Anche la BIA dice si al BIIO

A cura del dottor Davide Marciano

 

Con questo articolo è mia intenzione fornire un ulteriore strumento di valutazione scientifico / pratica per testare la bontà degli allenamenti, per poi soffermarmi, in modo particolare, sui numerosi risultati (incremento della massa muscolare e definizione) ottenuti applicando un ottima metodica d'allenamento, da anni provata e riprovata.
BIIOSono un tecnico BIIO (metodo ideato da Claudio Tozzi, potete saperne di più visitando il sito www.nbbf.eu) e da profondo innamorato del "ferro", vado sempre alla ricerca di nuove strumentazioni per migliorare il mio lavoro e seguire meglio i miei atleti.
Ormai dovrebbe essere chiaro quasi a tutti, o per lo meno ai professionisti del settore, che i "tradizionali" allenamenti, senza nessuna periodizzazione né scarico, sono troppo voluminosi per un natural bodybuilder.
Ad ulteriore conferma dell'efficacia del BIIO (qualora ci fosse ancora bisogno) ecco qui la BIA; è sconvolgente come le due cose abbiano molteplici punti in comune (effettivamente non dovrei meravigliarmi troppo, in quanto la scienza è una ed il BIIO, come la BIA, non sono certo fievoli teorie del campione mondiale di turno).   

La BIA è nata per calcolare il quantitativo dei liquidi e la loro dislocazione tra i reparti intra ed extra cellulari dell'organismo.
Per capirci meglio, solo un corpo normoidratato può essere in buona salute ed avere risultati estetici (incremento di massa o dimagrimento). Inoltre, la differenza nei due compartimenti (intra ed extracellulare) ci permette di valutare la bontà del nostro allenamento; ad esempio un training troppo voluminoso non farebbe altro che portarci, nel medio - lungo termine, ad un overtraining, ovvero ad un aumento dei liquidi extracellulari per logorio della massa cellulare.  
Inoltre, la BIA ci permette di valutare lo stato nutrizionale del soggetto, quindi verificare se l'alimentazione che il nostro atleta segue è efficace per lui o meno.
I dati forniti da questo strumento, con le dovute accortezze, sono esageratamente affidabili. Infatti la correlazione di questi valori con strumenti di riferimento per quel compartimento è ottimale:


BMR   con      CALORIMETRIA
M.G.   con      DEXA
TBW   con      SISTEMI DI DILUIZIONE  
 
La BIA, associata ad altri esami da campo, che noi tecnici del settore adoperiamo (come la plicometria), può darci un quadro ancora più completo di ciò che stiamo facendo sui nostri allievi.
Tanti sono i parametri che essa può fornirci, ma per non dilungarmi troppo prenderò in considerazione principalmente la BCM, in quanto è stato il primo valore da me tenuto presente nell'applicazione del BIIO.


BCM


BCM, o massa cellulare, rappresenta la totalità delle  cellule viventi metabolicamente attive.
La massa muscolare  è il principale costituente della BCM, quindi, conoscendo quest'ultima sapremo:

1) L'andamento dell'allenamento.
Se la BCM si riduce, l'allenamento da noi somministrato è troppo voluminoso, mentre se la BCM aumenta il nostro allenamento è adatto all'incremento della massa muscolare. >
2) Stato di nutrizione iniziale

In poche parole, se al primo esame BIA scopriamo che il nostro nuovo cliente ha una BCM troppo bassa, signfica che è stato allenato in modo troppo voluminoso. In questa situazione non potremmo fare altro che obbligarlo ad un periodo di sosta (non sarà per niente facile convincerlo).
Se ai successivi controlli BIA, la BCM non aumenta, ma diminuisce ulteriormente, siamo ancora di fronte ad un overtraining, quindi ridurremo i giorni di allenamento fino a quando non avremo degli incrementi della massa cellulare.
La BIA ha evidenziato che allenamenti superiori alle due volte a settimana (circa) e superiori all'ora inducono una diminuzione della BCM. quindi un decremento della massa muscolare.
Guarda caso la scienza dimostra ciò che il BIIO applica da anni: scarico e frequenza bisettimanale, in alcuni casi anche  meno, con un massimo sforzo nel più breve tempo possibile.
  

BCMI


BCMI (Body Cell Mass Index) ci fornisce un'informazione più sensibile della malnutrizione energetica del soggetto in esame. Variazioni verso il basso di questo indice ci fanno capire che il soggetto ha un apporto calorico insufficiente.
Quindi, di pari passo all'allenamento, andrò ad aumentare o a diminuire l'apporto calorico per ottenere costantemente piccoli incrementi di massa muscolare.

Con tale valore si possono tranquillamente tenere sotto controllo i benefici e non delle varie alimentazioni, in modo da capire quale metodica alimentare adottare (la Zona, la Metabolica, la Spinta anbolica, la Cronodieta e tante altre).    

 

1°) CASO STUDIO


La persona si chiama Veronica (nome di fantasia)
La sua finalità è quella di migliorare l'aspetto attraverso una riduzione del grasso ed un incremento della massa muscolare (scusate !!... attraverso la tonificazione; la signora appena sentiva la parola massa iniziava a delirare).

