Il doping al femminile

A cura del Dott. Gianfranco De Angelis


Con il sorprendente aumento del numero di donne che partecipano alle diverse competizioni sportive a tutti i livelli, era prevedibile che prima o poi il doping avrebbe fatto la sua comparsa. Ormai non è più possibile tenerlo nascosto: anche le donne hanno scoperto le sostanze dopanti ed in particolare l'uso e l'abuso di steroidi anabolizzanti.

Doping Femminile
Dal sito Bodybuilding.com, Yaxeni Oriquen-Garcia terza classificata al Mister Olympia 2013, massima competizione internazionale nel mondo del bodybuilding

Per avere la conferma è sufficiente dare una sia pur rapida occhiata ai vari reportage di competizioni sportive internazionali dei vari sport (vedi atletica, nuoto, bodybuilding etc.) per capire immediatamente che quei corpi muscolosi in modo innaturale, quella definizione muscolare esasperata e le prestazioni sportive simili ai loro colleghi uomini non possono essere il semplice frutto di duri allenamenti e di severi regimi alimentari, ma rappresentano l'evidente risultato di programmi chimici appositamente studiati, che prevedono tra l'altro, larghi dosaggi di steroidi anabolizzanti. Ma prima ancora di condannare questa malsana usanza per i seri e inevitabili rischi che comporta, dobbiamo analizzare il problema più a monte per cercare di scoprire perché la donna ha deciso di modificare il suo aspetto fisico tradizionale, stabilito dalla natura stessa, sacrificando tutti quegli attributi, quelle caratteristiche che da sempre hanno rappresentato il simbolo autentico della femminilità, di cui è sempre andata fiera e che ha sempre usato come insostituibili mezzi di seduzione.
Nella storia del costume ben pochi avvenimenti hanno cambiato il destino della donna come lo sport. Da tempo ella desiderava cambiare il suo ruolo debole e passivo, dipendente dalla forza dell'uomo da cui era tradizionalmente protetta, per assumere una posizione più libera e autosufficiente. Ma, proclamando la sua indipendenza, la donna doveva eliminare anche una causa fisica e psicologica che determina la sua naturale debolezza operando, oltre che sul carattere, fondamentalmente sul corpo, che costituiva da sempre il suo punto più indifeso. Infatti quale garanzia di protezione potevano darle quelle morbide ma purtroppo scarsamente potenti forme corporee che la natura le aveva elargito? I duri allenamenti, la partecipazione alle diverse discipline sportive che un tempo erano appannaggio esclusivo degli uomini e le prestazioni estreme hanno reso la donna indipendente sia dal punto di vista psicologico che fisico, quindi il problema sembrava aver trovato una soluzione, la donna ha capito che poteva liberarsi della propria fragilità di cui era stata schiava da sempre. Il suo entusiasmo ha però subìto un duro colpo quando ha scoperto le notevoli difficoltà con cui doveva scontrarsi per ottenere i risultati sperati. Primo fra tutti la sua caratteristica genetica e biologica non predisposta per una muscolatura grossa e potente necessaria negli sport di potenza. Per essere più espliciti bisogna sottolineare che la donna non potrà mai sviluppare muscoli forti e potenti quanto quelli maschili perché non possiede in modo sufficiente gli ormoni indispensabili, cioè gli androgeni: mentre il sistema ormonale maschile ha una produzione di testosterone che varia da 2,5 a 10 mg al giorno, nella donna tale ormone è molto ridotto (da circa 0,8 a 2,4 mg al giorno). Tutti sanno che il testosterone è il maggiore responsabile dei caratteri sessuali secondari dell'uomo e ha un effetto altamente anabolizzante, cioè favorisce la sintesi biologica delle proteine, favorendo così l'aumento delle masse muscolari e migliorando il recupero post allenamento. Al contrario l'ormone femminile per eccellenza l'estrogeno, agisce in modo completamente diverso sulle caratteristiche sessuali della donna, conferendo quelle forme morbide (curve fianchi, curve del seno, glutei, etc.) dovute alla presenza di tessuto adiposo (la donna produce in media circa il 30% di grasso più dell'uomo). Tutto questo non rappresenta certo la condizione ideale per sviluppare un corpo asciutto e muscoloso, tanto pubblicizzato sulle varie copertine patinate delle riviste di moda.

