Semi di Chia

I semi di chia sono i frutti prodotti da una pianta appartenente alla famiglia Lamiaceae, Genere Salvia, specie hispanica; la nomenclatura binomia della chia è dunque Salvia hispanica.


Semi di ChiaIn realtà, per chia si possono intendere varie piante ben distinte, ma appartenenti allo stesso Genere; oltre alla suddetta S. hispanica, si evincono ad esempio la S. columbariae e la S. lavandulifolia. A scanso di equivoci, la columbariae è anche conosciuta come "Golden Chia", mentre la lavandulifolia (in merito alla sua forte somiglianza) è spesso coltivata e venduta al posto della hispanica (una sorta di frode).

La composizione chimica dei vari semi non è poi tanto differente tra le piante; ciò nonostante, la diffusione della golden non eguaglia quella della "chia originale".


La chia, è una pianta originaria dell'America Centrale; per la precisione, è originaria del Guatemala e della porzione centro-meridionale della penisola messicana.
La chia appartiene alla stessa famiglia della menta, della melissa, della cedronella, della santoreggia, della lavanda, del rosmarino, del timo, della maggiorana ecc. organismi con i quali si accomuna per la spiccata capacità aromatica.


Curiosità: Il sostantivo "chia" deriva dal termine Nahuatl "chian", che significa "oleoso".

L'attuale stato Messicano del Chiapas ha ricevuto questo nome proprio dalla dicitura Nahuatl "acqua di chia" o "fiume di chia".

Cenni Botanici sulla Chia

La chia è una pianta erbacea a ciclo annuale. Cresce fino a 1,75m di altezza, ha foglie opposte lunghe 4-8cm a maturità per 3-5cm di larghezza; produce fiori viola o bianchi che si raggruppano in grappoli (racemi) posti al vertice dello stelo.

La chia produce dei piccoli semi di forma ovale, con un diametro di circa 1mm e un colore variabile dal marrone screziato di grigio, al bianco e nero.

Chia: i Semi

Ad oggi, la chia viene coltivata soprattutto per i suoi semi. Questi rappresentano infatti un alimento ricchissimo di "grassi buoni", noti soprattutto per il loro potenziale nutraceutico e fitoterapico (alla stregua di vere e proprie molecole farmacologiche).
La produzione della chia è dunque abbastanza interessante su più fronti: dal punto di vista nutrizionale per i consumatori, e dal puto di vista economico per i commercianti. Dai semi della chia è possibile estrarre fino al 25-30% di olio, che tutto sommato rappresenta un'ottima resa; basti pensare che, in maniera piuttosto variabile, dalle olive si ottiene circa il 10-20% di liquido lipidico (del quale solo il 9% andrebbe a costituire il ben noto extra vergine).
Pianta ChiaLa composizione dei semi è, logicamente, di tipo promiscuo; gran parte (circa il 70% del totale, rimanente dall'estrazione della porzione grassa) ha caratteristiche idrosolubili e possiede un'ottima capacità di idratazione (12 volte il suo peso a secco). Non a caso, in diluizione, i semi di chia sviluppano un composto gelatinoso che si presta alla formulazione delle note bevande tipicamente mucillaginose.
Il profilo nutrizionale pare curiosamente simile a quello di molti altri semi commestibili ben più diffusi in Italia, come i semi di sesamo e quelli di lino; ciò nonostante, nel Bel Paese, i frutti della chia rappresentano ad oggi un prodotto obsoleto, recentemente rivalorizzato dal diffondersi degli stili alimentari vegani e macrobiotici.
Nel 2009, l'Unione Europea ha integrato i semi di chia tra i prodotti alimentari, permettendo così il loro utilizzo in porzione uguale o superiore al 5% anche nella formulazione del pane.

Aspetti Chimici e Nutrizionali

Come anticipato, dai semi di chia è possibile estrarre fino al 25-30% di olio. Di questo, il 55% è rappresentato da acidi grassi del gruppo omega 3 (soprattutto acido α-linolenico o ALA), il 18% da omega 6, il 6% da omega 9 e il 10% da vari acidi grassi saturi.

