Spremute di frutta, succhi di frutta o frutta intera?

Introduzione

In alimentazione, la frutta rappresenta un insieme di alimenti vegetali, dolci e ricchi di: acqua, sali minerali, vitamine; tuttavia, la definizione corretta di "frutto" è:

"il risultato della fecondazione dell'ovaio della pianta avente la funzione di conferire protezione, nutrimento e mezzo di diffusione al seme o ai semi in esso contenuto/i"

il che lascia trapelare una visione ben più ampia del concetto popolare di frutta. Succhi di frutta e spremuteRispettando la suddetta definizione "botanica", sono da considerare frutti quelli semplici (secchi, come i legumi e il castagno, o carnosi, come l'uva, l'oliva, la zucca, la noce, il melograno, il cacao, la noce moscata, il cetriolo, la banana, il pomodoro ecc.), quelli aggregati (polidrupa, come la mora, conocarpo come la fragola) e le infruttiscenze (sorosio, come l'ananas, e i siconio, come il fico).
Il lettore non si lasci impressionare dalla difficoltà semantica e dalla specificità etimologica dell'introduzione; di seguito tratteremo SOLO la frutta ordinaria, ovvero quella carnosa, dalla quale è anche possibile estrarre una spremuta o il succo industriale... d'altro canto, si spera che NESSUNO tenti di spremere delle castagne o dei fagioli per estrarne il succo!

Spremute, cosa sono?

Le spremute di frutta sono il risultato della "spremitura meccanica" della frutta intera, ma non tutta; nello specifico, si intende l'estrazione liquida dell'endocarpo degli esperidi, i frutti degli agrumi. Possono essere spremuti efficacemente: arancia, limone, pompelmo, lime, bergamotto, clementina, mandarino, mandarancio, chinotto, cedro ecc. Le spremute contengono elevatissime quantità d'acqua, di zuccheri, di sali minerali e di vitamine; inoltre, qualora nella spremuta venga conservata la porzione carnosa dell'endocarpo, essa conterrà una maggior quantità di fibra solubile, di lipidi insaturi e essenziali e qualche proteina a basso valore biologico.




Succhi di frutta, cosa sono?

I succhi di frutta sono bibite analcoliche non gassate e confezionate in bottigliette, largamente prodotte e distribuite dall'industria alimentare; è anche possibile produrre succhi di frutta a livello casalingo, ma in base alle stime di consumo, nell'alimentazione italiana essi rivestono un ruolo pressoché marginale.
In genere, i succhi di frutta sono preparati con ingredienti quali: acqua potabile o minerale naturale, succo propriamente detto della frutta o estratti di frutta, essenze naturali, saccarosio, acido citrico e/o tartarico.
I succhi di frutta hanno un residuo secco pari o superiore al 10% e il relativo contenuto di succo naturale non può scendere sotto il 12%; si tratta di bevande con un potere energetico abbastanza elevato, ma la composizione nutrizionale DIPENDE essenzialmente dal TIPO di succo di frutta. Sono succhi di frutta differenti tra loro quelli ottenuti da frutta intera diversa e: con polpa o senza polpa, con o senza zuccheri aggiunti (al naturale), con o senza vitamine (A-C-E) e sali minerali aggiunti ecc.

La frutta intera è meglio delle spremute e dei succhi di frutta?

