Semi di Canapa

Generalità sui semi di canapa

I semi di canapa sono alimenti vegetali tipici orientali (ad es. dell'India) e della Russia. Da sempre considerati un prodotto "povero", i semi di canapa sono stati recentemente rivalutati, soprattutto nell'alimentazione vegana, al punto che oggi, in virtù delle loro proprietà nutrizionali, sono considerati alla stregua di un vero e proprio integratore alimentare.
Semi di CanapaI semi di canapa possono essere consumati: integrali o decorticati, crudi o cotti, interi o sfarinati, come olio o sotto forma di altri prodotti elaborati.

Cenni di classificazione della canapa - da quale pianta si ricavano i semi eduli?

La classificazione botanica della canapa è stata per lungo tempo oggetto di controversie; un tempo si riteneva che ne esistessero numerose Specie, oggi invece si tendono a considerare le variazioni morfologiche come segni tipici delle Sottospecie o delle varietà.
Per canapa, si intende una pianta appartenente ad un gruppo botanico della famiglia Cannabaceae, Genere Cannabis; da qui, la differenziazione delle varie tipologie di canapa risulta più complessa e, in base al metodo di classificazione, se ne possono distinguere Specie e/o Sottospecie e/o varietà. Probabilmente, la classificazione più attendibile si basa sull'inquadramento di una sola Specie (Cannabissativa) e la conseguente differenziazione in moltissime varietà (erratica, doetes, lupulus, macrosperma, gigantea, excelsa, compressa, sinensis). Solo quella indiana (nomenclatura binomiale: Cannabis indica) "potrebbe" essere considerata una Specie differente dalla Cannabis sativa.
La canapa indiana, non coltivabile in Italia, è nota per le sue proprietà stupefacenti e, intera o lavorata, costituisce un prodotto narcotico proibito dalla legislazione italiana, e non solo, per l'uso voluttuario. Nella porzione oleosa dei germogli, delle foglie, dei semi e dei fiori, la canapa indiana contiene alcune molecole psicotrope/psicoattive nervine conosciute col termine di fitocannabinoidi (ad es. THCA), invece assenti in quantità rilevanti nella Specie sativa e/o nelle altre varietà.
La canapa sativa è utilizzata per la produzione di tessuti, di olio o di mangimi, ed è stata sperimentata per un eventuale impiego nel settore dei biocombustibili. Quella che si presta maggiormente alla produzione di semi (quindi, anche di olio e mangimi) è una varietà "nana"; al contrario, la canapa più indicata alla produzione tessile è quella definita "gigante".

Semi di canapa in alimentazione

I semi di canapa possono essere impiegati come fossero un alimento intermedio tra la categoria della frutta secca (acheni) e quella dei cereali. Come frumento, orzo, avena ecc., i semi di canapa si possono consumare da soli (decorticati o integrali) ed il loro utilizzo è previsto in diverse ricette (soprattutto "etniche") appartenenti a: primi piatti, insalate, piatti unici ecc.
Dai semi di canapa, per mezzo della "spremitura" a freddo, si ricava un olio vegetale dal gusto che ricorda vagamente quello di nocciola; questo olio, particolarmente soggetto ad irrancidimento, dev'essere conservato in frigorifero.


Vedi articolo di approfondimento sull'olio di semi di canapa


Ciò che avanza dall'estrazione costituisce un buon substrato per la produzione di sfarinati o mangimi.


Vedi articolo di approfondimento sulla farina di semi di canapa


I semi di canapa possono essere impiegati anche nella formulazione di prodotti elaborati come il tofu (hemp-fu), il seitan o alcune bevande.




Aspetti nutrizionali dei semi di canapa

Nell'alimentazione occidentale, i semi di canapa rappresentano un prodotto definito come "obsoleto"; ciò non è tanto imputabile al gusto (di certo singolare), quanto alla natura del cibo in essere. Tuttavia, i semi di canapa sono un alimento particolarmente ricco di nutrienti utili all'organismo e possono rendersi molto utili soprattutto nel contesto di vari tipi di regime alimentare.
Il contenuto nutrizionale dei semi di canapa è simile a quello degli acheni. L'apporto calorico è conferito soprattutto dai lipidi, ma anche la frazione proteica pare abbastanza rilevante; i carboidrati sono essenzialmente di tipo complesso.
Gli acidi grassi (circa 35% del peso), contenuti nei semi di canapa, sono prevalentemente polinsaturi (2/3 del totale); inoltre, la quota di lipidi "essenziali" (ω‰3 e ω6) e vitamina E risulta a dir poco notevole. Oltre al consumo di semi di canapa interi, anche la scelta del relativo olio (da consumare a crudo nei condimenti) potrebbe contribuire ad aumentare l'apporto giornaliero di questi nutrienti. Grazie alla presenza di ω‰3 ed ω‰6, i semi di canapa e l'olio dei semi di canapa potrebbero rivelarsi utili nella strutturazione delle diete contro il colesterolo alto, contro l'ipertrigliceridemia, contro l'ipertensione e contro l'infiammazione sistemica responsabile dell'aterosclerosi.
In merito alle proteine, differentemente alla maggior parte dei vegetali, oltre ad essere abbondanti (≥20% del peso) possiedono un buon valore biologico. Questo aspetto è particolarmente importante poiché una delle caratteristiche più controverse del regime alimentare vegano è proprio la carenza (o il rapporto inadeguato) di amminoacidi essenziali.
Le fibre contenute nei semi di canapa sono abbondanti e lo sono ancor di più nei semi NON decorticati, quindi integrali. Questa componente nutrizionale è molto utile per il corretto funzionamento dell'intestino, per la regolazione dell'assorbimento e per la prevenzione dei tumori del colon.
I semi di canapa contengono anche un buon profilo vitaminico, sebbene non si conoscano informazioni dettagliate sulle quantità precise.



Ultima modifica dell'articolo: 31/12/2015