Soglia Lattacida

Soglia lattacida: definizione e test per misurarla

Per soglia lattacida si intende il momento della prestazione fisica, o il punto grafico di un test, in cui il metabolismo anaerobico lattacido interviene massivamente in sostegno di quello aerobico; tale condizione determina una produzione di lattato superiore alla capacità di smaltimento muscolare e sistemico (>3,9 mmol/l).

La soglia lattacida è anche meglio definita soglia anaerobica.

La soglia lattacida si correla alla capacità di sostenere un esercizio prolungato; lo sforzo praticato sopra o sotto la soglia include una differenza essenziale dell'impegno metabolico. Sotto la soglia lattacida, i muscoli coinvolti nell'esecuzione del gesto atletico mantengono un'attivazione aerobica costante ed un impegno anaerobico lattacido persistente MA BLANDO.
Per chiarire l'andamento dell'acido lattico durante uno sforzo incrementale è indispensabile avere sott'occhio uno o due grafici che mostrino l'attività cardiaca e la concentrazione di lattato nel sangue. Questi valori si possono ottenere mediante l'esecuzione di:

Soglia Lattacida nel Test Conconi

Immagine di un test Conconi in cui è possibile notare la classica deflessione della linea retta che mette in relazione frequenza cardiaca e l'intensità di esercizio. Proprio nel punto di deflessione si individua la soglia lattacida.

Purtroppo, in molti soggetti l'andamento della frequenza cardiaca in funzione dell'intensità d'esercizio non permette di identificare un punto di deflessione; per questo motivo, molti fisiologi dell'esercizio preferiscono misurare la quantità di lattato nel sangue ad intervalli di tempo prestabiliti durante un test incrementale simile a quello previsto dal test Conconi (vedi immagine sottostante).

Soglia Aerobica

Perché è importante determinare la soglia lattacida?

Rilevare la soglia lattacida assume un'importanza fondamentale sia nell'atleta che nel soggetto che pratica sport-terapia (contro ipertensione, diabete, obesità, dislipidemie, sindrome metabolica, ecc).

  • Nell'atleta di endurance (gare di fondo lungo) la soglia lattacida rappresenta il limite massimo oltre il quale NON è possibile incrementare lo sforzo SENZA che il lattato si accumuli ed incida negativamente sulla contrazione muscolare; correre, nuotare, pedalare, vogare, pagaiare in soglia lattacida consente di allenare appieno il metabolismo aerobico innalzando tale capacità ed avvicinandola il più possibile al massimo consumo d'ossigeno o potenza aerobica (PA: parametro misurabile attraverso la rilevazione del VO2max - consumo di ml O2/minuto). Tale modificazione fisiologica determina un incremento prestativo diretto al quale tuttavia si correla un secondo fattore limitante, la capacità aerobica; per essere chiari, lo sforzo in soglia lattacida prevede la combustione energetica di una miscela prevalentemente composta da glicogeno muscolare, che è contenuto nelle miofibrille in quantità LIMITATA. "L'AUTONOMIA" prestativa in soglia lattacida dipende dalla consistenza delle scorte di glicogeno ed al potenziale di smaltimento dell'acido lattico prodotto (quasi 4 mmol/l), e si definisce CAPACITA' AEROBICA. Inoltre, alzando la soglia lattacida si aumenta anche la soglia aerobica (SAE), la quale rappresenta il livello di intensità ideale (circa 2mmol/l di acido lattico) nelle gare che raggiungono le due ore di durata (gare di fondo lunghissimo) e che prevede la combustione di una miscela contenente una percentuale di acidi grassi maggiore rispetto alla soglia lattacida; svolgere attività in SAE non necessita una particolare capacità di smaltimento del lattato e la durata dello sforzo dipende soprattutto dall'importanza delle scorte di glicogeno muscolare, dell'idratazione e dall'omeostasi idrosalina. Tale capacità è meglio definita RESISTENZA AEROBICA. Per quel che concerne l'importanza della soglia lattacida nel mezzofondo, pare che rivesta un ruolo meno importante rispetto al fondo lungo e lunghissimo; infatti, per quanto sia appurato che il metabolismo aerobico entri in gioco anche negli ultimi istanti di una gara relativamente breve come i 400m piani, lo sviluppo di una maggiore soglia lattacida DEVE lasciar spazio alla ricerca della massima POTENZA LATTACIDA. Ad ogni modo, più il mezzofondo si avvicina ai tempi ed alle distanze del fondo, maggiore sarà l'importanza della soglia lattacida.
  • Nel soggetto che pratica sport-terapia o semplicemente attività fisica, determinare la soglia lattacida è molto importante ma anche MOLTO COMPLESSO. Se per un atleta svolgere un test incrementale è semplice routine, per una persona comune si potrebbero manifestare alcune complicazioni:
    • NON IDONEITA' alla pratica di esercizi ad elevatissima intensità (compromissioni cardiache, articolari, respiratorie ecc)
    • Remissione o motivazione insufficiente
    • Livello di allenamento insufficiente

Per quanto possa sembrare facile, lo svolgimento di un test incrementale non sempre porta a risultati palesi come quelli esposti nei grafici degli atleti di elite. Spesso, il livello di allenamento di un soggetto sedentario è talmente basso da coinvolgere il metabolismo lattacido anche a bassissime intensità, rendendo impossibile l'identificazione dei punti di soglia lattacida e SAE.
Per rendere meglio l'idea, è possibile definire che:

  • se per un atleta di elite, la soglia lattacida si attesta circa all'85% del VO2max (quasi sovrapponibile alla frequenza cardiaca massima), per un sedentario l'accumulo di acido lattico > 3,9 mmol/l può manifestarsi ad un livello di esercizio pari al 50-55% del VO2max.

Svolgere un test incrementale (come il test Conconi) su un soggetto sedentario, oltre ad essere rischioso per l'impegno cardiaco eccessivo, nella maggior parte dei casi fornirebbe valori confusi e poco significativi. In una situazione simile è molto più corretto procedere con l'avviamento TRADIZIONALMENTE GRADUALE all'esercizio, fino al raggiungimento di una buona forma fisica. Questa si potrebbe identificare nella capacità di svolgere attività fisica protratta per 45-60' ad almeno il 60-70% della frequenza cardiaca massima (FCmax); un iter del genere potrebbe durare anche un paio d'anni.

Controindicazioni nell'allenamento sotto e/o sopra la soglia lattacida

Consapevoli del fatto che l'allenamento va stabilito sulla base degli obbiettivi specifici, ricordiamo che allenarsi in soglia lattacida determina un potenziamento del metabolismo aerobico con relativo incremento della velocità di gara grazie ad alcune modificazioni anatomiche, funzionali ed enzimatiche.
A tal proposito ricordiamo che, se è vero che per un atleta di endurance allenarsi troppo sotto-soglia lattacida determina, non solo uno stallo della stessa, ma addirittura un abbassamento del valore di deflessione (VD - sinonimo di soglia lattacida), è altrettanto vero che, come anticipato, per un mezzofondista (soprattutto breve) impegnarsi troppo nell'innalzamento della soglia lattacida potrebbe rivelarsi una scelta infruttuosa.
Concludiamo ricordando che l'allenamento in soglia lattacida si stabilisce in relazione alle pulsazioni cardiache ed è facilmente gestibile con intensità che oscillano tra il 3% sotto ed il 3% sopra il VD, applicabili a tabelle di ripetute, variazioni di ritmo o distanze prolungate.



Ultima modifica dell'articolo: 16/06/2016