Importanza della programmazione dei carichi di lavoro in sala fitness

A cura di : Gian Paolo Tascio


Mezzi e metodi di allenamento, intensità e densità dei carichi, possono essere programmati e articolati al fine di offrire un servizio di maggior spessore tecnico ed efficacia.


E' di comune uso da parte degli operatori più scrupolosi del settore, programmare il carico di lavoro.
Limitare l'organizzazione e lo svolgimento dell'attività della sala fitness, curando solo ed esclusivamente l'aspetto coreografico sia a breve (singola lezione) che a medio lungo termine (masters,  intermedie o di fine anno), oltre che demotivante per quella fetta di clientela neofita che si affaccia nei nostri club a stagione avviata e che denota notevoli difficoltà di inserimento a coreografie evolute, è riduttivo e non risponde alle esigenze di una socio sempre più esigente.
La programmazione dell'attività può essere sviluppata con microcicli settimanali, bisettimali o addirittura su macrocicli mensili.
Quest'ultima tipologia di programmazione (macrociclo mensile) può essere sviluppata in due fasi:

- tre settimane di carico
- una  settimana di scarico

Periodo di carico

Il primo blocco di tre settimane di carico potrebbe offrire:

1. Modulabilità crescenti o decrescenti dei carichi di lavoro

Esempio: durante le tre settimane di carico, per migliorare gli aspetti cardiovascolari e/o la tonificazione degli arti inferiori, potremmo proporre, nella prima settimana, esercitazioni con contrazioni di tipo eccentriche; nella seconda settimana potremmo somministrare esercitazioni con contrazioni di tipo concentriche, mentre nella terza di tipo isometriche, a volte proposte  anche a circuito con gli arti superiori.

2. Possibilità  di poter variare i metodi di allenamento, gli strumenti e le tipologie di esercitazioni allenanti, variando inoltre l'ordine, la durata, la tipologia di contrazione  fornendo lezioni sempre più  varie ed interessanti.

Esempio: durante le tre settimane di carico, per migliorare gli aspetti cardiovascolari e/o di tonificazione degli arti inferiori, potremmo proporre nella prima  esercitazioni ai sacchi,  nella seconda settimana potremmo somministrare esercitazioni utilizzando lo step, nella terza settimana  potrebbero essere proposte attività  aerobiche a medio impatto, a carico naturale, o  in alternativa lezioni a circuito tra arti inferiori/arti superiori, dove potrebbe non essere determinante rispettare le battute musicali, ma solo un lavoro in secondi, dove il cliente eseguirà tante ripetizioni quanto più elevato sarà il suo stato di fitness.

E' intuitivo che i sopracitati esempi possono essere applicati con la stessa modalità anche nelle esercitazioni di tonificazione a corpo libero e/o con sovraccarico in posizione eretta, decubito prono, supino o laterale.

Periodo di scarico

La  seconda fase denominata settimana di scarico, della durata di una settimana, risulta a mio avviso indispensabile perché potrebbe offrire:

lezioni  a basso impatto per un recupero attivo sia fisico che mentale;

 

dare più importanza allo stretching che per motivi di tempo è sempre proposto in misura ridotta, sia balistico, statico e in classi evolute anche PNF /CRAC;

 

lezioni di consolidamento di routine apprese precedentemente (posture, tecnica esecutiva, respirazione ecc.), e anticipazione di nuove routine, da inserire nelle successive tre settimane di carico con lo scopo di ottimizzare i tempi a disposizione;

 

approfondimenti "teorici" con un taglio e un linguaggio comprensibile, grazie ai quali potremo dotare il socio di uno strumento utilizzabile anche all'esterno della struttura (fitness, wellness, consigli alimentari ecc.);

Anche se il nostro cliente non è un atleta, l'istruttore deve avere sempre chiare le finalità dei lavori che intende proporre.
Ad esempio,  risulta determinante sapere se allenando le Capacità motorie (Capacità organico muscolari, Flessibilità , Capacità coordinative), gli esercizi proposti sono mirati al miglioramento  della forza o della resistenza o per assurdo sulla velocità , oppure mirati al miglioramento della flessibilità, utilizzando esercizi di mobilità articolare o di esercizi per l'estensibilità muscolare (da non confondere con elasticità muscolare).
In ogni caso non perdendo di vista  le molteplici motivazioni che spingono un cliente a frequentare un centro fitness, ovvero, patologie varie (soprappeso, cardiopatie, osteoporosi, rieducazione post-trauma ecc.), socializzazione, anti stress ecc., saremo sempre in grado di offrire la miglior programmazione di allenamento.
Affinché questo metodo di lavoro risulti più efficace, il club stesso dovrà essere strutturato in modo che il socio prima di essere indirizzato verso una tipologia di lezione adeguata alle proprie esigenze e al proprio livello di fitness di ingresso (verificato da personale qualificato tramite l'acquisizione dei  dati personali, eventuali traumi e una serie di test motori iniziali), intraprenda, ove ci sia l'esigenza, un percorso che preveda un periodo transitorio in sala pesi mirato ad un "risveglio muscolare" .
Tutto ciò potrebbe comportare un ulteriore formazione periodica, ma tale da consentire all'istruttore di raggiungere un livello di preparazione e conoscenza superiore alla media.
La percezione da parte del cliente, che tutte le esercitazioni proposte  sono solo il frutto di una diligente programmazione e non lasciate al caso, potrebbe fornirci una risorsa in più per aiutarci a fidelizzarlo e motivarlo con frequenze sempre più assidue  per tutto la durata dell' attività.



Ultima modifica dell'articolo: 31/12/2015