E' quindi del tutto evidente che lo sport abbia contribuito in modo assai rilevante a modificare le forme corporee femminili, modellandole e tonificandole, ma entro determinati limiti e tali limiti rappresentano già un risultato eccezionale. Tuttavia, per molte atlete agoniste non era sufficiente presentarsi in gara nella migliore condizione possibile, cioè con un corpo perfettamente modellato ma ancora straordinariamente "femminile" (anzi grazie al sapiente uso delle tecniche di allenamento e il lavoro con le resistenze tale femminilità veniva addirittura esaltata); ora che avevano scoperto i mezzi per conquistare la forza e un aspetto fisico potente, non avevano nessuna intezione di fermarsi di fronte ai limiti stabiliti dalla natura, ma intendevano superarli ad ogni costo, anche snaturandosi. A questo punto è più facile capire il motivo che ha spinto molte agoniste a far uso di steroidi anabolizzanti, poiché l'effetto che hanno queste sostanze su di loro è indescrivibile e una volta che si sono provate, ben difficilmente è possibile ritornare indietro.
Incominciamo col dire che un maggior livello di testosterone presente nel sangue delle donne consente più rapidi progressi muscolari, con un aumento delle masse muscolari e la riduzione del tessuto adiposo; poi, vi è un aumento della forza, dovuto non solo all'aumento dei muscoli, ma anche dei tendini e del sistema scheletrico, grazie alle capacità del testosterone di migliorare la sintesi del calcio; si nota inoltre un aumento della resistenza dovuto ad una maggiore concentrazione di emoglobina nel sangue, quindi un più elevato rendimento negli sport aerobici e un netto miglioramento della fase di recupero; ancora, vi è una riduzione del catabolismo e dei postumi della fatica e dello stress nervoso dovuti agli allenamenti intensi; infine, si assiste ad un miglioramento della predisposizione mentale e psicologica allo sforzo fisico.

Ma se dosaggi anche limitati di steroidi anabolizzanti potevano operare il cosiddetto "miracolo" sulla performance e sull'aspetto fisico di un organismo che per natura non è depositario di potenza, proprio perché non possiede la sostanza che lo provoca, ebbene quegli stessi dosaggi possono altrettanto facilmente scatenare effetti collaterali disastrosi e irreversibili, in quanto si tratta di sostanze "estranee", quindi non tollerate dal sistema ormonale. Tutto l'universo biochimico della donna, con l'uso degli steroidi anabolizzanti, viene immediatamente alterato, iniziando dal sistema endocrino. Il primo sistema ormonale a subirne le conseguenze è quello legato agli estrogeni, con la conseguenza alterazione che modifica i caratteri sessuali secondari; l'estradiolo e l'estrone sono due ormoni che esercitano la loro funzione per l'equilibrio delle ovaie e di altri delicati apparati sessuali femminili, per cui un alto livello di ormoni androgeni sintetici, abbassa di conseguenza la produzione e il livello di estrogeni con effetti facilmente immaginabili. Ecco quindi che, ad un aumento della muscolatura e della perfomance, la donna che usa sostanze anabolizzanti sviluppa anche altre caratteristiche esclusive dell'uomo, come la peluria e un abbassamento del tono della voce; inoltre, i tratti del volto perdono la loro caratteristica delicatezza diventando più "duri"; per dirla con un solo termine, la donna si "virilizza". Infatti le forme del corpo si modificano, le rotondità dei fianchi vengono eliminate, il seno scompare ecc., il volume del clitoride aumenta, incominciano a non essere più regolari i cicli mestruali, in quanto la funzione delle ovaie è stata sicuramente alterata. E come se tutto questo non bastasse, il suo atteggiamento mentale viene modificato e il suo modo di pensare e di comportarsi non è più il solito, spinto com'è da una mentalità tipicamente "maschile" (si tratta di una quasi metamorfosi).
Le donne, secondo il mio modesto parere, devono rimanere tali: la natura ha stabilito le sue intangibili e immutabili regole, cercare di rispettarle è il minimo che una donna possa fare per rimanere in armonia con la natura. Che senso ha sacrificare sull'altare di una vittoria sportiva la femminilità e tutte quelle peculiarità delle donne? Inoltre, che senso ha rischiare la salute e le funzioni organiche per raggiungere risultati estetici tanto discutibili? La femminilità è un tratto imprescindibile che tutte le donne devono tenere in grande considerazione.
Non vi è ombra di dubbio che lo sport e una dieta bilanciata non possono che essere la strada maestra da seguire per ottener un corpo tonico e attraente, senza sacrificare quelle forme e quelle curve che anche ad un occhio poco attento sono il segno tangibile di femminilità e bellezza della donna, e che tanto sono care al genere maschile.



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Ultima modifica dell'articolo: 08/11/2016

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