Olio di Krill

Generalità

L'olio di krill è un alimento dietetico, utilizzato esclusivamente come integratore alimentare. Olio di KrillSi tratta di un prodotto oleoso (quindi lipidico) ricchissimo di acidi grassi essenziali omega tre (ω3); in particolare, contiene soprattutto acido eicosapentaenoico (EPA) e docosaesaenoico (DHA).

Cos'è il krill?

Il krill (termine di origini nord-europee) è un insieme di diverse specie animali invertebrate (prevalentemente crostacei), comprese nell'ordine Euphausiacea.
Si tratta fondamentalmente di zooplancton, il quale associandosi al fitoplancton, ad altri microorganismi (alghe unicellulari, protozoi ecc), larve, ed organismi complessi come meduse o alghe pluricellulari, va a costituire il plancton.
Il plancton (quindi anche il krill) rappresenta una fonte alimentare necessaria per la sopravvivenza di numerose specie marine quali: cetacei, squali, balene, pesce azzurro e uccelli acquatici.
La catena alimentare marina parte dal fitoplancton (che si perpetua utilizzando i nutrienti disciolti nell'acqua, i gas e la luce solare), a sua volta mangiato dallo zooplancton di cui fa parte anche il krill.
Il krill rappresenta il secondo gradino della catena alimentare marina.

Olio di krill: caratteristiche

Esistono diverse ragioni per cui l'olio di krill è considerato uno dei migliori integratori di omega 3; vediamo quelle principali:

  1. Il krill rappresenta uno dei primi anelli della catena alimentare marina; pertanto, l'eventuale (e a mio avviso inevitabile) contaminazione da mercurio e/o diossina non viene aggravata dalla longevità della specie, che invece riguarda altre creature marine.
    A certi esperti pare logico che aumentando le dimensioni della creatura (ad esempio il tonno), incrementino anche i livelli di accumulo del mercurio; tuttavia, credo si tratti di argomentazioni meglio sostenibili attraverso studi di analisi chimico-alimentare (fenomeno BODY-BURDEN).
  2. L'olio di krill, a dispetto degli altri integratori od oli alimentari derivati dai vegetali (olio di lino, di soia, vinacciolo ecc.), contiene soprattutto gli omega tre acido eicosapentaenoico (EPA - 20:5 n-3) e acido docosaesaenoico (DHA - 20:6 n-3), due molecole che, al contrario del precursore vegetale acido alfa-linolenico (ALA - 18:3 n-3), risultano altamente disponibili e biologicamente attive.
  3. Inoltre, l'olio di krill garantisce la presenza di un notevole quantitativo di antiossidanti; tra questi è possibile distinguere buone quantità di retinolo (vitamina A), tocoferoli (vitamina E) ed anstaxanthina (un particolare carotenoide, pertanto un precursore della vit A).
    Il potenziale antiossidante dell'olio di krill risulta notevolmente più elevato rispetto a quello degli oli vegetali e anche di quelli estratti dal pesce (fegato di merluzzo e salmone). Questo incredibile potere antiossidante (stimato diverse decine di volte superiore a quello degli atri prodotti in commercio) potrebbe non possedere un'efficacia reale nel caso in cui l'alimentazione ne apporti già quantità sufficienti a coprirne il fabbisogno; tuttavia, anche in questo caso, gli antiossidanti contribuiscono a incrementare il potenziale di conservazione e stabilità del prodotto.
  4. L'olio di krill contiene anche ottime quantità di fosfatidilcolina, un fosfolipide legato alla colina e fortemente presente sulla superficie delle membrane cellulari; la fosfatidilcolina è il costituente principale della lecitina, una molecola IPOcolesterolemizzante (contenuta anche nel tuorlo d'uovo, nella soia e nei legumi in genere ecc.) che nell'industria alimentare rappresenta un comune additivo emulsionante (E322).

Qualità del prodotto

L'olio di krill è considerato uno dei migliori integratori alimentari di omega 3.
Questo perché, oltre a contenere livelli molto significativi di EPA e DHA, contiene il più basso livello di inquinanti.
Tale pregio è dovuto tanto alle piccole dimensioni, quanto alla bassa posizione che assume nella catena alimentare.
Per semplificare il concetto: EPA e DHA vengono sintetizzati ex novo dalle alghe e soprattutto da quelle microscopiche che fanno parte del fitoplancton. Il krill si ciba si queste alghe arricchendosi di omega tre; a sua volta viene inglobato da piccoli pesci dei quali si nutrono organismi più grandi e così via (grossi animali come le balene fanno eccezione perché si cibano direttamente di krill).

