Ridurre il Colesterolo con la Dieta

Il colesterolo contenuto nella dieta rappresenta circa 1/3 del colesterolo ematico totale. Negli alimenti, il contenuto di colesterolo è valutato in maniera complessiva, senza badare che sia esterificato, non esterificato o legato ad una lipoproteina; al contrario, nel nostro organismo ciò che influisce maggiormente sullo stato di salute è il suo METABOLISMO, ovvero la quantità e la natura chimica delle lipoproteine di trasporto del colesterolo:


Ridurre il colesterolo con la dietaTIPI DI LIPOPROTEINE: Chilomicroni, Very Low Density Lipoprotein (VLDL), Intermediate Density Lipoprotein (IDL o remnant), LDL (Low Density Lipoprotein) e Hight Density Lipoprotein (HDL).


Le lipoproteine HDL sono responsabili del trasporto del colesterolo dalle periferie al fegato, assolvendo una funzione di protezione aterosclerotica; al contrario, le LDL trasportano il colesterolo dal fegato ai tessuti e la loro permanenza sanguigna favorisce il deposito dei grassi nelle arterie predisponendo all'aterosclerosi.


LIMITI EMATICI DELLE LIPOPROTEINE: Colesterolo Totale < 200 mg/dL - LDL < 130 mg/dL - HDL uomo >40 mg/dL - HDL donna >50 mg/dL
RAPPORTO OTTIMALE LDL/HDL = < 3


Prescindendo da genetica e familiarità, un soggetto che presenta colesterolo totale elevato o rapporto LDL/HDL non ottimale, prima di avviare una terapia farmacologica, deve necessariamente intervenire rapidamente sulla dieta.


Il colesterolo è un lipide contenuto negli alimenti di origine animale; i cibi che ne contengono di più appartengono alla categoria

Oltre alla quantità di colesterolo totale, contribuiscono in maniera decisiva all'incremento della colesterolemia totale (ed LDL) i grassi saturi ed i grassi idrogenati (trans-). Ciò avviene a causa della loro influenza negativa sull'espressione dei recettori di captazione delle LDL, le quali tendono conseguentemente ad accumularsi. Al contrario, la prevalenza nella dieta di acidi grassi insaturi-polinsaturi (ma anche dell'acido monoinsaturo omega 9/oleico) favorisce la rimozione delle LDL ed incrementa la frazione di HDL.

  • Ciò si traduce nella necessità di
    • limitare il consumo di grassi animali (come il burro, lo strutto, i tagli di carne più ricchi di grasso, ed i formaggi)
    • ridurre al minimo il consumo di grassi vegetali idrogenati (contenuti in molte margarine e prodotti che le contengono, come quelli di pasticceria)
    • preferire l'uso di condimenti vegetali crudi, come l'olio di oliva (da evitare l'olio di palma e di palmisti), e consumare almeno tre porzioni di pesce alla settimana.

Uno dei fattori individuali che influisce sensibilmente sulla colesterolemia è rappresentato dal rapporto tra colesterolo escreto con la bile e quello assorbito/riassorbito dall'intestino. Il colesterolo dietetico è contenuto in cibi grassi di origine animale; i lipidi alimentari, per essere digeriti ed assorbiti, devono subire l'emulsione ad opera della bile. L'agente emulsionante della bile è composto in buona parte da colesterolo derivante dal circolo ematico. Nel tubo digerente, una parte di questa emulsione lipidica (alimentare + biliare) viene riassorbita ed il colesterolo con essa; la capacità intestinale di riassorbire il colesterolo determina uno dei fattori soggettivi che incidono sulla colesterolemia.
Questo processo può anche essere modificato con l'alimentazione; alcune componenti dietetiche, come la fibra alimentare solubile (contenuta soprattutto negli ortaggi e nella frutta), i fitosteroli (steroli vegetali) e la lecitina (contenuta soprattutto nei legumi), hanno la capacità di gelificare le feci e vincolare il colesterolo (assieme agli acidi grassi) ostacolandone l'assorbimento/riassorbimento.

  • Ciò significa che ad ogni pasto contenente colesterolo è necessario associare anche frutta, ortaggi e/o legumi al fine di ridurne la captazione intestinale.

I soggetti che si sottopongono a dieta ipocolesterolemizzante DEVONO comunque garantire l'apporto di fibra, lecitina e fitosteroli, in quanto, se è vero che la bile rappresenta una via di escrezione del colesterolo circolante (del quale la maggior parte è di produzione epatica), ostacolandone il riassorbimento è possibile ridurre ulteriormente i livelli di colesterolo totale.


Ricordiamo che l'ossidazione delle LDL, causata dall'eccesso di radicali liberi (fumo, alcol, agenti inquinanti ecc) e/o dal difetto di antiossidanti (alimentazione carente in vitamine, polifenoli ecc) e/o dall'infiammazione metabolica cronica (alla quale contribuiscono anche il diabete tipo 2 con la relativa glicazione proteica ematica), determinano un peggioramento del metabolismo del colesterolo aumentando il rischio di aterosclerosi.