Allenamento a Risultato Zero! Perché? "La Teoria della Tartaruga"

A cura di Gerolamo Cavalli e Manuela Rovatti - Personal Trainer ISSA ITALY


Quante volte capita di mancare un obiettivo?
Nell'allenamento, purtroppo, molto spesso, ma il primo errore è proprio considerare ciò un fallimento anziché un'opportunità. Di fatto esso rappresenta l'unico vero punto di partenza per correggere la rotta e cercare di raggiungere la meta: quindi gli errori sono necessari!
Allenamento; Principi di allenamentoLa maggior parte dei mancati obiettivi vengono imputati alla genetica e a fattori di "costituzione", che ci fanno/farebbero fallire nonostante l'impegno... Ma siamo così sicuri che l'impegno sia concreto? In effetti è un parametro soggettivo e bisogna sottolineare che oggi le persone non sono in genere abituate ad impegnarsi intensamente dal punto di vista fisico e a fare delle rinunce al proprio stile di vita.
Ad ogni modo l'impegno, anche quando è consistente, non porta sempre a risultati, spesso perché ci si nutre delle proprie errate convinzioni.
Bisogna continuamente cercare di migliorarsi, rispettare e capire il proprio corpo, ed essere disposti a rivedere le proprie teorie se la loro applicazione non risulta proficua. Al sicuro fallimento è destinato chi affronta l'allenamento con superficialità, con l'atteggiamento ingenuo di chi acquista le pillole dimagranti viste in tv che ti promettono di perdere 10Kg, magari pensando "anche se ne perdo solo 2 va bene lo stesso", peccato però che quei 2Kg poi li riprendi, con gli interessi naturalmente!
È chiaro che in teoria tutti vorrebbero la "tartaruga" al posto della pancetta, ma la realtà è che allenamento e alimentazione mediamente rivestono uno degli ultimissimi posti nella graduatoria delle priorità, perché tutti, in pratica, hanno sempre qualcosa di meglio da fare. Dico la tartaruga, ma anche la salute piace spesso solo come teoria, perché in pratica prendere una pastiglia è sempre più comodo, ma significa che si è completamente perso di vista ciò che conta davvero per essere sani.
Non si tratta di dover essere vincenti o perfetti, qui non si vuole proporre una strategia di marketing o biipp... del genere, ma un processo mentale di consapevolezza per cercare di capire quali sono i propri limiti e come reagiamo agli stimoli, cosa si sta facendo e, soprattutto, perché lo si sta facendo così e non in un altro modo. Si conosce solo il punto di partenza ma non il punto di arrivo, quindi, se pensi che sull'allenamento non hai più niente da imparare, o quello che conosci è sufficiente, o peggio pretendi dei risultati e non ti interessa imparare, è come pretendere di fare il meccanico senza sapere niente sul funzionamento di un motore. Gente che ha la stessa scheda dal paleolitico e pretende risultati o, come direbbe Albert Einstein: "La follia di ripetere le stesse cose e attendersi risultati diversi".
Naturalmente per imparare è necessario essere interessati ad un argomento, ma è anche vero che comprendere quanto si possa stare meglio in forma e allenati non è così facile per chi allenato in modo serio non lo è mai stato.
Il raggiungimento di un determinato obiettivo è l'interazione tra genetica, applicazione dei principi dell'allenamento e corretta alimentazione.

  • La genetica l'hanno fatta mamma e papà e fin qui è chiaro che non c'è niente da fare.
  • Sull'alimentazione con la giusta motivazione e un po' di corretta informazione non è difficile avere un atteggiamento corretto ma quello che manca è spesso la motivazione.
  • Ma sull'allenamento regna il caos più totale .. teorie di ogni tipo, metodi di ogni genere B.I.I.O - POF -HEAVY DUTY - ETD - HIGH INTENSITY TRAINING e così via, alcuni metodi affermano il contrario di altri... se Pippo si allena e fa 3 set x10 ripetizioni, Topolino 10 set x 3 ripetizioni e tutti e due ottengono risultati e poi ancora Paperino fa 3 set x10 ripetizioni e la banda bassotti fa 10 set x 3 ripetizioni ma nessuno ottiene risultati... allora ci si chiede perchè ??? E naturalmente a Paperopoli gli steroidi non esistono!!

L'allenamento si basa su principi scientifici semplici ma difficili da applicare nel loro complesso ed è questa la vera difficoltà, perché programmare l'allenamento a caso probabilmente darà come risultato ZERO... o poco di più... Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto devi essere pronto a fare qualcosa che non hai mai fatto.. steroidi esclusi....
Cerchiamo allora di capire come funziona, così come farebbe il nostro bravo meccanico!