 

VALORI TEST 1 TEST 2 TEST 3 TEST 4 TEST 7
Eta' 40        
Altezza 150 cm.        
Peso 44 Kg 44 Kg 43 Kg 44.5 Kg 46 Kg
BCM 21.7 19.8 21.3 23 24.7 Kg
BCMI 9.6 9 10 10.2 9.5 Kg
Massa grassa 6.7 Kg 9 Kg 6.6 Kg 5.8 Kg 5 Kg
Dist. panca piana x 1 15 Kg 17.5 Kg 22.5 Kg 25 Kg 22.5 Kg
Squat x 1 30 Kg 35 Kg 50 Kg 60 Kg 55 Kg
Stacco x 1 20 Kg 20 Kg 40 Kg 50 Kg 50 Kg

 

Da valori BIA si evince che la persona allenata è arrivata, dopo sei mesi circa, ad un incremento di massa cellulare (massa magra) e ad un decremento di massa grassa.

  • Nel test 2 le ho fatto seguire più o meno lo stesso allenamento del test 1 (3 volte a settimana), aggiungendo però la dieta a Zona. Purtroppo i dati non sono stati molto confortanti.
  • Quindi nel test 3 non ho fatto altro che iniziare ad applicare il BIIO con la "preparazione forza" e dare una Cronodieta un po' più calorica; da come si vede, i risultati, anche sotto l'aspetto della forza, sono nettamente migliorati.
  • Nel test 4 l'allenamento continua ad avere una frequenza bisettimanale (forza 1) e per fortuna le cose migliorano ancor di più
  • Nel test 7 l'allenamento continua ad avere una frequenza bisettimanale (qualità) e la composizione corporea migliora ulteriormente a discapito, purtroppo, della forza, che cala in seguito ad una dieta abbastanza restrittiva.

I test BIA sono stati eseguiti nelle settimane di scarico.

 

2°) CASO STUDIO


La persona si chiama Giovanni (nome di fantasia)
La sua finalità è quella di mettere massa muscolare

 

VALORI TEST 1 TEST 5  
Eta' 28  
Altezza 182 cm  
Peso 85 Kg 89.3 Kg
BCM 33 37.1
BCMI 10 12
Massa grassa 16.9 Kg 17.5 Kg 
Dist. panca piana x 1 50 Kg 90 Kg
Squat x 1 70 Kg 120 Kg
Stacco x 1 50 Kg 100 Kg

 

Da valori BIA si evince che la persona già si trovava in un buon stato di forma , ma vedete dopo 5 mesi circa di BIIO cos'è successo:
L'allenamento è stato strutturato in modo tale da partire direttamente dalla preparazione alla forza (il soggetto già si allenava); da qui forza 1, forza 2, ibrido e qualità.

La frequenza allenante era bisettimanale.
L'alimentazione è stata strutturata sulla ricostruzione del metabolismo basale e mese per mese è stato aumentato del 10 - 15 % l'apporto calorico. Non ho somministrato nessun particolare regime alimentare attenendomi al buon senso della cronodieta.
Devo riconoscere che il soggetto possedeva una "bella genetica" ed era già ben allenato.
Proprio per quest'ultimo motivo, penso che l'aver messo circa 4 Kg di massa muscolare pura in 5 mesi sia un ottimo traguardo.

I test BIA sono stati sempre eseguiti nelle settimane di scarico.

 

Come questi, potrei riportare moltissimi altri casi di donne e uomini ai quali ho potuto far notare visivamente e scientificamente i benefici dell'allenamento BIIO.
Secondo me, ad oggi, la BIA è uno dei migliori strumenti che noi personal / istruttori possiamo utilizzare per quantizzare i risultati ottenuti, e per personalizzare sempre più gli allenamenti e le alimentazioni. Ricordatevi che i migliori risultati si hanno con 2 allenamenti settimanali, ma personalmente ho visto crescere anche con un solo allenamento e raramente anche con tre. Per tale ragione con la BIA possiamo giustificare il motivo per cui abbiamo impostato un programma di allenamento su 1, 2 o 3 sedute a settimana.
Voglio anche sottolineare il fatto che nonostante la BIA mi abbia indicato, per ogni soggetto, il giusto volume di allenamento, con relativa alimentazione e apporto calorico, dopo circa 2 - 4 settimane riscontravo un decremento o una stagnazione della BCM. Quest'ultimo problema è stato risolto con l'inserimento dello scarico (personalizzazione), che il BIIO da anni sponsorizza.

 

Ancora oggi in molti mi chiedono come possano 2 soli allenamenti settimanali di  1 ora, migliorare l'aspetto, la salute e la mente delle persone
Per fortuna sono questi risultati che rispondono per me...
A pensare che tutto iniziò con una semplice passione che mi portò nel 2001 a diventare tecnico BIIO... Oggi, dopo tanti e tanti sacrifici, studi e insulti (sì, proprio così, noi natural veniamo insultati a ruota libera da tutti i campioni e finti tecnici del settore) sono riuscito  a vincere qualche battaglia.
Forse tra qualche decade riuscirò anche a vincere la mia guerra.    



Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015