Corretta posizione del corpo sulla bici

ASSETTO DI GARA


Per poter esprimere al meglio le proprie qualità, è indispensabile ricercare il miglior assetto biomeccanico sulla bici.
Una corretta posizione, oltre a garantire la massima espressione atletica, consente anche di evitare danni muscolari ed articolari.
Dopo aver rilevato le misure antropometriche, si testa la posizione in bici valutando la pedalata con il cicloergometro SRM.


Alcuni consigli per mantenere il corretto assetto del corpo sulla bici

Mantenete ben diritta la colonna vertebrale quando vi allungate e vi abbassate sul manubrio.

Quando salite sulla bicicletta e con i talloni sui pedali, pedalando all'indietro, estendete quasi completamente la gamba senza che il bacino ondeggi da una parte o dall'altra per seguire il pedale nel punto distale. In questa posizione, la distanza tra il punto centrale superiore della sella e il pedale corrisponde alla misura della gamba, cioè dal perineo a terra.

Adottate pedivelle di 165 cm per la velocità su pista, mentre per l'inseguimento è consigliata la stessa misura utilizzata per le gare su strada: 170 mm.

Quando il ciclista è in posizione impegnata, ginocchio e gomito dovrebbero sfiorarsi.

Evitate di ridurre le vostre capacità polmonari chiudendo le spalle.

Corretta posizione in sellaDistribuite il peso in modo che sia ripartito in maniera equilibrata, evitando di caricare eccessivamente solo sulla sella, oppure solo sul manubrio, perdendo così il controllo della bici.

In base al tipo di allenamento che dovete affrontare, assumete una posizione da gara (più aerodinamica; le mani si posizionano sul fondo del cerchio del manubrio; durante la pedalata le rotule entrano quasi in contatto con i gomiti; la colonna vertebrale è molto incurvata (ipercifosi) tranne che nella regione cervicale, dove aumenta la sua lordosi naturale), oppure una posizione di base media (questa posizione offre una maggiore comodità respiratoria rispetto alla precedente; offre all'aria una maggiore superficie di attrito; le mani sono appoggiate sulle impugnature dei freni, in modo da verticalizzare la schiena ed accentuare l'angolazione del gomito; il busto si trova a circa 45° gradi dalla linea del terreno)

Mai tenere le braccia tese, queste dovranno essere leggermente flesse per fungere da ammortizzatori ed essere pronte alle eventuali correzioni che dovessero richiedersi.

Le gambe non devono lavorare ne troppo compresse, ne troppo allungate. La messa a punto della sella riguarda sia la posizione lungo l'asse del piantone, ovvero la sua altezza, sia la collocazione nel piano orizzontale, ovvero la sua posizione antero - posteriore o arretramento. L'altezza della sella corrisponde alla distanza che intercorre fra il centro del movimento centrale ed il centro anatomico della sella posto a circa 12 cm dal bordo posteriore. L'arretramento consiste invece nella distanza che intercorre tra la verticale che parte dal movimento centrale e la sella (punta o centro anatomico a seconda delle diverse modalità di valutazione).

I gomiti e il capo non devono sporgere inutilmente dal profilo aerodinamico ideale.

Solo con l'esperienza e la perseveranza sentirete il controllo totale della bicicletta.

ANALISI BIOMECCANICA DELLA PEDALATA


L'analisi dei muscoli che intervengono nella pedalata rileva che le contrazioni sono prevalentemente concentriche. L'attività dei flessori plantari durante la prima fase (fino a 90°) è invece chiaramente eccentrica. Il fatto che sussista una variabilità piuttosto ampia, oltre che a diversità di tecniche di rilevamento, è dovuta anche all'attivazione di muscoli differenti, variando la frequenza di pedalate.
La pedalata può essere di punta o di piatto; ciò è determinato dalla diversità interindividuale associata alla posizione della caviglia durante la pedalata.
Più la caviglia sarà in grado di avvicinarsi alla scioltezza e all'agilità del polso, più il movimento di pedalata sarà fluido ed efficiente; a tal proposito risultano indispensabili opportuni esercizi ginnici, mirati a migliorare il la flessibilità della caviglia.
La maggior parte della potenza applicata dal ciclista, viene scaricata sui pedali tra i 60° e i 120°.
È stato constatato che una frequenza di pedalata più elevata è anche più economica. Il corridore che durante una gara utilizza rapporti maggiori rispetto agli altri e diminuisce quindi la frequenza di pedalata, riduce anche le sue capacita fisiche, a causa di una maggiore sensazione di affaticamento che lo assale. Normalmente un ciclista professionista che deve coprire lunghe distanze mantiene un numero di pedalate al minuto che oscilla tra 90 e 100. In pista, invece, la frequenza è più alta: tra 120 e 150 pedalate al minuto.


« ciclismo»


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A cura di: Lorenzo Boscariol


Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015

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