo, che si esacerba con piccoli sforzi e che provoca una sostanziale riduzione dei livelli precedenti delle attività occupazionali, sociali o personali; presenza regolare di quattro o più dei seguenti sintomi, anche questi per almeno 6 mesi: disturbi della memoria e della concentrazione tali da ridurre i precedenti livelli di attività occupazionale e personale; faringite; dolori delle ghiandole linfonodali cervicali e ascellari; dolori muscolari e delle articolazioni senza infiammazioni o rigonfiamento delle stesse; cefalea di tipo diverso da quella presente eventualmente in passato: sonno non ristoratore; debolezza post esercizio fisico che perdura per almeno 24 ore.
è una patologia debilitante ed invalidante a tutti gli effetti: cambia lo stile di vita ed il modo di relazionarsi con gli altri e può portare a stati depressivi.

Un'intossicazione chimica può portare, comunque, ad una condizione simile e considerando che nel Bodybuilding, come in tanti altri sport,  non è difficile trovare soggetti che usano farmaci, di ogni tipo, per accrescere le prestazioni in termini di volume, forza, resistenza e riduzione di grasso in eccesso, i sistemi metabolici sono sottoposti ad un carico extra che si somma ad altre cause.
Altri ricercatori sono arrivati alla conclusione che tra i fattori predisponenti e generanti rientra anche una probabile causa nel sistema nervoso, dovuta da un sovraccarico di tossine nel Liquor (liquido cefalo rachidiano) in cui sono immersi l'encefalo ed il midollo spinale; di conseguenza le attività di tutti i sistemi organici ne risentono.
Molto spesso, però, si giunge alla conclusione che il solo riposo possa aiutare a recuperare da uno stato di fatica cronica. Si somministrano anche farmaci per cercare di tenere a bada principalmente il dolore e la sonnolenza.
I risultati, purtroppo, sono spesso scarsi ed il soggetto o l'atleta entra in uno stato di apatia, che può essere davvero controproducente per il regolare svolgersi delle attività quotidiane.
Nel concetto della Medicina Osteopatica esiste un approccio che è noto come "Osteopatia in ambito cranio sacrale", che permette all'operatore, attraverso opportune manipolazioni sul cranio del soggetto affetto da fatica cronica, di stimolare il movimento del liquido cefalorachidiano (che avvolge l'encefalo ed il midollo spinale).  Ritornano estremamente utili delle manipolazioni della colonna vertebrale per drenare queste tossine al di fuori del liquido cefalorachidiano. Si agisce anche con manipolazioni sul fegato e su tutti i sistemi emuntori, agevolando la liberazione da tossine. In osteopatia si può davvero migliorare la funzionalità del Sistema Nervoso Simpatico, grazie ad un lavoro sul sistema muscolo-scheletrico ed in particolar modo sul tratto dorsale alto, che riveste un'importanza notevole sul lavoro del Neurovegetativo, proprio perché in quest'area si trova la catena latero-vertebrlae dell'Ortosimpatico con una concentrazione di nervi davvero elevata.
Si eseguono tecniche di liberazione dei tessuti molli del collo, del capo, della schiena e del torace, facendo in modo che le tossine possano essere veicolate dal sistema linfatico verso il sangue, per poi essere debellate. A seguito di ciò il Sistema Nervoso Centrale ritrova la capacità di gestire tutti gli altri sistemi senza impedimenti, ristabilendo l'omeostasi corporea, comportando una graduale risalita dei livelli di benessere del soggetto.
In palestra non sempre si dispone di un osteopata che possa aiutarci nel ritrovare il nostro equilibrio corporeo, ma come primo approccio si potrebbe operare eseguendo una riarmonizzazione delle catene muscolari che, quando messe in uno stato disfunzionale, creano una compressione articolare lungo la colonna, che può alterare gli impulsi neurologici del Sistema Neurovegetativo. Quindi un allungamento in catena, specie della catena posteriore può tornare sicuramente utile, ma come al solito bisognerebbe valutare la condizione posturale del soggetto e capire quale sia il miglior approccio per lui, quindi quali catene necessitano di allungamento e detensione.
Riorganizzare la propria vita in funzione del benessere, sarebbe comunque il miglior mezzo per contrastare uno stato di fatica cronica. Nel body building, dove in molti casi si chiede davvero troppo al proprio corpo, sarebbe interessante provare a seguire delle indicazioni di carattere olistico e non soltanto pensare ad allenamenti, allenamenti ed ancora allenamenti. Se il corpo non vive bene, hai voglia a spingere in palestra.
I muscoli crescono per delle risposte ormonali indotte dall'esercizio fisico "coerente" e per coerenza viene inteso il rispetto del corpo stesso in termini di tempi di lavoro, tempi di recupero e adeguata alimentazione; allenamenti brevi ed intensi, programmati in funzione di ogni singolo soggetto.
Non si può pretendere di spingere sempre al massimo. Non siamo delle macchine e tra l'altro anche le macchine hanno bisogno di riposare. Se poi ci si aiuta con i farmaci, magari è possibile rimandare il problema "fatica", ma l'intossicazione chimica ci porta ad un'altra condizione, di sicuro poco piacevole.
Troviamo prima l'equilibrio e poi il corpo potrà crescere in tutta tranquillità...
Più calma, meno stress e maggiore criterio nelle cose! Almeno proviamoci.



Ultima modifica dell'articolo: 08/11/2016