Anamnesi antropometrica

A cura della Dr.ssa Francesca Fanolla


Biotipo clavicolare e trapezoidale

Quante volte, in sala pesi, assistiamo alla classica fila di ragazzi in attesa alla panca piana?
Quanti ragazzi abbiamo visto ostinarsi spingendo quel bilanciere sempre più carico di dischi e magari dopo mesi, senza aver avuto un misero mezzo centimetro di crescita muscolare nei pettorali?
Tante...e spesso non ci si chiede neanche il perché, o lo si fa,ma ci si accontenta col rispondere "se non prendi qualcosa che ti aiuti non crescerai mai...'
antropometriaTroppo spesso nelle palestre si vedono girare schede e tabelle di allenamento "fotocopiate" o stampate in modo standard  senza alcuna modifica e serenamente assegnate magari al nuovo cliente che non ha mai fatto attività motoria in vita sua se non muovendo le gambe al mattino per recarsi la lavoro...
Ciò fa sorridere ma purtroppo è la cruda realtà che ancora oggi, affligge il mondo delle palestre, dal piccolo centro in periferia, alle grandi città.
L'antrpometria e l'anatomia umana ci insegnano tanto in merito ai cosiddetti "biotipi morfologici' e di ogni soggetto e rappresentati dal l'abito morfologico, anatomico appunto, che per una serie di caratteristiche articolari, muscolari e strutturali, caratterizzano e distinguono un po' tutti noi. Ecco perché forse quel ragazzo da mesi su una panca no ha aumentato di mezzo kg il carico e non ha messo su neanche un etto di muscoli... Evidentemente, quell'esercizio,nel nostro esempio, le distensioni su panca piana, non fa per lui,o meglio, non è l'esercizio a lui più adatto per allenare i pettorali.
Sarà proprio compito nostro, spiegare serenamente e chiaramente al ragazzo in questione i motivi per i quali alcuni classici e "mitici' esercizi non sono a lui vantaggiosi e soprattutto fargli capire che il non poter eseguire  "la panca piana' come tutti i "macho' non lo relega assolutamente nel circolo degli "sfigati', come spesso si crede o si fa credere in quella che a volte io definisco "la giungla della sala pesi'...


piani del corpo

E' quindi palese quanto sia importante conoscere questi piccoli ma fondamentali "perché', senza scendere in ulteriori particolari come potrebbero essere la presenza di eventuali patologie, paramorfismi e dimorfismi  anche per  il più "novello' istruttore in procinto di preparare una tabella di allenamento.
Fatta questa breve premessa che,perdonatemi,potrebbe apparire dal tono un po' polemico, vorrei parlare dei due "biotipi costituzionali' più frequenti e particolari:   il CLAVICOLARE E IL TRAPEZOIDALE, esponendo in breve i piani anatomici sui quali lavora meglio o peggio per conformazione osseo-articolare,i gruppi muscolari che necessitano di maggior attenzione e gli esercizi a ciascuno più adatti e quelli invece sconsigliati.

Il Biotipo Clavicolare

È definito così per la particolare struttura del cingolo scapolo-omerale abbastanza accentuata e "larga' sul piano frontale, che gli conferisce appunto, clavicole larghe, petto piatto e generalmente tricipiti e deltoidi già ben sviluppati e tonici.
Esso lavoro più facilmente e agevolmente sul piano frontale e necessità di un potenziamento particolare per quanto riguarda   PETTORALI,DORSALI E ADDOMINALI.

  • PETTORALI:   vengono  lavorati in esercizi eseguiti  sul piano sagittale, per cui sono svantaggiati.
    Gli esercizi migliori sono:  CROCI SU PANCA PIANA E CROCI SU PANCA INCLINATA.
    Le classiche distensioni su panca piana con bilanciere danno poco risultato perché il clavicolare tende ad usare maggiormente i muscoli delle spalle e dei tricipiti che  partecipano in buona percentuale in questo esercizio bi-articolare e che quindi rappresentano "i punti forti' del soggetto, a discapito di quelli deboli, cioè i pettorali.
    Tuttavia, restando su un esercizio bi-articolare su panca, potremmo proporre le DISTENSIONI SU PANCA INCLINATA CON BILANCIERE O CON MANUBRI, esercizio più vantaggioso in quanto, data la posizione inclinata della panca, permette una migliore mobilità ed escursione scapolo-omerale retro ponendo le spalle e i gomiti.
  • DORSALI:   gli esercizi dedicati a questi muscoli sono effettuati su entrambi i piani,
    Sul piano frontale il Clavicolare riesce a lavorare meglio, è il caso quindi degli esercizi per il DORSO, come LAT MACHINE .
    Mentre sul piano sagittale, un ottimo esercizio è il PULLEY A 45° (invece del rematore con bilanciere).
  • BICIPITI:  nel biotipo clavicolare generalmente sono carenti rispetto ai tricipiti,
    l'esercizio migliore è IL CURL SU PANCA SCOTT (con manubri o con bilanciere), l'unico "esercizio base per i bicipiti' che, a differenza del Curl in piedi con bilanciere o Curl al cavo durante i quali,spesso,si notano movimenti di compenso (cheating) che interessano proprio la spalla, chiamando in causa il muscolo più forte, il deltoide, a discapito del bicipite.

 Il Biotipo Trapezoidale

Osservato frontalmente,presenta generalmente un trapezio molto accentuato rispetto ai deltoidi, conferendogli la classica forma a "spiovente". Strutturalmente le clavicole sono piuttosto corte e questo soggetto sviluppa molto facilmente con l'allenamento soprattutto i PETTORALI, I BICIPITI E IL TRAPEZIO.
Riesce a lavorare molto bene con esercizi che sviluppano un movimento sul piano sagittale e incontra difficoltà invece in quelli che lavorano sul piano frontale. I gruppi muscolari ai quali prestare quindi particolare attenzione sono: DELTOIDI, DORSALI, TRICIPITI.

  • DORSALI:  ha ottimi risultati con esercizi come il ROWING e il PULLE, che agiscono appunto sul piano sagittale a lui più confortevole dal punto di vista articolare.
    In esercizi che si sviluppano sul piano frontale, come la LAT MACHINE ( sia a presa larga pronata che a presa stretta supinata) si consiglia una presa leggermente più larga, per ovviare alla scarsa mbilità scapolo-omerale tipica di questo biotipo.
  • DELTOIDI:  Sono tra i muscoli che il trapezoidale sviluppa più difficilmente, agendo sul piano frontale "sconfortevole".
    Alcuni accorgimenti per i seguenti esercizi:
    • ALZATE LATERALI: prestare attenzione nel restare sempre sul piano frontale,mantenendo le mani pronate
    • TIRATE AL PETTO CON BILANCIERE A PRESA LARGA invece delle TIRATE AL MENTO A PRESA STRETTA, dato che queste ultie agirebbero proprio sul già forte trapezio.
    • DA EVITARE NATURALMENTE IL LENTO DIETRO ( e la LAT MACHINE DIETRO), ormai in disuso per i potenziali danni che, a lungo termine, provocherebbero all'articolazione della spalla, costringendola durante l'esecuzione del movimento, ad una retropulsione fisiologicamente innaturale, quindi dannosa.

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