Ovviamente si! Qualsiasi alimento grezzo è consigliabile rispetto alla sua forma raffinata, lavorata o conservata.
La frutta fresca, intera e NON privata della buccia (se commestibile e senza tracce di trattamenti antiparassitari), rappresenta una fonte nutrizionale veramente molto importante per l'alimentazione umana. Essa apporta quantità elevatissime di acqua e sali minerali ALCALINIZZANTI (potassio-K e magnesio-Mg) responsabili del miglioramento del PRAL dietetico; inoltre, la frutta intera rappresenta una delle 4 fonti primarie di fibra alimentare, quota utile o addirittura essenziale per la regolazione del transito intestinale (in base alla soggettività). La frutta fresca contiene molte vitamine, soprattutto del tipo β-carotene (gruppo A) e acido ascorbico (vit. C); non mancano anche tracce più o meno consistenti di vitamine E, K e del gruppo B.
Dal punto di vista energetico, di frutta intera ce n'è per tutti i gusti! Ciò significa che, in base alla pianta di derivazione, la frutta intera può essere poco calorica o molto calorica, a prevalenza di glucidi o lipidi, adattandosi di conseguenza alle necessità specifiche. La maggior parte della frutta intera polposa consumata in Italia è a prevalenza zuccherina, con apporti energetici che oscillano dalle 30kcal/100g dell'anguria alle 69kcal/100g dell'uva (escludiamo dall'elenco i limoni 11kcal/100g, che raramente vengono consumati da soli come frutta). Il carboidrato TIPICO della frutta intera polposa è il fruttosio, un monosaccaride a basso indice glicemico altamente consigliato (piuttosto del glucosio o delle maltodestrine) nella modulazione della risposta insulinica per i diabetici; con quest'affermazione NON si intende di dover sostituire TUTTI gli alimenti a base di glucosio (o suoi polimeri) con la frutta, ma che essa (pur essendo zuccherina) rappresenta una fonte energetica caratterizzata da un impatto metabolico migliore di molti altri alimenti lavorati e raffinati.
Nel mercato italiano sono anche presenti frutti di importazione, più o meno consumati e conosciuti; essi spaziano dalla ben nota banana (66kcal/100g), all'avocado (essenzialmente lipidico-saturo, con 231 kcal/100g) o al cocco (anch'esso fondamentalmente lipidico ma con acidi grassi a catena media, con 351kcal/100g), ecc.
La frutta intera è un gruppo di alimenti che si presta moltissimo ANCHE al sostenimento delle performance atletiche, poiché facile da trasportare (ad esempio per i ciclisti o per i maratoneti) e ben digeribile; inoltre, permette: la reidratazione efficace, la reintegrazione di sali minerali e il supplemento energetico del fruttosio.
NB. Ovviamente, anche la frutta intera, se introdotta in eccesso (>600-800gg/die per un sedentario), può essere responsabile dell'aumento del peso corporeo.

Quali sono gli svantaggi del sostituire le spremute o succhi di frutta alla frutta intera?

Iniziamo col precisare che le spremute sono derivati della frutta intera assolutamente genuini; l'unica differenza che li separa dal prodotto iniziale è la quantità di fibra e poche altre componenti solide (proteine e qualche lipide); pertanto NON le definirei INAPPROPRIATE, bensì secondarie alla scelta di frutta intera.
Al seguito, POTREMMO ben tollerare anche i succhi di frutta naturali o senza zuccheri aggiunti (ben accetti anche quelli integrati di antiossidanti); essi, a differenza delle spremute, sono SEMPRE sottoposti a lavorazioni industriali di packaging e incremento della conservabilità (trattamento termico e aggiunta di conservanti), oltre che alla correzione dell'acidità, dell'aroma e del gusto. Non sono bevande particolarmente obsolete, anche se sarebbe buona norma limitarle al consumo una tantum e pertanto NON possono definirsi sostituti della frutta intera.
Concludiamo parlando dei succhi di frutta addizionati in zucchero, ovvero quelli più comuni; essi, pur contendo spesso una buona porzione di polpa, sono estremamente calorici (addirittura più delle bevande tipo cola o simili) e non preservano (se non addizionati) contenuti vitaminici degni di nota.
I succhi di frutta zuccherati NON possono assolutamente sostituire il consumo di frutta fresca intera in quanto risultano: più calorici, meno nutrienti, poco sazianti e con un indice glicemico-insulinico maggiore.



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Ultima modifica dell'articolo: 07/03/2016