Traumatologia nel ciclismo

prima parte


In una corsa a tappe rimanere coinvolti in una caduta ha conseguenze più pesanti rispetto ad una corsa in linea. Anche lievi escoriazioni sono infatti piuttosto fastidiose e potrebbero rendere molto difficile di notte riuscire a trovare la posizione per dormire. Il dolore e il recupero incompleto rendono più duro il compito che il ciclista deve affrontare nei giorni successivi. In casi come questi deve uscire il "carattere" dell'atleta. La capacità di "stringere i denti", quando il medico abbia escluso complicazioni, non deve essere limitata ai casi in cui si sia in testa a una classifica, ma comprendere anche tutti gli altri casi (possibilità di risultati parziali, lavoro di squadra ecc.).
Ciclismo traumatologiaCadere dalla bicicletta può provocare danni che interessano soprattutto gli arti superiori, il capo e gli arti inferiori. Le modalità di caduta sono molteplici e gli esiti che ne conseguono possono andare dalle semplici escoriazíoní ai più seri traumi cranici.
La caduta in gruppo può dar luogo ad esiti rilevanti sia per l'imprevedibilità con cui si manifesta, sia per il danno aggiuntivo causato dall'impatto con altri corridori e con le loro biciclette.

Gravi conseguenze possono derivare da cadute durante una discesa o durante volate, oppure per errori di valutazione o scorrettezze subite.

I gruppi muscolari maggiormente interessati in ambito di traumatologia ciclistica sono gli ischiocrurali (muscoli flessori della gamba) che possono andare incontro a contratture e infiammazioni inserzionali (sindrome del piriforme) se la sella è eccessivamente alta. Viceversa, se la sella è troppo bassa, la muscolatura estensoria della gamba, ed il muscolo ileopsoas (profondo del bacino) possono presentare delle alterazioni.

La prevenzione dei traumi nel ciclismo è un compito che compete anche e soprattutto agli organizzatori delle gare, i quali devono visionare i percorsi per garantirne la sicurezza, predisponendo una rete di soccorsi funzionale nell'eventualità di cadute a terra. Il ciclista da parte sua deve occuparsi della perfetta efficienza del mezzo meccanico.
Per quanto possa essere ingombrante e fastidioso, il caschetto a forma di conchiglia, in materiale plastico leggero, rappresenta l'unico efficace mezzo di protezione per il capo.

Le abrasioni (lesioni superficiale della pelle o della mucosa causate da traumi che colpiscono di striscio la superficie del corpo, senza fuoriuscita di sangue) e le contusioni costituiscono l'evenienza più frequente nei traumatismi dei corridori. Queste evenienze sono caratterizzate dalla perdita più o meno rilevante di sangue e per la tumefazione dell'area interessata. Le complicazioni sono rappresentate dalle infezioni, qualora non venga praticata un'adeguata pulizia e medicazione.

Ematoma muscolare

Cause: lesione delle fibre muscolari e dei relativi vasi sanguigni.
Manifestazioni cliniche: dolore e limitazione dell'efficienza contrattile.
Trattamento: applicazione di ghiaccio e riposo dell'arto interessato; il versamento ematico si riassorbe nel giro di qualche giorno. Non sono necessarie manipolazioni del muscolo, che potrebbero anzi complicare la guarigione.

Ferite lacero-contuse

Interessano il sottocute e possono coinvolgere le fasce muscolari. Richiedono una pronta medicazione, con sutura dei tessuti interessati.

Lesioni agli organi genitali e addominali

Non sono molto frequenti, ma possono esitare in un addome acuto traumatico che richiede un tempestivo trattamento chirurgico. Le lesioni agli organi genitali e addominali sono dovute, per la maggior parte dei casi, all'impatto del manubrio (leve dei freni) che consegue a una caduta singola o collettiva.

