Gambe e glutei: falsi miti ed errori nell'allenamento femminile
A cura di Alessandro De Vettor e Alessandro Cioffi
Gambe e glutei sono parti del corpo alle quale l’universo femminile dedica tante attenzioni e cure quanto al viso, la parte curata per eccellenza. Anzi, spesso accade che ragazze e donne che rifuggono dal trucco si preoccupino e si impegnino con assiduità per conservare o raggiungere tonicità e forme esteticamente gradevoli della parte inferiore del corpo.
Allo stesso modo, variazioni nelle dimensioni o l’insorgere di inestetismi di una certa rilevanza in queste zone, possono preoccupare a tal punto da spingere una donna che mai aveva praticato in precedenza un’attività sportiva ad iscriversi in palestra per la prima volta. La richiesta che, l’istruttore o Personal Trainer, si sente rivolgere nella stra-grande maggioranza dei casi è quella di: “rassodare gambe e glutei”.
Tale richiesta va accolta ma, fondamentale per una programmazione di successo, tenendo conto di quelle caratteristiche fisiologiche, biotipologiche e patologiche che contraddistinguono la donna. Diversamente, non solo il piano di lavoro è destinato a fallire, ma può risultare addirittura controproducente.
Anzitutto è importante sottolineare che il "punto chiave" per il raggiungimento dell’obbiettivo finale è il periodo di lavoro iniziale. Sbagliato questo è molto difficile “correggere in corso d’opera” e, anche se non impossibile, comporta un inutile dispendio di tempo, energie e motivazione. E’ proprio qui purtroppo che spesso si commette l’errore più comune: per assecondare le aspettative della cliente si comincia subito con programmi di tonificazione. Niente di più sbagliato!
Facciamo un passo indietro. Esaminiamo brevemente il biotipo costituzionale femminile d’eccellenza il "ginoide". La maggior parte delle donne appartiene a tale biotipo le cui caratteristiche principali sono:
- distribuzione del tessuto adiposo prevalentemente a carico della metà inferiore del corpo accanto ad una accentuazione della struttura ossea del bacino rispetto alle spalle
- predominanza del grasso al di sotto della linea ombelico-disco L4-L5 rappresenta in media il 54% del grasso totale della donna.
- ipolipolitici (bruciano poco grasso)
- Iperinsulinemici (data da comportamenti alimentari restrittivi/errati a favore dei zuccheri semplici)
- Eccessiva attività del sistema parasimpatico con conseguente rallentamento metabolico
Recenti studi approfonditi sul biotipo ginoide hanno consentito di identificarne 4 sottotipi
- ipolipolitico circolatorio capillare arterioso (ginoide misto)
- ipolipolitico circolatorio capillare (ginoide venoso)
- ipolipolitico circolatorio arterioso (ginoide arterioso)
- ipolipolitico ormonale complicato (ginoide ormonale)
Un prossimo articolo sarà dedicato alla descrizione dettagliata delle loro caratteristiche e a proporre alcune linnee guida per il loro trattamento. Qui ci si sofferma sui due sottotipi, che rappresentano la maggioranza dei casi che comunemente troviamo in palestra: l’ipolipolitico circolatorio capillare e l’ipolipolitico circolatorio arterioso.
Per praticità definiamo il primo “ginoide venoso” e il secondo “ginoide arterioso’’. Questi due abiti, seppur simili nel loro contesto generale, presentano alcuni aspetti differenti (Tabella 1):
Tabella 1. Caratteristiche biotipologiche del ginoide venoso e arterioso
| GINOIDE VENOSO | GINOIDE ARTERIOSO |
| Caviglie sottili | Caviglie grosse |
| Cellulite arti inferiori e superiori | Sindrome Reynaud |
| Infiltrato molto freddo | Infiltrato freddo |
| Colore marmorizzato con placche violacee | Colore pallido |
| Problemi circolatori arteriosi/capillari | Presenza varici, varicolarità vene apparenti |
| Aumento del peso in inverno | Problemi circolatori venosi, flebiti |
| Piedi sempre freddi | Aumento del peso fin dalla pubertà |
| Mani sempre fredde | Aumento del peso con la pillola |
| Cosce e braccia ghiacciate | Gambe pesanti |
| Piedi e mani rossi / violacei / chiazzati | Gonfiore arti inferiori accentuato dal caldo |
| Dolore alla palpazione | Aspetto a buccia d’arancia |
| Problemi ginecologici – Mestrui irregolari | Dolore alla palpazione |
| Problemi ginecologici – Mestrui irregolari |
Ora supponiamo di dover trattare due soggetti ginoidi che dopo attenta anamnesi ed opportuni test identifichiamo come ginoide venoso l’uno e ginoide arterioso l’altro. La finalità di entrambe è quella di dimagrire - rassodare-tonificare gambe e glutei.
Bene, per prima cosa, sia nel caso del venoso che dell’arterioso, il lavoro mirato alla tonificazione degli arti inferiori non deve assolutamente costituire la parte iniziale del programma. La tonificazione nei due soggetti non adeguatamente predisposti non farebbe altro che peggiorare il quadro circolatorio linfatico-venoso che si presenta già problematico. La tonificazione verrà senz’altro svolta, ma in un mesociclo successivo dopo aver portato a termine un programma dedicato al "ripristino della microcircolazione" attraverso un percorso capillarizzante.
La differenza sostanziale tra il biotipo "venoso" e quello "arterioso" risiede nel fatto che il primo necessita di “riaprire” i capillari mentre il secondo di “crearne dei nuovi”.
Ultima modifica: 02/03/2010 - Informativa pubblicità -
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Giovedì, 18 marzo 2010 ore 07:01



