Whisky

Generalità sul Whisky

Il whisky (o whiskey) è un superalcolico di origine anglosassone.
Si tratta di un distillato prodotto dalla fermentazione di cereali (orzo, mais, segale e frumento) o dal malto che se ne può ricavare (soprattutto d'orzo). WhiskyE' quindi logico che la materia prima utilizzata possa distinguere varie tipologie di whisky, peraltro ulteriormente caratterizzate dal tipo di botte utilizzata nella maturazione (di quercia bianca, di rovere, affumicata, più o meno vecchia ecc.).
La produzione di whisky è strettamente regolamentata in tutto il mondo e gli unici requisiti INDISPENSABILI che la bevanda richiede sono 3: fermentazione dei cereali, distillazione e invecchiamento in botti di legno.

Caratteristiche Chimiche e Nutrizionali del Whisky

Il whisky, come altri distillati, è una bevanda che contiene una vasta gamma di sostanze aromatizzanti; tra queste, 200 o 300 sono facilmente rilevabili con la semplice analisi chimica. Questi aromatizzanti comprendono: composti carbonilici, alcoli, acidi carbossilici e loro esteri di azoto o zolfo, tannini, altri composti fenolici, terpeni, composti eterociclici contenenti ossigeno ed esteri degli acidi grassi. I composti azotati includono piridine, metilpiridine e pirazine.
Il whisky è un distillato con percentuale alcolica che raggiunge il 35-40% vol. E' quindi logico che (anche nei soggetti privi di complicazioni o patologie) sia indispensabile consumarlo in porzioni quantomeno modeste, ovvero ≤ a 40-80ml/die. Dal punto di vista nutrizionale, il whisky apporta SOLO alcune molecole antiossidanti di natura fenolica ma, a causa dell'elevata concentrazione di alcol etilico, queste non possono essere introdotte in quantità rilevanti.
Il consumo di whisky è quindi poco raccomandabile nell'alimentazione dei soggetti sani e risulta particolarmente sconsigliato in fase di accrescimento, in gravidanza e in allattamento. Inoltre, com'è logico pensare, un eventuale abuso può essere responsabile dell'insorgenza di diverse malattie; poi, se tali disturbi avessero un'eziologia differente, il whisky sarebbe comunque in grado di peggiorarne il decorso.
Tra le malattie interessate (generate o compromesse) dall'abuso di whisky (o di altri alcolici) talune sono di natura metabolica (ipertensione, ipertrigliceridemia, sindrome metabolica), mentre altre di natura tossica (sui tessuti). Gli organi maggiormente compromessi da alti livelli di alcol nel sangue sono: il fegato, i reni, il pancreas, la prostata e il cervello.

Composizione per: 100g di Whisky
Whisky Valori nutrizionali

Valori nutrizionali (per 100 g di parte edibile)

Parte edibile 100%
Acqua 65.9g
Proteine tr
Amminoacidi prevalenti -
Amminoacido limitante -
Lipidi TOT 0.0g
Acidi grassi saturi 0.0g
Acidi grassi monoinsaturi 0.0g
Acidi grassi polinsaturi 0.0g
Colesterolo 0.0mg
Carboidrati TOT tr
Amido 0.0g
Zuccheri solubili tr
Alcol etilico 35.0g
Fibra alimentare 0.0g
Fibra solubile 0.0g
Fibra insolubile 0.0g
Energia 245.0kcal
Sodio 0.0mg
Potassio 0.0mg
Ferro 0.0mg
Calcio 0.0mg
Fosforo 0.0mg
Tiamina 0.0mg
Riboflavina 0.0mg
Niacina 0.0mg
Vitamina A 0.0µg
Vitamina C 0.0mg
Vitamina E 0.0mg

Come se non bastasse, quando le mucose del tratto digerente vengono esposte frequentemente all'alcool possono subire anche un danno di tipo diretto (esofago, stomaco e intestino). In pratica, oltre a quelli già descritti, l'eccesso di whisky comporta il peggioramento di altri disturbi intestinali (ad es. morbo di Crohn e retto-colite ulcerosa), l'incremento della sensibilità per i soggetti con colon irritabile e la comparsa o l'aggravamento di gastrite, ulcera gastrica o duodenale, reflusso gastro esofageo (con maggiori probabilità di insorgenza dell'esofago di Barrett). Va da sé che la cronicizzazione di alcune tra queste condizioni possa aumentare drasticamente il rischio di certi tipi di tumore (soprattutto dello stomaco ed dell'esofago).

