A cura di Antonio Sellaroli
La forza massimale, per definizione, è "la forza più elevata che il sistema neuromuscolare è in grado di esprimere con una contrazione muscolare volontaria".
Sarà questa l'unica definizione letteraria dell'articolo, in quanto il mio intento non è parlare del già ben argomentato tema della forza muscolare, bensì fare una panoramica su alcuni dei test più adoperati per misurare la forza massimale. Questo parametro risulta di utilità fondamentale nella programmazione di un allenamento; la percentuale di carico sollevato in base all' 1RM (una ripetizione massimale) è infatti una delle variabili che - all'interno di un programma allenante - determinano il raggiungimento di un determinato obiettivo (es. incremento della forza, ipertrofia muscolare, miglioramento della prestazione aerobica).
La forza massimale può essere misurata mediante:
Per carico massimale (1RM) intendiamo quel carico che può essere sollevato soltanto una volta. Può essere valutato mediante:
Per eseguire un test adoperando il metodo diretto, dopo un accurato riscaldamento si effettuano alcune serie di avvicinamento al carico massimale, eseguendo una sola ripetizione per serie e facendo attenzione ad intensità e recupero (per non arrivare già stanchi alla prova massimale). Il tentativo di sollevamento massimale dev'essere effettuato con la supervisione di un partner , meglio se sono due; il consiglio è di non effettuare il sollevamento massimale più di tre volte durante lo stesso test, e di distanziare i tentativi con pause di 5-8 minuti; questo per evitate l'affaticamento dei tentativi precedenti. Il carico che riuscirete a sollevare per una ed una sola volta rappresenta il vostro 1RM o il 100% della forza che siete in grado di esprimere per quel determinato esercizio. Il pregio di questo metodo è sicuramente la veridicità del risultato, a patto che il test sia ben effettuato; i rischi, invece, risiedono soprattutto nel pericolo di infortuni dovuti all'utilizzo di carichi molto elevati.
Nel test con metodo indiretto, dopo aver eseguito un certo numero massimo di ripetizioni con un dato carico submassimale, si calcola la forza massima teorica applicando apposite formule, oppure usando tabelle
specifiche; da ciò si deduce che più il carico utilizzato si avvicina al massimale (es. 80%), minore è il margine di errore.
Il numero di ripetizioni effettuate sarà determinato dalla tipologia prevalente di fibre muscolari presenti nel muscolo; si possono quindi riscontrare i seguenti risultati:
Le equazioni che si utilizzano per il metodo indiretto sono:
L'equazione di Brzycky consente di stimare il carico massimale teorico in funzione del numero di ripetizioni submassimali eseguite:
| Esempio bench press: | carico massimale teorico =80 kg / 1,0278 - (0,0278 x 3) |
| carico massimale teorico = 80 kg / 1,0278 - 0.0834 | |
| carico massimale teorico = 80 kg / 0,9444 | |
| carico massimale teorico = 84.7 kg |
Si potrà quindi utilizzare questo dato per decidere a quale percentuale di lavoro impostare il programma d'allenamento.
L'equazione di Epley consente di stimare il carico massimale teorico in funzione del numero di ripetizioni submassimali eseguite:
| Esempio bench press: | % 1RM = 1 / 1 + (0,0333 x 3) |
| % 1RM = 1 / 1 + 0.0999 | |
| % 1RM = 1 / 1.0999 | |
| % 1RM = 90% |
Completare 3 ripetizioni submassimali indica che stiamo lavorando approssimativamente al 90% dell'1RM.
La tabella Maurice & Rydin consente sia di ricavare il carico massimale in funzione delle ripetizioni eseguite, sia di calcolare un carico di lavoro submassimale e relative ripetizioni eseguibili quando si conosce il carico massimale.

Moltiplicare il carico utilizzato per il coefficiente che interseca il numero delle ripetizioni effettuate (colonna verticale) col numero delle ripetizioni desiderate (colonna orizzontale)
Esempio Bench press: effettuo 6 ripetizioni con 60 kg, desidero conoscere il carico da utilizzare per effettuare una sola ripetizione, il coefficiente è 1,16 quindi il carico da utilizzare sarà di 69,6 kg (60 kg x 1,16).
Avete ora i mezzi per calcolare il vostro 1RM. Conoscere questo dato vi permetterà di strutturare programmi di allenamento in cui il carico da utilizzare non sarà dato da un numero approssimativo, ma da un dato numerico scaturito dall'esecuzione di un test oggettivo ed attendibile.
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