Allungamento globale decompensato

Tutti quanti comprendiamo l'importanza dello stretching nella pratica delle nostre attività, sportive e non, tanto che le ricerche e le pubblicazioni di B. Anderson a partire dagli anni settanta in poi sono diventate vangelo per i cultori di questa disciplina.
Tuttavia riscontriamo nel metodo proposto dall'autore in questione un limite intrinseco, che consiste nell'agire per segmenti. Considerare analiticamente l'allungamento di un muscolo fa sì che si creino inevitabilmente compensi e retrazioni in altri distretti, annullando in parte o in tutto  il benefico effetto ricercato con detta pratica.
Il principio ispiratore dell'AGD si fonda sulla visione del nostro sistema muscolare "per catene". Riconosciamo le più importanti nella catena cinetica anteriore o dei muscoli della dinamica e quella cinetica posteriore o dei muscoli della statica o antigravitazionari.
Questi concetti furono introdotti nei primi decenni del secolo scorso da F. Mezieres e sviluppati in seguito da P. Souchard.
Focalizziamo l'attenzione sulla catena posteriore e su due sottocatene anteriori:

  • quella respiratoria e in particolare sul muscolo diaframma, che si inserisce nella sua parte lombare sulle prime quattro vertebre lombari.
  • Quella antero interna dell'anca con riguardo al muscolo grande psoas che origina da D12 e dalle prime quattro vertebre lombari e dai dischi intervertebrali.
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 La tendenza a perdere elasticità ed alla fibrotizzazione dei muscoli antigravitazionari, lo stress della vita moderna che ci induce ad una respirazione toracica corta con conseguente retrazione del diaframma, gli errori che quasi tutti commettiamo nell'allenamento degli addominali, sollecitando per lo più il grande psoas e le posture scorrette che sempre più spesso assumiamo ci portano inevitabilmente in una sola direzione:


LO SQUILIBRIO DEL SISTEMA TONICO POSTURALE


ESSO INTERVIENE IN UN NUMERO CONSIDEREVOLE DI PATOLOGIE CRONICHE CURATE SPESSO IN MODO SINTOMATICO.


I DOLORI DEL RACHIDE :

I DOLORI A COMPONENTI RACHIDEA

  • NEVRALGIE CERVICO - BRACHIALI;
  • SCAPOLAGIE;
  • CRURALGIE;
  • SCIATALGIA.

I DOLORI ARTICOLARI

  • ANCA;
  • GINOCCHIO;
  • PIEDI;
  • ERNIE DISCALI;
  • IPERPRESSIONI ESTERNE DELLE ROTULE.

LE DEFORMAZIONI DELLA COLONNA :

LE PATOLOGIE SPORTIVE :

Noi praticanti dell'indoor cycling rientriamo a pieno titolo nel suddetto elenco per due motivi fondamentali:

  • La postura sulla bike, che ci costringe alla rettilineizzazione o addirittura all'inversione del tratto lombare del rachide e ad una iperlordosi cervicale.
  • L'estrema sollecitazione dinamica a cui sottoponiamo i muscoli lombari (muscoli della statica) nelle andature in fuorisella in salita, specie se effettuate con grande resistenza al volano.

Per quanto riguarda stress e "addominali" ognuno di noi aggiunga a piacere!

L'AGD ci viene in aiuto andando a ricercare l'equilibrio perduto con un allungamento a tensione costante, che non permetta cioè compensi e "scappatoie" al nostro corpo e soprattutto globale, che interessi cioè contemporaneamente tutti i muscoli appartenenti alla stessa catena.

L'optimum è rappresentato dall'abbinamento a dette tecniche di una appropriata ginnastica respiratoria volta a sbloccare il diaframma in maniera da allentare la  tensione sulle sue inserzioni vertebrali.
Si tratta di assumere e mantenere determinate posture per un periodo di tempo più o meno prolungato.
Le dividiamo in due categorie principali:

  1. Posture in apertura dell'articolazione coxo-femorale. Gambe e busto allineati.
  2. Posture in chiusura dell'articolazione coxo-femorale. Squadre

Se il nostro lavoro insisterà più sulla respirazione prediligeremo le posture in scarico (dorso a terra). Se il nostro obiettivo si focalizzerà sul sistema muscolare opteremo per le posture in semicarico (seduti) o in carico (in piedi).
Le posture in chiusura sono forse le più importanti in quanto insistono sulla catena cinetica posteriore, a tale proposito sono famose le tre squadre di Mezieres:



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Naturalmente questi sono solo dei princìpi guida. Le numerose varianti, le tecniche in continua evoluzione e soprattutto le differenti necessità dei singoli individui, richiedono la costante guida di personale qualificato per garantire la sicurezza e l'efficacia di questa metodologia.


FRANCESCO CALISE Personal trainer

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Personal trainer, Istruttore Schwinn Cycling, di ginnastica posturale, yogafit e Mountain bike