E' poi molto importante ricordare che l'alcol etilico (pertanto anche il whisky stesso) è responsabile sia della riduzione dell'assorbimento intestinale, sia della compromissione del metabolismo farmacologico.
Per chi pratica sport intenso, l'eccesso di whisky può sortire tre effetti indesiderati. Il primo interessa l'idratazione, poiché l'alcol provoca un aumento della minzione con maggior tendenza alla disidratazione corporea (già compromessa dalla sudorazione per l'attività sportiva). In secondo luogo, il consumo serale di whisky può modificare significativamente i cicli del sonno, limitando il riposo notturno e compromettendo certi flussi ormonali. Infine, ricordiamo che l'alcol etilico è un potente ipoglicemizzante, ragion per cui il consumo di whisky prima o dopo l'attività sarebbe responsabile del peggioramento della prestazione atletica e della capacità di recupero nel breve termine.
NB. il whisky e gli altri alcolici sono bevande potenzialmente implicate nell'insorgenza di tossicodipendenza.

Cenni di Produzione e Invecchiamento del Whisky

Il whisky viene prodotto con acqua, cereali (o malto) e lieviti. Il malto è ricavato per essiccazione mediante la combustione di torba.
I processi di elaborazione del whisky sono: macerazione, fermentazione, distillazione, maturazione, miscelazione e imbottigliamento.
L'invecchiamento dura alcuni anni (da 2 a 20) in botti di legno, che possono essere di rovere europeo o americano (con circa 1 secolo di età), precedentemente utilizzate per la maturazione del bourbon o dello sherry.

Tipologie di Whisky

Le varie tipologie di whisky si differenziano per substrato di base, gradazione alcolica e qualità.

  • Malt whisky: viene prodotto essenzialmente con malto d'orzo
  • Grain whisky: viene prodotto da cereali interi

I tipi di malto e i vari cereali sono combinati in diversi modi per definire alcuni tipi di whisky:

  • Single malt whisky: è prodotto da una singola distilleria che utilizza un solo tipo di malto. Se non altrimenti specificato, è il risultato della miscelazione di liquidi estratti da varie botti ed annate. E' possibile che si avvalga di trattamenti speciali (come l'utilizzo di botti del vino porto)
  • Blended malt whisky: è una miscela di whisky single malt provenienti da diverse distillerie. Se etichettato col nome di " malto" o di "puro malto", è quasi certamente una miscela ed è chiamato "malt vatted"
  • Blended: è costituito da una miscela di diversi tipi di whisky provenienti da molte distillerie.
  • Cask strength (noti anche come "barrel proof"): sono whisky piuttosto rari e, di solito, interessano le bevande più pregiate. Vengono imbottigliati dal whisky invecchiato in botte NON diluito o solo parzialmente diluito
  • Single cask (noti anche come "single barrel"): sono whisky imbottigliati da un'unica botte e spesso le bottiglie vengono etichettate citandone tutte le specifiche. Il gusto di questi whisky può variare notevolmente da botte a botte.

Esistono anche molte distinzioni tra i vari whisky prodotti nei vari paesi, ma si tratta di una classificazione troppo articolata da citare in un solo paragrafo.

Cenni di Etimologia e Prima Storia del Whisky

Il temine whisky (o whiskey) è l'anglicismo del sostantivo gaelico uisce/uisge, che significa "acqua"; ciò deriva dal fatto che l'alcol etilico, in latino, era noto come "acqua di vita" (acqua vitae). La traduzione di "acqua vitae" in gaelico irlandese è "uisce beatha", mentre in gaelico scozzese è "uisge beatha". Le prime forme di traduzione in inglese furono uske beaghe (1581), usquebaugh (1610), usquebauth (1621) e usquebae (1715).
Oggi, la differenziazione dei due sostantivi, rispettivamente whisky e whiskey, è ancora piuttosto controversa. Una scuola di pensiero sostiene che si tratti di una distinzione casuale, indotta dalla preferenza dello scrittore; l'altra specifica che le due parole distinguono i prodotti sulla base del luogo di consumo. Il "whisky" sarebbe la bevanda utilizzata in Canada, Giappone, Scozia, Inghilterra e Galles, mentre il "whiskey" è più comune in Irlanda e Stati Uniti d'America; tuttavia, questa distinzione non è sempre ben definita.
"Scotch" è il termine internazionalmente riconosciuto per lo "Scotch Whisky".
L'arte di distillazione commerciale scozzese e irlandese risale circa al XV secolo d.C., parallelamente a quella di acquavite centro europea per scopi medicinali. La prima testimonianza scritta di produzione del whisky risale al 1405, in Irlanda, nella quale si documenta un decesso per avvelenamento da acquavite. In Scozia invece, il primo reperto risale al 1494 e cita un approvvigionamento di malto da parte del Re ad un frate, con l'ordine di produrre circa 500 bottiglie di acquavite.
La distilleria di whisky più antica è la Old Bushmills Distillery, sita nel nord dell'Irlanda (operativa dal 1608).