Composizione per: 100g di Semi di Chia ESSICCATI
Semi di Chia - Valori nutrizionali

Valori nutrizionali (per 100 g di parte edibile)

Parte edibile

100%

Acqua

4.90g

Proteine

19.9g

Amminoacidi prevalenti

-

Amminoacido limitante

-

Lipidi TOT

15.62g

Acidi grassi saturi

3.18g

Acidi grassi monoinsaturi

2.12g

Acidi grassi polinsaturi

23.34g

Colesterolo

0.0mg

Carboidrati TOT

43.85g

Amido

43.85g

Zuccheri solubili

0.0g

Alcol etilico

0.0g

Fibra alimentare

37.7g

Fibra solubile

- g

Fibra insolubile

- g

Energia

490.0kcal

Sodio

19.0mg

Potassio

160.0mg

Ferro

0.0mg

Calcio

631.0mg

Fosforo

948.0mg

Tiamina

0.00mg

Riboflavina

0.00mg

Niacina

0.00mg

Vitamina A (RAE)

0.00µg

Vitamina C

0.00mg

Vitamina E

0.00mg

Oltre che per l'eccellente porzione lipidica, i semi di chia sono utilizzati per l'estrazione di fibra solubile.
Secondo l'USDA (United States Department of Agricolture), 28g di chia (una porzione) contengono 9g di lipidi, 5mg di sodio, 11g di fibra alimentare, 4g di proteine, fino al 18% della porzione raccomandata di calcio, il 27% di quella di fosforo e addirittura il 30% del manganese.
In tabella sono ripostati i valori dei "Semi di chia ESSICCATI" e non di quelli freschi, poiché in Italia sarebbero impossibili da reperire.

Ricerca e Risvolti Salutistici

Nonostante gli studi preliminari sull'impatto metabolico umano dei semi di chia abbiano indicato potenziali benefici sulla salute, l'insieme dei lavori effettuati in merito sembra ad oggi piuttosto incompleto o inconcludente.
Tra queste richerche, degno di nota è uno "studio pilota" che ha osservato le reazioni dell'organismo ad un'assunzione di 25g giornalieri di semi di chia macinati rispetto a quelli interi. Si sono riscontrati maggiori incrementi della concentrazione sanguigna di acido α-linolenico e acido eicosapentaenoico ("grassi buoni", ovvero omega 3 considerati cardio-protettivi). Tuttavia, non si sono manifestati effetti significativi sui marcatori dell'infiammazione sistemica e sugli altri fattori di rischio delle malattie metaboliche con potenziale compromissione cardio-vascolare.
E' anche importante sottolineare che, proprio in virtù dell'elevata concentrazione di acidi grassi omega 3, i semi di chia possono causare delle sgradevoli interazioni farmacologiche. Si è evidenziato principalmente l'aumento del potenziale di sanguinamento nei soggetti che assumono molecole anti-coagulanti e fluidificanti; in concomitanza di tali circostanze, si suggerisce di moderare sensibilmente il consumo alimentare di semi di chia.
NB. Ad oggi non si possiedono dati specifici sulla sicurezza del consumo di semi di chia in gravidanza e allattamento.

Utilizzo Gastronomico

I semi di chia, utilizzati interi, possono costituire un ingrediente alternativo alla preparazione di varie ricette. Oltre all'olio, anche la farina ottenuta dalla macinazione della porzione secca può svolgere un ruolo importante all'interno di varie ricette. Ad esempio, la farina di chia è utile nella formulazione di certi prodotti da forno (come il pane e i derivati), contribuendo ad aumentarne la quantità di fibra solubile, a diminuirne l'apporto energetico nonché a moderarne l'indice glicemico.
I semi interi, anch'essi addizionabili ai prodotti da forno, sono ottimi pure all'interno di frullati dietetici, nelle misticanze di granaglie per la prima colazione, nelle barrette dietetiche e pasti sostitutivi, tuffati nello yogurt come spuntino ecc.
Oggi, il gel ricavato dai semi di chia (più precisamente dalla farina) svolge un ruolo parecchio importante nella preparazione casalinga di ricette dietetiche. Questo prodotto ha caratteristiche leganti, gelificanti ed emulsionanti, tanto da poter sostituire fino al 25% del contenuto in olio e uova all'interno di alcune torte; ovviamente, il vantaggio nutrizionale è tutt'altro che trascurabile grazie a:

Pizza senza glutine con semi di chia



Cenni Storici

Trattandosi di una pianta centro americana, la diffusione della chia in tutti gli altri continenti è da attribuire all'importazione/esportazione commerciale.
Alcuni reperti risalenti al XVI secolo d.C., più precisamente riferiti al Codice Mendoza, dimostrano chiaramente che la chia costituiva una cultivar azteca già in età pre-colombiana. Per questi popoli, la chia assumeva un ruolo alimentare pressoché insostituibile, tanto che gli storici contemporanei sono giunti alla conclusione che risultasse importante tanto quanto il mais.
Ancora oggi, la chia è largamente diffusa in Messico, Paraguay, Bolivia, Argentina e Guatemala come materia prima alimentare ed ingrediente principale nella formulazione di bevande tipiche. Varie coltivazioni sono localizzate anche in Ecuador, Nicaragua e Australia (nel 2008, quest'ultima è risultata primatista nella produzione dei relativi semi).



Ultima modifica dell'articolo: 12/03/2016