Lesioni al capo

Le ferite superficiali del cuoio capelluto sono evitabili qualora si utilizzi il caschetto protettivo; I traumi cranici di una certa gravità sono la conseguenza dell'impatto violento del capo del ciclista sul fondo stradale, o contro ostacoli come marciapiedi, recinzioni, pali.
Il corridore infortunato va soccorso prestando particolare attenzione alla mobilizzazione dei delicati settori del rachide cervicale. L'atleta deve essere successivamente avviato verso un centro sanitario attrezzato, per una valutazione diagnostica accurata. E' opportuno che l'osservazione neurologica dell'infortunato continui per qualche giorno, data la sequenza temporale con cui si manifestano alcuni ematomi cranici.


LESIONI A CARICO DELLE OSSA E DELLE ARTICOLAZIONI

I distretti maggiormente colpiti sono gli arti superiori e le spalle, a causa della caratteristica modalità di caduta del corridore. Le fratture dell'arto superiore interessano la mano, le ossa del polso, dell'avambraccio e del gomito.

La frattura della testa del radio è una delle lesioni più frequenti del gomito traumatizzato dello sportivo. È caratterizzata dai seguenti fattori: - il suo frequente disconoscimento diagnostico, nelle forme non scomposte o, all'inverso, nei traumi importanti ove essa può passare inosservata; - la sua eventuale associazione ad altre lesioni, soprattutto dei legamenti; - la tendenza costante all'irrigidimento precoce del gomito in caso di immobilizzazione.
Clinicamente ci si trova di fronte, il più delle volte, al racconto di una caduta, con gomito in ipertensione, che provoca una compressione in valgo del gomito. Il paziente lamenta un dolore diretto sulla superficie esterna del gomito, associato talvolta a un'impressione di scricchiolio.

Le fratture della spalla interessano prevalentemente la clavicola, mentre le lussazioni sono più frequenti a livello del­l'articolazione acromion-clavicolare.
L'articolazione acromio-claveare è costituita dall'estremità esterna della clavicola, la cui superficie articolare riposa sull'acromion. Questa articolazione, completata per circa un terzo dei casi da un menisco, è stabilizzata da un sistema capsulo-legamentoso e muscolare che può essere danneggiato nel corso della pratica sportiva.

Il ginocchio è però l'articolazione maggiormente sollecitata nella pedalata e sede di problemi clinici.


Patologie femoro-patellari


Una delle prime diagnosi cui pensare in uno sportivo che lamenta un doloree spontaneo al ginocchio, è quella di una sofferenza dell'articolazione femoro-patellare. In effetti, certi sport, come il ciclismo, il canottaggio o il sollevamento pesi, possono evidenziare una disfunzione di questa articolazione che, in un paziente sedentario, si manifesterà molto più tardivamente e talvolta mai.

In passato erano descritte con relativa frequenza le fratture rotulee e le distrazioni dei legamenti del ginocchio. Queste ultime si verificavano nel tentativo di liberare il piede dal pedale fermapiede a seguito di una caduta. Gli attuali pedali a sganciamento rapido limitano l'insorgenza di tali traumi. Il comportamento da tenere in presenza di un corridore con sospetti segni di frattura consiste nell'evitare spostamenti dalla sede interessata.

Tra tutte le tendinopatie del ginocchio nello sportivo la più frequente è quella che interessa l'apparato estensore, per il fatto delle sollecitazioni importanti cui l'apparato è sottoposto.
Gli sport interessati sono quelli che comportano un lavoro importante del quadricipite, come il ciclismo o il canottaggio, o gli sport che richiedono movimenti di spinta quali la pallaavolo, il pattinaggio artistico o il salto (in lungo, in alto e triplo).
L'apparato estensore lavora in condizioni che interferiscono con la dinamica rotulea ed ogni anomalia dell'uno si riflette sull'altra. Così in ogni sofferenza tendinea dell'apparato estensore si dovrà pensare ad una instabilità rotulea di cui la tendinopatia può essere solo la conseguenza.
I microtraumi si instaurano con lenta progressione temporale, a seguito dei continui carichi cui vengono sottoposti alcuni distretti dell'apparato locomotore. La presenza di alterazioni nell'allineamento dei segmenti ossei degli arti inferiori e/o una errata posizione in sella sono i fattori predisponenti.
La patologia microtraumatica nel ciclista interessa prevalentemente il ginocchio, in particolare a livello delle strutture tendinee e cartilaginee.


