Yoga e respiro

Lo yoga è una pratica che discende da un'antica disciplina e che comprende correnti di pensiero diverse ma aventi tutte uno scopo comune: la totalità dell'uomo.
Yoga e RespirazioneEtimologicamente, la parola yoga deriva dalla radice Yui (legare insieme) ed in generale indica ogni tecnica di ascesi ed ogni metodo di meditazione; il suo scopo è di purificare lo spirito ed abolire la dispersione e gli automatismi che caratterizzano la coscienza profana: ciò è il presupposto fondamentale alla rinascita iniziatica o liberazione.
Lo yoga non crede nella separazione tra spirito e materia; ciascuna manifestazione del mondo fenomenico è uno stato di coscienza che si palesa grazie alle vibrazioni del Prana (forza vitale). Quanto più sono veloci queste vibrazioni, tanto più la coscienza si manifesta come entità fisica. L'Atman (ego), il responsabile del senso di insoddisfazione, separazione ed incompletezza, è soltanto un ingegnoso artificio della mente per perpetrare se stessa. Lo yoga ci aiuta a riconoscere la natura egocentrica della mente e la sua tendenza a creare fenomeni fittizi senza riscontri oggettivi; ci aiuta a non aggrapparci a persone o cose in maniera morbosa, a riconoscere e respingere i sentimenti immaginari o ingannevoli, a cercare l'equilibrio in tutte le attività, sia fisiche che psichiche.
Nella filosofia yoga il respiro è il principale mezzo di scambio tra l'ambiente esterno e noi stessi; l'inspirazione corrisponde alla gioia, alla luce, al sorriso; l'espirazione per contro corrisponde alla malinconia, al buio, al vuoto. Ogni volta che inspiriamo lasciamo entrare una parte dell'universo ed ogni volta che espiriamo cediamo una parte di noi stessi all'universo.
I muscoli che sostengono la respirazione sono:

Durante l'inspirazione il diaframma si abbassa, gli intercostali esterni allargano la gabbia toracica ed alcuni muscoli toracici la alzano; si può quindi definire l'inspirazione come un movimento attivo. Al contrario, l'espirazione è causata dal ritorno elastico del tessuto polmonare e dei muscoli inspiratori, pertanto si definisce un movimento passivo; tuttavia, è importante precicase che nell'espirazione profonda entrano in gioco attivamente i muscoli addominali, che contraendosi consentono al diaframma di salire più in alto, ed i muscoli intercostali interni, che avvicinando le coste riducono di volume la gabbia toracica..
Dal momento della nascita, il respiro umano è soggetto a continue modificazioni indotte da necessità fisiologiche o di natura emotiva; tra queste ultime, le emozioni responsabili delle maggiori fluttuazioni respiratorie sono l'incertezza/insicurezza e la paura; esse provocano forti contrazioni ed irrigidimenti muscolari, che negli anni si ripercuotono inevitabilmente su: spalle, rachide e diaframma.
Lo yoga esprime e persegue tre concetti fondamentali:

  1. Nell'essere, l'energia vitale è veicolata dal respiro
  2. L'energia vitale è diretta dalla mente e dove si dirige la mente si incanala l'energia stessa
  3. La respirazione è l'unica attività corporea che, pur essendo involontaria, può essere costantemente monitorata e controllata anche volontariamente.

Il respiro assume un ruolo fondamentale nella comunicazione tra conscio ed inconscio, e lo studio delle pratiche di respirazione consente un miglioramento del controllo di tutti gli stati emotivi, nonché dello stato di concentrazione mentale.
La tecnica o il modo di respirare caratteristico dello yoga è definito PranaYama. Questo termine deriva dall'unione delle due parole Prana - forza vitale, e Yama - controllo. Il Prana è ubiquitario e si trova in tutte le forme viventi, nell'acqua, nella terra e nel cibo, e secondo la filosofia Yoga può essere assorbito in grande quantità proprio grazie alla respirazione; per contro, Ayama significa "senza controllo" oppure "al di là del controllo".
In fase di trattenimento del respiro a polmoni pieni, l'energia si diffonde in tutto il nostro organismo, mentre nella fase di trattenimento a polmoni vuoti riusciamo a sperimentare la percezione del "nulla"; proprio per questo motivo, lo yoga da una grande importanza alla fase di trattenimento del respiro.
Secondo gli yogi, la nostra principale fonte di Prana (forza vitale) è indubbiamente l'aria che respiriamo, seguita dai cibi e dalle bevande che introduciamo con l'alimentazione; il Prana dell'aria viene assorbito attraverso le mucose del naso ed i recettori nervosi dell'apparato respiratorio, mentre quello dei cibi e delle bevande viene captato dalle terminazioni nervose della lingua e della gola. Ne deriva che, nella pratica dello yoga, l'igiene del naso e della lingua assume un ruolo fondamentale ma complementare al perfezionamento delle tecniche respiratorie e alla cura della masticazione degli alimenti.


Bibliografia:

Armonia con lo Yoga, a cura di Vanessa Bini
Traduzioni:
Bhagavad Gita,  a cura di SarvepalliRadhakrisnan, ed. Ubaldini.
Bhagavad Gita,  a cura di A.M. Esnoul, ed. Adelphi.
Bhagavad Gita,  a cura di S. Radhakrisnan, ed. HarperCollins.
Hata Yoga Pradipika di Yoga SuamiSvatmarama, ed. HerperCollins.
Hata Yoga Pradipika di SuamiVishnu-devananda, ed. MotilalBanaarsidass  Pvt. Ltd.
Upanishad, ed. Boringhieri.
Rgveda (Le strofe della Sapienza), ed. Marsilio.


Ultima modifica dell'articolo: 12/10/2016