La maggior parte dei contaminanti (metalli pesanti, diossine ecc) è solubile nei grassi e tende ad accumularsi nei tessuti degli esseri viventi. Maggiori sono le dimensioni e il ciclo vitale dell'organismo marino, maggiore è l'accumulo di inquinanti. I grossi esemplari (come il tonno e il pesce spada) funzionano più o meno come un “filtro” e il loro tessuto adiposo rappresenta un “serbatoio” di inquinanti. Distillando un olio ricco di omega 3 da questi tessuti è probabile che la percentuale di mercurio, diossine ecc. risulti elevata. Al contrario, il krill ne contiene una percentuale esponenzialmente inferiore e l'olio estratto sembra molto più “pulito” (come anche quello di alga).
Tuttavia, la valutazione qualitativa di un integratore di omega tre non si ferma qui.
Esistono anche altri parametri di cui tenere conto. Ad esempio:

  • Ecosostenibilità
  • Quantità e integrità di omega 3
  • Integrità o stato di conservazione.

In merito alla quantità di omega tre e allo stato di conservazione, l'olio di krill è considerato un ottimo prodotto (ricco di EPA e DHA, che rimangono attivi grazie all'alta percentuale di antiossidanti naturali).
Per quel che concerne l'ecosostenibilità, invece, lascia un po' a desiderare.

Krill come fonte di reddito

Il krill è presente in maniera quasi ubiquitaria nelle acque di tutto il globo; la sua densità raggiunge i massimi livelli con temperature basse, pertanto l'habitat ideale di questi piccoli crostacei è rappresentato dai mari del nord.
Ciò nonostante, il paese che ne trae maggior profitto è il Giappone. I giapponesi pescano il krill nelle acque meridionali dell'isola, attraverso un metodo altamente specifico.
Il prelievo globale di krill (utilizzato per lo più a scopo alimentare animale nelle acquacolture, come esca per la pesca e per l'industria farmaceutica o degli integratori alimentari) ammonta a 150-200.000 tonnellate annue.
Solo in Giappone e nella Russia dell'est, il krill costituisce una risorsa alimentare per l'uomo sotto forma di “okiami”.

Indicazioni

Quando usare l'olio di krill?

Si consiglia di integrare con olio di krill solo se necessario, ad esempio:

  1. In caso di alimentazione scorretta
  2. In presenza di malattie dismetaboliche che possono incidere negativamente sullo stato di salute, innalzando il rischio di compromissione cardiovascolare (aterosclerosi, trombosi, ictus ecc)
  3. Quando aumenta il fabbisogno (gravidanza, allattamento e nei primi due anni di vita - per favorire lo sviluppo del sistema nervoso e degli occhi)
  4. Se diminuisce la capacità metabolica di produrre EPA e DHA a partire dall'ALA (vecchiaia, terapie cortisoniche ecc).

Proprietà ed Efficacia

Quali benefici ha dimostrato l'olio di krill nel corso degli studi?

L'utilizzo terapeutico dell'olio di krill è riferito soprattutto alle proprietà benefiche degli acidi grassi essenziali omega3 EPA e DHA, e al potenziale antiossidante delle vitamine in esso contenute (vit. A, vit. E ed anstaxanthina).
Gli approfondimenti scientifici svolti sull'olio di krill sono quantitativamente inferiori a quelli per l'olio di pesce. Tuttavia, contenendo gli stessi principi nutrizionali e anche in quantità superiori, potremmo definire quanto segue.

OLIO DI KRILL E DISLIPIDEMIE

L'olio di krill si presta al trattamento dei soggetti che soffrono o sono predisposti alle dislipidemie, in particolare all'ipertrigliceridemia (trigliceridi ematici >200 o peggio > 500 mg/dl); le evidenze sull'ipercolesterolemia sembrano poco significative e contraddittorie.

OLIO DI KRILL E IPERTENSIONE

L'olio di krill è molto utile nel contrastare l'ipertensione arteriosa primaria (valore > 130-139 su 85-89 mmHg).
L'effetto ipotensivo degli omega tre è visibile anche nei soggetti sani.

OLIO DI KRILLE E DIABETE

L'olio di krill può migliorare la dislipidemia creata dal diabete mellito tipo 2.
Non ha effetti significativi sulla glicemia, ma può ostacolare i danni arrecati dall'aumento eccessivo e cronico di questo parametro.

OLIO DI KRILL E PATOLOGIE CARDIO-VASCOLARI-CEREBRALI

Nonostante molti studi offrano risultati discordanti, gli enti di ricerca ritengono che l'aumento dietetico di EPA e DHA (soprattutto nel lunghissimo termine) possa avere un ruolo preventivo nell'infarto e nell'ictus (per quest'ultimo, la correlazione statistica è più debole).

