Surimi

Il surimi è una preparazione culinaria facente parte della tradizione nazionale nipponica. In origine, prima della sua commercializzazione su larga scala, il surimi veniva prodotto in maniera semplice ed espressa, pertanto, si distingueva per la ridotta conservabilità. Surimi

La ricetta originaria giapponese per la preparazione del surimi è molto semplice: si tratta di un "battuto" (tritato a coltello) di polpa di merluzzo nordico Pollack cotto in acqua bollente (lessato), spianato e successivamente corretto di sapore.




Surimi industriale

Per quanto (agli albori) il surimi potesse apparire un piatto nutrizionalmente di buona qualità, il relativo (ed attuale) surrogato "industriale" non pare somigliargli nemmeno lontanamente.
Il "surimi conservato in scatola" è un alimento fortemente artefatto, manipolato e ricco di additivi; si presenta sotto forma di "bastoncini" color arancione, presenta un gusto somigliante al granchio o al gambero, e si produce componendo un impasto omogeneo successivamente spianato (quindi steso come fosse una sfoglia), arrotolato su se stesso e tagliato nelle varie pezzature.

Ingredienti del surimi industriale

Di certo, mangiando un surimi, i gentili lettori si saranno già chiesti (in caso contrario, sarebbe il caso di farlo!): "chissà come lo fanno?... gli ingredienti saranno di certo tutti scarti di lavorazione!"...


ESATTO!


Il surimi, così come lo conosciamo oggi, pur essendo un alimento al sapore di crostacei viene prodotto a partire dalla polpa di pesce (pinnuto, ovviamente); vengono utilizzati prevalentemente ritagli e rimanenze di lavorazione di alcune specie ittiche, tra le quali: merluzzo, carpa asiatica, alcuni nemipteri (vagamente somiglianti alle triglie), suro e sgombro.
Nulla di grave; è risaputo che, dal punto di vista nutrizionale, tra i prodotti della pesca è più consigliabile consumare pesce che crostacei. Tuttavia, nel surimi industriale la percentuale di polpa di pesce si riduce ad un misero 30-40%... ed il rimanente 60-70% da cosa è costituito?
Una volta cotti e macinati i ritagli, si procede con l'amalgamazione e l'addizione dell'impasto surimi; gli altri ingredienti sono: le farine amidacee (ad esempio la fecola di patate), l'albume d'uovo, l'olio di colza o di palma e le spezie. Le farine e l'albume, utilizzati per la relativa capacità "legante", consentono di aumentare la consistenza dell'impasto che dovrà essere steso (come un foglio), arrotolato e sporzionato.
Tra gli additivi impiegati nell'impasto del surimi industriale troviamo: addensanti, esaltatori di sapidità (glutammato monosodico) ed aromi (di granchio, di gambero, di salmone affumicato, di molluschi vari).

Considerazioni nutrizionali

Dando uno sguardo agli ingredienti utilizzati per la preparazione del surimi, salta rapidamente all'occhio che non si tratta assolutamente del prodotto che si intendeva acquistare.

Valori nutrizionali

Surimi - Valori Nutrizionali
Energia 99,0kcal
Proteine 15,2 g
Grassi 0,9 g
Carboidrati 6,9 g

Minerali (presenti in quantità rilevanti):

Sodio 143 mg
Fosforo 282 mg
Potassio 112 mg

Vitamine (presenti in quantità rilevanti):

Nessuna!

In breve, è possibile affermare che il surimi sia un alimento dal contenuto calorico moderato; la quota lipidica è quasi insignificante ma comunque derivante anche da oli di palma e di colza (noti per la scarsa qualità nutrizionale). Inoltre (considerando che si tratta di un prodotto di origine animale) l'ammontare proteico non risulta particolarmente elevato, mentre i carboidrati derivanti dalle farine amidacee occupano un 30% dell'energia complessiva.
Il surimi non è un alimento ipercalorico o iperlipidico, ma ciò non significa che sia un prodotto di buona qualità; osservano il profilo dei sali e delle vitamine ci si rende conto che si tratta di un alimento pressoché "vuoto", quindi povero in molecole essenziali, che però mostra un quantitativo di sodio che lo rende inadatto all'alimentazione dell'iperteso (malato di ipertensione arteriosa).
Concludendo, utilizzare surimi come pietanza sostitutiva del pesce non è una scelta particolarmente vantaggiosa in quanto le caratteristiche nutrizionali non sono buone ed il costo è pari o maggiore a quello di numerose specie ittiche oggettivamente preferibili.



Ultima modifica dell'articolo: 15/06/2016