Alimentazione ed allenamento

(gli errori da evitare)

...a proposito di quest'ultimo argomento, avete mai sentito in palestra frasi (sovente ad uso del gentilsesso) del tipo:"Finalmente, dopo tanti sacrifici ho perso X Kg ma ora sono ovviamente un po' più flaccida, da domani comincerò a fare qualcosa per rassodare!".
A questo punto la "devastazione" è avvenuta!!!!


La volta scorsa ci siamo lasciati con queste parole, vediamo di ricominciare da qui e capire cosa è cambiato nella nostra ipotetica frequentatrice del centro fitness.
Probabilmente la nostra amica si sarà sottoposta ad estenuanti sedute di allenamento aerobico frequentando con diligenza tutti i corsi possibili, magari con cadenza giornaliera e forse anche quando il suo organismo le chiedeva disperatamente di rimanere sul divano!
Non se ne parla, l'obiettivo è chiaro ed evidente: sconfiggere l'ago della bilancia.
Ma cos'altro può fare la nostra integralista del sudore a ritmo di musica per ottenere una vittoria schiacciante contro il suo acerrimo nemico? La cosa più illuminata, la famosa dieta "Auschwitz" (noto campo di sterminio nazista) a base di Yogurt con lo 0,000000001% di grassi, sedano, carote e pappette dai colori inquietanti.
Ma dopo mesi di orrende privazioni alimentari e lavori forzati, vuoi mettere la soddisfazione? Evviva, il nemico è sconfitto pesa di meno... MA E' INGRASSATA.


Può sembrare un paradosso, ma è proprio così.


Alimentazione allenamentoL'allenamento estenuante, senza dare all'organismo i giusti tempi di recupero e le ristrettezze alimentari hanno mandato in "protezione" il metabolismo energetico della nostra amica. Ha cominciato cioè a distruggere i muscoli per ricavare energia (gluconeogenesi), preservando le preziosissime scorte di grasso indispensabili a far fronte a questo periodo di carestia. E questo non è uno scherzo, nel terzo millennio siamo programmati ancora come ai tempi in cui vivevamo nella savana: risparmiare carburante e sopravvivere ad ogni costo. Se aggiungiamo che probabilmente ha quasi eliminato i tanto demonizzati carboidrati ecco che questo processo è stato ancora più enfatizzato. E' noto che i grassi bruciano alla fiamma degli zuccheri.
E' chiaro ora che la perdita di peso è stata a carico della massa magra, la parte più nobile del nostro organismo e non di quella grassa, quindi in percentuale il rapporto si è sbilanciato a favore del grasso. Ecco che l'affermazione di prima appare meno paradossale.


Cosa fare allora?
Poche e semplici cose. Prima di tutto liberarsi dai bombardamenti mediatici sulla "grassologia", che hanno fatto la fortuna di tante aziende produttrici di rimedi miracolosi di tutti i generi. Immediatamente a seguire concentrarci sulla massa magra e in special modo sui nostri muscoli e su come allenarli e nutrirli correttamente. Il resto verrà da se.
Questa affermazione nasce da un principio banale: la massa magra consuma anche a riposo, il gasso mai.
Come trasformare questa dichiarazione di intenti in fatti?

  1. Analisi della composizione corporea. Plicometria o meglio ancora bioimpedenzometria, come d'altra parte già sottolineato dal collega F. Pugliese.
  2. Ricostruzione del metabolismo basale e programma alimentare basato sul nostro stile di vita e sul tipo di allenamento che intraprenderemo.
  3. Programma di allenamento che in linea di massima (varierà a seconda delle esigenze dei singoli) comprenderà sia sedute di lavoro isotonico (i pesi!) sia sedute cardio sia i tempi di recupero.

Giusto un ultima precisazione, i muscoli delle femminucce sono uguali uguali a quelli dei maschietti, fanno da sempre la stessa cosa: si accorciano e si allungano. Ergo non esistono in sala pesi schede distinte per sesso, ma solo per obiettivi!
Buon lavoro!


FRANCESCO CALISE Personal trainer

Visualizza articoli Francesco Calise


Personal trainer, Istruttore Schwinn Cycling, di ginnastica posturale, yogafit e Mountain bike



Ultima modifica dell'articolo: 17/06/2016

APPROFONDIMENTI E CURIOSITÀ