Probotici - Effetti collaterali dei Probiotici

Gli effetti collaterali dei probiotici non sono ancora ben documentati, a causa delle numerose variabili che riguardano gli studi in questione. I probiotici sono un gruppo di batteri/lieviti che manifestano un'azione positiva sull'equilibrio della flora batterica intestinale; ma quale dei tanti ceppi di probiotici è il più indicato alla regolazione della “nostra” colonia enterica? Effetti collaterali dei ProbioticiGenetica, familiarità, soggettività, allattamento neonatale, stile di vita, alimentazione, ecc. sono le incognite che influiscono sulla scelta del ceppo batterico idoneo, e che devono essere valutate al fine di scongiurare eventuali effetti collaterali dei probiotici.
Gli studi riguardanti gli effetti terapeutici dei probiotici sono molti; basti pensare che digitando “probiotic bacteria” (batteri probiotici) nel campo di ricerca di Pubmed, l'esito comprende circa 6000 sperimentali per 300 pagine di testo; al contrario, digitando “side effects of probiotic bacteria” (effetti collaterali dei batteri probiotici) i risultati sono tutt'altro che chiarificanti. Ciò non significa che gli effetti collaterali dei probiotici siano irrilevanti o assenti, ma semplicemente che i ricercatori non hanno ancora svolto sperimentali sufficientemente specifiche in merito.
Tuttavia, dalle ricerche svolte sugli effetti generici dei probiotici, sono emersi diversi aspetti che lasciano perplessi in merito alla leggerezza con la quale tale terapia viene somministrata.
Innanzitutto, tra i possibili effetti collaterali dei probiotici, citiamo le reazioni di intolleranza o allergia nei confronti di metalli o minerali contenuti nei prodotti farmaceutici; la presenza di questi “contaminanti” limita l'applicazione terapica di alcuni prodotti solo ai consumatori che non presentano ipersensibilità correlata.
Per molti, la somministrazione dei probiotici è considerata un  vero e proprio “toccasana” nel ripristino del sistema immunitario, al punto da essere applicata anche tra i pazienti ospedalieri defedati. Ebbene, tra i soggetti ai quali è stata somministrata una terapia ricostituente a base di probiotici, alcuni pazienti affetti da pancreatite hanno riscontrato effetti collaterali di rilevante entità. Ovviamente, per una stima più realistica sarebbe necessario valutare la percentuale di insorgenza di complicazioni simili riferita ad un campione numeroso e ben determinato; tuttavia, la pancreatite è una patologia dall'esito spesso infausto e pertanto estremamente difficile da trattare; probabilmente uno studio specifico aumenterebbe in maniera eccessiva il rischio di complicazioni per il campione di ricerca.
Un'altra condizione sfavorevole per la somministrazione di microrganismi probiotici è rappresentata dall'immuno-deficienza, plausibilmente indotta dalla chemio-terapia o dal virus dell'HIV (Human Immunodeficiency Virus). I soggetti che posseggono un sistema immunitario significativamente debilitato rischiano di contrarre il più grave tra gli effetti collaterali dei probiotici: la setticemia. Per setticemia si intende la diffusione nel circolo sanguigno di un agente patogeno e la conseguente infezione sistemica. Negli immuno-repressi, i probiotici possono attraversare la mucosa intestinale ed entrare nel circolo sanguigno causando anche danni irreversibili o la morte.
Meno grave, ma senz'altro più diffusa, la sintomatologia specifica legata al tratto digerente. Gli effetti collaterali dei probiotici spesso riguardano una reazione avversa ed inaspettata dell'intestino; tra i sintomi più diffusi si evidenziano: crampi addominali, meteorismo, flatulenza e diarrea. Queste reazioni inducono a riflettere sull'importanza dell'identificazione di un ceppo batterico specifico da utilizzare nell'integrazione probiotica.
Se è vero che i probiotici possono ridurre i sintomi della stipsi favorendo l'idratazione fecale e mantenendo un transito intestinale più efficace, non è raro che questa caratteristica influisca negativamente sull'idratazione complessiva del consumatore. Spesso, le feci aumentano eccessivamente di consistenza a causa di: 1) scarso apporto di liquidi 2) maggior riassorbimento idrico-fecale (aggravato dall'insufficienza di fibra alimentare idrosolubile) ad opera della mucosa dell'intestino crasso; l'intestino di un soggetto disidratato reagisce aumentando il riassorbimento fecale, ma l'azione dei probiotici sulle feci è esattamente opposta. In caso di stipsi indotta dalla disidratazione, l'azione lassativa dei probiotici potrebbe aggravarne l'entità. Prima di cominciare l'integrazione con i probiotici è opportuno assicurarsi che il soggetto sia ben idratato.
Ricordiamo che i probiotici sono microrganismi vivi, pertanto, una conservazione inadeguata (o la mancanza di indicazioni dettagliate) e la scarsa accuratezza nella valutazione della conservabilità incidono negativamente sulla sicurezza igienica del prodotto.
I batteri ed i lieviti utilizzati come probiotici sono microrganismi che possiedono un elevato potenziale evolutivo; purtroppo, non è sempre possibile valutare in vitro tutte le mutazioni del ceppo batterico e tantomeno se queste possano incidere negativamente sugli effetti collaterali dei probiotici.
I probiotici sono microorganismi potenzialmente utili al miglioramento di diverse funzioni corporee, ma la loro somministrazione deve essere stabilita dal medico solo in seguito a diagnosi specifica ed alla valutazione dei possibili effetti collaterali indotti dalla terapia.



Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015