Vitamina B1 ed Alcolismo

Vitamina B1Vitamina B1 Alcolismo

La vitamina B1 è una vitamina idrosolubile; il suo nome scientifico è Tiamina e possiede diverse funzioni metaboliche a dir poco fondamentali.
La vitamina B1 è anche conosciuta come aneurina, per la sua importanza nel mantenimento dell'efficienza nervosa, o antiberiberica, in virtù dei tipici segni clinici riconducibili alla sua carenza nutrizionale: la sindrome da malnutrizione Beri-Beri.

Funzioni metaboliche:

  1. E' un coenzima del metabolismo glucidico
  2. Influenza la trasmissione dell'impulso nervoso
  3. Interviene nel metabolismo dell'alcool etilico.

La vitamina B1 è assorbita nel duodeno/tenue e viene depositata successivamente nel fegato; come anticipato, la carenza nutrizionale di tiamina provoca Beri-Beri e altre complicazioni di natura neurologica (nevriti e polinevriti), mentre dosi eccessive (raggiunte con somministrazioni farmacologiche) possono indurre shock.
Le fonti alimentari di vitamina B1 sono essenzialmente di tipo vegetale e fungino: cereali integrali (meno quelli raffinati), legumi, germe di grano e funghi in genere; è anche presente nel fegato e nei molluschi.
La vitamina B1 è abbastanza stabile al calore (termostabile) ma una certa percentuale (variabile tra gli alimenti) rimane SEMPRE danneggiata con la cottura dei cibi; la tiamina è anche resistente all'ossidazione e alla luce, mentre subisce negativamente l'esposizione al pH alcalino e ad alcuni agenti conservanti (SOLFITI).
Sono antivitamine della vitamina B1: ossitiamina, juritiamine e tiaminasi (enzima di alcuni animali acquatici e batteri che idrolizza la vitamina B1).
I livelli di assunzione raccomandati sono pari a 0,4mg * 1000kcal introdotte, ma nell'adulto che introduce meno di 2000kcal/die NON non è consigliabile scendere al di sotto degli 0,8mg/die.

Alcol etilico e abuso: l'alcolismo

L'alcol etilico è contenuto nelle bevande alcoliche fermentate, distillate e liquorose. Si tratta di una molecola ottenuta per fermentazione anaerobia degli zuccheri mediante l'azione di alcuni lieviti detti saccaromiceti. L'alcol fornisce circa 7 kcal/g ma l'organismo umano non lo ossida in maniera efficace e la maggior parte di quello ingerito con le bevande alcoliche è destinato ad essere convertito in acidi grassi e depositato nel tessuto adiposo sotto forma di trigliceridi.
L'alcol etilico ha un impatto negativo sull'organismo; è percepito in maniera tossica da tutte le cellule del corpo (a partire dal tessuto nervoso fino a quello epiteliale) e altera l'assetto ormonale promuovendo la risposta insulinica e inibendo la secrezione di ormoni iperglicemizzanti (limita anche la neoglucogenesi nel fegato a livello enzimatico).
L'alcol etilico è una sostanza che interagisce con le cellule nervose provocando lo stato di ebrezza a discapito della lucidità mentale; in virù di questa caratteristica è considerato una principio NERVINO e, come per gli oppiacei o altre droghe, si tratta di una molecola che può generare tossicodipendenza.
L'abuso di alcol etilico si definisce ALCOLISMO; questa sindrome d'abuso (frequentemente compulsiva) compromette significativamente lo stato di salute del soggetto e si associa soventemente a malnutrizione e altre complicazioni (come il marasma e la degenerazione degli organi), alterazioni dell'equilibrio idro-salino e IPOvitaminosi.
La vitamina più coinvolta nel metabolismo dell'alcol e carente negli alcolisti è proprio la B1.

Tiamina e alcolismo

L'abuso cronico di etanolo (alcolismo) produce un deficit di vitamina B1 che scatena l'Encefalopatia di Wernicke; questo disturbo è di tipo acuto e si manifesta con: oftalmoplegia (paralisi estrinseca o intrinseca del bulbo oculare), atassia (perdita della coordinazione muscolare), disturbi  della deambulazione e stato confusionale. Le relative complicazioni sono principalmente di tipo degenerativo nervoso e vascolare.
La correlazione tra alcolismo ed Encefalopatia di Wernicke riguarda diversi aspetti della vitamina B1; in primo luogo, l'alcolismo determina inappetenza e conseguente malnutrizione generale. Come abbiamo già visto, la vitamina B1 è presente in molti alimenti ma soprattutto nei cereali integrali, nel germe di grano e nei legumi; è palese che NON si tratti di alimenti facilmente reperibili per un alcolista che, per lo più, fa uso di prodotti occasionali, fortuiti e quindi di bassa qualità. Inoltre, la B1 (al contrario di altre molecole della stessa famiglia) NON è una vitamina facilmente immagazzinabile nel fegato (anche se normalmente presente negli epatociti); ciò significa che l'organismo non ha la possibilità di gestirne le riserve, di conseguenza può andare incontro a IPOvitaminosi. Come se non bastasse, la vitamina B1 manifesta una fortissima sensibilità ad alcuni additivi, i solfiti, che sono agenti conservanti utili a prevenire l'ossidazione delle derrate. Sono solfiti: anidride solforosa, bisolfito di potassio e bisolfito di sodio, tutti utilizzati nella preparazione del vino (oggetto d'abuso nell'alcolismo) o in quella della fruta disidratata. E' anche opportuno ricordare che l'alcolismo provoca un malassorbimento cronico intestinale che, legato a quanto riportato sopra, determina una carenza pressoché inevitabile di vitamina B1 nei soggetti affetti da etilismo cronico.

Inoltre...


Per l'alcolista la vitamina B1 è ancor più importante rispetto al soggetto sano; essa, negli epatociti, è coinvolta direttamente nei processi di metabolizzazione e smaltimento dell'alcol; non a caso, nella clinica, per ridurre l'alcolemia in episodi acuti, si utilizzano iniezioni fino a 300-600mg/die di vitamina B1 o di insulina (che, nonostante abbia la capacità di accelerare fino al 25% lo smaltimento dell'alcol etilico, presenta troppi effetti collaterali per essere utilizzata a dosi massiccie). Durante la disintossicazione è utile l'impiego di metadoxina (che favorisce il rilascio di GABA come antagonista del glutammato, molecola forse responsabile delle manifestazioni da astinenza da alcol).

La terapia dell'Encefalopatia di Wernicke è costituita da iniezioni endovena (fino a 100mg) di vitamina B1 per diversi giorni, rinforzata ulteriormente da assunzioni orali di circa 50mg.


Bibliografia:

  • Inotssicazioni acute:veleni, farmaci e droghe - K. R. Olson, T. D. Puppa, M. Ballestrierio - Springer - pag 171
  • Trattato completo degli abusi e delle dipendenze - U. Nizzoli, M. Pissacroia - Piccin - pag 989; 1265.


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