I principi dell'allenaemtno

Le diverse metodologie di allenamento, mirate a modificare i fattori limitanti la prestazione, incrementando il livello tecnico ed il rendimento di un individuo, debbono essere utilizzate rispettando alcuni principi fondamentali che costituiscono le basi della moderna Teoria dell'Allenamento, e che sono le fondamenta di qualsiasi preparazione atletica.
Questi principi hanno solide basi fisiologiche, dei veri e propri principi scientifici, che sono di primaria importanza in ogni allenamento.
La scienza deve essere la nostra guida!
I principi da tenere sempre in considerazione sono:

- il principio delle differenze individuali;
- il principio della supercompensazione;
- il principio della progressività del carico;
- il principio della continuità del carico;
- il principio della reversibilità;
- il principio del "SAID";
- il principio della "GAS".

Principio delle differenze individuali
Si tratta di riconoscere che siamo tutti geneticamente diversi. "Tutti noi ci adattiamo in modo simile allo stimolo dell'esercizio, ma la misura dipende dalla propria genetica" (D. Q. Thomas). Questo per dire che alcuni hanno una risposta allo stimolo più rapida, altri più lenta, alcuni riescono a raggiungere livelli d'élite e altri no. Se dovessimo seguire tutti la stessa metodologia di allenamento non otterremmo benefici in egual misura.
Quindi ogni programma d'allenamento va adattato al singolo individuo, tenendo conto delle sue caratteristiche e dei suoi limiti.
Il programma d'allenamento è individuale!


Principio della supercompensazione
Psupercompensazioneuò essere definito come l'insieme dei provvedimenti che il corpo attua per annullare le perturbazioni dell'equilibrio organico che l'attività dell'allenamento ha provocato (Manno). La risposta ad uno stress (inteso come allenamento) coinvolge sempre la legge naturale della supercompensazione. Questa permette di aumentare le riserve funzionali, compensandone in modo sovrabbondante la perdita iniziale, e portarsi ad un livello superiore di quello iniziale, permettendo così l'aumento delle masse muscolari, o l'aumento delle riserve di glicogeno o di altre fonti energetiche.
La supercompensazione è alla base di tutto l'allenamento.


Principio della progressività del carico
È necessario un aumento graduale e progressivo dell'intensità degli stimoli, se ciò non si verifica non si andrà mai oltre il punto in cui il fisico si è già adattato e non ci saranno miglioramenti.


Principio della continuità del carico
Affinché gli adattamenti raggiunti non vadano perduti è necessario che gli allenamenti si seguano senza interruzioni prolungate.


Per mantenere i miglioramenti bisogna continuare ad allenarsi, altrimenti si peggiora.(principio della reversibilità)


Principio del "SAID"
Il corpo si adatta in modo molto specifico alla richiesta (sforzo d'allenamento) imposta dall'allenamento; ecco il principio del "SAID", un acronimo che sta per "Specific Adaptation to Imposed Demands" (ossia specifici adattamenti imposti dall'allenamento). Questo per dire che se volete essere esplosivi dovete allenarvi in maniera esplosiva, se volete essere più resistenti all'acido lattico intensificare gli allenamenti lattacidi e se volete migliorare la flessibilità allearvi con lo stretching.

Principio della "GAS"
Proposto da Seyle nel 1976, GAS è l'acronimo di "General Adaptation Syndrome" (Sindrome di Adattamento Generale), e partendo dai principi della supercompensazione e della progressività dei carichi, afferma che ci deve essere un periodo di allenamento a bassa intensità o di riposo dopo uno fatto ad alta intensità, in quanto lo sforzo applicato è traumatico per il corpo, obbligandolo a riprendersi, quindi ad adattarsi. Sintetizzando: ad uno stress (allenamento) deve seguire un adeguato recupero.

Stimolo Risposta Adattamento

Il recupero e la supercompensazione sono necessari affinché ulteriori sforzi non alimentino una spirale discentente di traumi ripetitivi e obiettivi mancati.

Ecco, questi sono principi che vanno sempre tenuti in considerazione quando si inizia una programmazione e che regolano l'allenamento, a qualsiasi livello atletico voi siate.
... se l'allenamento è mantenuto "a lungo" con lo stesso carico e con gli stessi esercizi ... si crea una "legge " denominata biologica... D'ADATTAMENTO BIOLOGICO... la risposta biologica diminuisce in caso di stimoli uguali mantenuti per lunghi periodi.

L'allenamento deve quindi essere una sana e sensata abitudine a rompere le abitudini: non annoiate i vostri muscoli, non vi annoierete neanche voi... e soprattutto si vedranno i risultati!