Le tendiniti del rotuleo e del quadricipite si verificano per l'aumento del gioco flessorio dell'articolazione del ginocchio a causa di una sella troppo bassa, o della posizione in punta di sella mantenuta per lungo tempo, oppure dall'utilizzazione di pedivelle troppo lunghe. Anche la scelta di rapporti molto lunghi, soprattutto all'inizio della preparazione, sovraccarica l'apparato estensore muscolo-tendineo del ginocchio.

L'articolazione del ginocchio può presentare alterazioni dell'allineamento dovute a ragioni anatomiche. Nel corridore con ginocchia valghe viene maggiormente sollecitato il comparto esterno; nel caso di ginocchia vare il comparto interno. Queste alterazioni possono esitare nell'artrosi del ginocchio e nella tendinite del rotuleo. A scopo preventivo è opportuno il potenziamento selettivo del quadricipite.


Alterazioni nell'allineamento dei segmenti ossei del piede


Tali alterazioni provocano conseguenze a livello del ginocchio. L'iperpronazione del piede tende a produrre una innaturale abduzione dell'articolazione del ginocchio. In tale situazione, la contrazione del quadricipite nella fase di spinta della pedalata tende a spostare la rotula verso l'esterno. Ciò crea degli attriti tra la superficie inferiore della rotula e i condili femorali che, con il passare del tempo, possono dar luogo condromalacia rotulea. La prevenzione di questa patologia, che si manifesta con dolore e versamento intrarticolare, consiste nel potenziamento della muscolatura di sostegno del piede e nella utilizzazione di suole speciali, inserite all'interno della scarpa, in modo da riequilibrare il carico sostenuto dal piede.


Infiammazione del tendine d'Achille


Nel ciclista, l'infiammazione del tendine d'Achille è molto meno frequente rispetto a sport di resistenza con sovraccarico sul terreno (corsa a piedi). I fattori predisponenti di tale tendinite sono la sella bassa, l'eccessiva dorsiflessione della caviglia durante la fase di trazione della pedalata e il retropiede valgo e varo.
I sintomi principali sono: dolore ed irrigidimento lungo la parte posteriore del tendine, in particolare verso il calcagno, limitata flessibilità della caviglia, calore e arrossamento nella zona dolente, un nodulo (formato da tessuto cicatriziale) che può essere toccato con le dita lungo il tendine.
Il trattamento si giova del riposo atletico (la prima fase di recupero prevede poi solo attività fisiche che non carichino il piede, come il nuoto) e di terapie fisiche.


Metatarsalgia


È un'affezione dolorosa delle teste metatarsali, dovuta all'eccessiva pressione esercitata dal piede sul pedale e alla sua osizione scorretta. Il trattamento consiste nell'esecuzione di un ciclo di terapie fisiche e nell'applicazione di un plantare che scarichi le teste metatarsali.


Cervicalgia e lombalgia


L'assunzione di posizioni aerodinamiche in bicicletta e il marcato abbassamento del manubrio, causano l'iperestensione del tratto cervicale e l'iperflessione del tratto lombo-dorsale. Ne può derivare la comparsa di contratture dolorose a livello dorsale.
La prevenzione della lombalgia e della cervicalgia si ottiene variando la posizione della sella, modificando l'altezza del manubrio ed evitando di esercitare forti trazioni con gli arti superiori. Il trattamento mira a rilassare la muscolatura contratta con l'ausilio del massaggio, di terapie fisiche (ultrasuoni ed infrarossi) e di altre terapie mediche.



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A cura di: Lorenzo Boscariol