Approfondimento sui Biotipi e l'Allenamento Femminile

Intervista rilasciata dal Personal Trainer Alessandro De Vettor per Fitness Report Magazine ©


Perché è importante stabilire il biotipo d'appartenenza nell'allenamento femminile?

 

L'importanza deriva dal fatto che vi sono sostanziali differenze anatomiche, strutturali, endocrine e metaboliche tra i vari biotipi. Tali differenze portano in primis ad una distribuzione e localizzazione differente del tessuto adiposo, ma soprattutto ad una diversa risposta all'allenamento. La corretta individuazione del biotipo è quindi il primo passo per una corretta personalizzazione del programma di lavoro.


Ci può fare una panoramica sui biotipi femminili?


Diciamo subito che non c'è il biotipo femminile in senso assoluto! Molto spesso si associa il concetto di Androide all'uomo e Ginoide alla donna, in quanto i due termini in Greco designano appunto uomo e donna. In ambito medico, però, questa classificazione non è rigida ed esclusiva. Ad esempio ci può essere obesità ginoide o androide in ambedue i sessi. E se di regola un uomo accumula adipe prevalentemente dalla vita in su e la donna dalla vita giù. ci sono casi non infrequenti dove si verifica il contrario. Possiamo comunque dire che il biotipo ginoide è il prevalente nella donna. Ad esso poi sono associati sottotipi quali: arterioso, capillare, venoso e ormonale.

Per approfondire: donna androide o ginoide cosa c'è da sapere prima di inizare l'allenamento


Perché utilizza prevalentemente il Cardio-Fit Training nell'allenamento femminile?


Il metabolismo basale di una donna risulta inferiore rispetto a quello di un uomo; ciò è dovuto anche ad una maggiore attività del sistema parasimpatico. Si cerca quindi di elevare il metabolismo ed enfatizzare il lavoro circolatorio attraverso sistemi di allenamento che prevedono l'alternanza di attività aerobica ed anaerobica. Inoltre, per molte donne il cardio-fit risulta più gratificante e stimolante a livello psicologico, componente indispensabile per lavorare bene.


Perché allena la parte inferiore del corpo in modo differente rispetto a quella superiore?


Innanzitutto diciamo che non è sempre cosi! Dipende dal biotipo, dalle caratteristiche individuali e dagli obbiettivi che si vogliono raggiungere. A livello ormonale la donna presenta meno ormoni androgeni rispetto all'uomo e ciò comporta un differenza sostanziale nel tono muscolare e nella percentuale di grasso. Il biotipo ginoide presenta una prevalenza del grasso nella metà inferiore del corpo; ciò è dovuto in parte al maggior apporto di estrogeni. In questi casi si preferisce utilizzare carichi più leggeri nella parte inferiore, quella più adiposa, e più pesanti in quella superiore. Ripeto però che non sempre è cosi; si può totalmente invertire gli schemi qualora ci si trovasse di fronte ad un biotipo differente. Inoltre, a caratterizzare gli abiti femminili e a stabilirne il programma di allenamento, oltre all'aspetto ormonale, concorre anche quello circolatorio altrettanto importante. E non solo... ribadisco che è riduttivo limitarsi all'identificazione dell'abito morfologico; è indispensabile acquisire più informazioni possibili sulla forma fisica e lo stato di benessere del soggetto attraverso un sorta di “check-fit'' che comprende delle anamnesi generali (postura, alimentazione, sport...) e strumentali ( plicometria, BIA, termografia a contatto ...)


Circolazione... Un altro aspetto da Lei fortemente considerato nella programmazione dell'allenamento femminile...


Certamente! Perche lì risiede in e in parte si determina l'insorgere e l'aggravarsi dei problemi tipici della donna: gonfiori, pesantezza agli arti, pannicolosi (...) Ci sarebbe molto da dire... Ormai è risaputo che con ridotte capacità circolatorie a lungo andare si verifica una scarsa eliminazione dei liquidi e dei prodotti di scarto del metabolismo. Inoltre, il tessuto adiposo aumenta...Tengo a precisare che alcuni degli esercizi composti indispensabili per il trofismo muscolare degli arti inferiori, quali squat, affondi e quant'altro potrebbero, uso il condizionale, aggravare il problema del ristagno dei liquidi in quei soggetti ginoidi che presentano alterazioni del microcircolo.


Quindi vorrebbe dire che non tutte le donne possono fare ad esempio lo squat?


No assolutamente! Quello che voglio dire è che questi esercizi devono venire inseriti dopo un processo di recupero del sistema circolatorio. Ribadisco sono ''indispensabili'' per il mantenimento del tono e per la costruzione muscolare, ma devono essere applicati con attenzione a coloro che presentano un importante ristagno dei liquidi per non aggravarne le condizioni.


In alcuni dei suoi programmi ci sono periodi in cui la donna si allena di meno, perché?


Dipende dal tipo di programmazione e dall'obbiettivo che si vuole raggiungere. Sicuramente l'allenamento è periodizzato. Ci sono particolari fasi di forza nelle quali preferisco una minor frequenza di allenamento; questo perché la donna - per sua struttura neurologica e muscolare - ha tempi di recupero e compensativi più lunghi rispetto ad un uomo.


La cellulite come la trattiamo, cosa ci può dire in proposito?


Qui il discorso si fa più complesso ed articolato. I fattori scatenanti sono molteplici e risiedono nella sedentarietà, cattive abitudini alimentari, predisposizione, postura, squilibri ormonali ecc.. Tutto ciò fa insorgere un'alterazione del tessuto vascolare, provocando una cattiva regolazione del flusso di sangue nei tessuti. Ne consegue una fuoriuscita di liquido dai vasi che va ad inibire ed infiltrare gli spazi tra le cellule adipocitiche riducendo l'attività metabolica ed avviando i processi degenerativi del tessuto stesso. Quindi bisogna intervenire sia preventivamente, esaminando le possibili cause, sia a livello circolatorio nel trattare le situazioni di stasi. E' bene precisare che non tutti i gradi di pannicolosi traggono beneficio dall'allenamento. Se il tessuto risulta sclerotizzato non c'è nessun tipo di intervento se non quello chirurgico. Quindi ribadisco l'importanza, prima di pianificare qualsiasi programma di lavoro, di appurare le condizioni fisiche del soggetto.


Perché nella descrizione dei biotipi vengono associate delle patologie?


No, non è proprio cosi! Ognuno di noi ha il suo abito biotipologico e delle predisposizioni innate ben definite, ma questo non vuole assolutamente dire che ad ogni biotipo corrisponda una patologia, né tanto meno che questa verrà sviluppata. Nella descrizione biotipologica si vogliono solo evidenziare alcune caratteristiche che non è raro riscontrare nel decorso della vita di ognuno di noi. E' risaputo, ad esempio, che l'obesità androide nell'uomo o nella donna predisponga allo sviluppo di patologie cardiache o metaboliche cosi come un'obesità ginoide possa comportare problemi al sistema circolatorio.


In conclusione una donna può ambire ad avere gambe e glutei da Top Model?


Diciamo che tutte possono migliorare in modo sostanziale il proprio trofismo e volume muscolare, nonché il lato estetico generale. Alcune saranno più avvantaggiate di altre sicuramente. Per esempio un “biotipo armonioso” troverà molte meno difficoltà nel raggiungere gli obbiettivi prefissati. Tuttavia, l'allenamento biotipo specifico è fatto apposta per produrre i risultati migliori possibili in quei soggetti che presentano caratteristiche predominanti (androidi o ginoidi) che nella popolazione sono la regola... Dopo, diventare Top Model è sempre possibile, ma un po' più difficile!.