OLIO DI KRILL E PATOLOGIE INFIAMMATORIE

Può essere utile nelle persone che si trovano in condizioni cliniche caratterizzate da infiammazione cronica e sistemica (artrite, patologie croniche dell'intestino ecc).
Tuttavia bisogna ammettere che, nonostante sia nota la capacità antinfiammatoria degli omega tre e degli antiossidanti contenuti nell'olio di krill, le evidenze scientifiche non hanno svelato proprietà particolarmente significative dal punto di vista clinico.

OLIO DI KRILL E PATOLOGIE NEURODEGENERATIVE

L'olio di krill è un ottimo alleato del sistema nervoso.
E' scientificamente provato che si rende utile nelle persone che soffrono di disturbi cognitivi lievi.
D'altro canto non ha un'efficacia significativa sulla patologia di Alzheimer e sulla demenza conclamata.

OLIO DI KRILL NELLO SVILUPPO NERVOSO E OCULARE

Tutti gli approfondimenti praticati sulle donne gravide, sulle nutrici e sui bambini hanno dimostrato che l'integrazione di EPA e DHA favorisce lo sviluppo cerebrale e oculare, e supporta la capacità visiva nei primissimi anni di vita.

OLIO DI KRILL E DEPRESSIONE

E' stato dimostrato che l'aumento di EPA e DHA può aiutare a contrastare alcune forme di depressione, nelle quali è coinvolta una prostaglandina derivante dal metabolismo degli omega 3.

OLIO DI KRILL E SPORT

L'azione antinfiammatoria dell'olio di krill potrebbe essere di aiuto nella pratica degli sport di resistenza più faticosi.
In tal caso, l'olio di krill esercita una funzione preventiva nei confronti delle lesioni neuro-muscolari.
A testimoniare questo effetto, sono stati rilevati: riduzione di alcuni marcatori del danno muscolare, maggiore facilità di recupero e riduzione del rischio di infortuni.

Dosi e Modo d'Uso

Come usare l'olio di krill?

L'olio di krill dev'essere utilizzato in relazione a:

  • Fabbisogno di EPA e DHA
  • Carenza dell'alimentazione ordinaria.

Viene commercializzato prevalentemente in capsule molli, da poco meno di 1 grammo ciascuna (0,80-0,85 g).
L'assunzione raccomandata dalle aziende si limita generalmente a una capsula al giorno, da assumere al mattino durante la colazione.
D'altro canto, come anticipato, la dose dipende molto dalle necessità individuali e dalla dieta.
Una capsula al giorno può compensare l'aumentato fabbisogno della donna incinta, della nutrice, del bambino e dell'anziano.
Tuttavia, una persona affetta da certe malattie potrebbe introdurre fino a 3-5 g di EPA e DHA in più al giorno.
Si raccomanda di tenere il flacone sigillato (anche se le capsule isolano gli omega 3 dall'ossigeno atmosferico, possono comunque subire l'effetto negativo dell'umidità), al buio e al fresco.
L'integrazione con omega tre può essere continuativa a basso dosaggio o ciclizzata di 15 giorni alla volta con grammature più elevate.

Effetti Collaterali

I potenziali effetti collaterali dell'olio di krill sono gli stessi degli altri integratori di omega 3: alitosi, eruttazioni, rigurgiti al sapore di pesce, nausea, crampi addominali, dispepsia e diarrea. Meno frequenti le complicazioni del sistema coagulativo del sangue.
Decisamente molto rara, e legata a iperdosaggi, la perossidosi metabolica e altri scompensi gravi.

Controindicazioni

Quando non dev'essere usato l'olio di krill?

L'olio di krill dev'essere evitato in caso di allergia ai crostacei e in presenza di qualunque tipo di ipersensibilità legata ai componenti dell'integratore.
Inoltre, si consiglia di fare attenzione all'associazione con certi farmaci (vedi sotto).

Interazioni Farmacologiche

Quali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto dell'olio di krill?

L'olio di krill non dev'essere assunto, o bisogna ridurne la quantità, se associato ai seguenti farmaci:

Precauzioni per l'Uso

Cosa serve sapere prima di prendere l'olio di krill?

Anche se abbiamo enfatizzato l'importanza di EPA e DHA in gravidanza, allattamento e nei primi anni di vita, l'integrazione alimentare di olio di krill dovrebbe essere prescritta dal medico curante.
L'uso di olio di krill andrebbe sempre interrotto prima di un'operazione chirurgica, a causa del maggiore rischio di sanguinamento.

Riflessioni

Iniziamo col precisare che - nonostante il rapporto tra omega 3 e omega 6 dell'olio di krill sia di 15:1 contro il 3:1 di un olio di pesce comune, e che il relativo potenziale di assorbimento sia migliore del 10% - non si tratta di caratteristiche tali da poter giustificare la differenza a dir poco abissale nel prezzo degli integratori commercializzati.
Il quantitativo di antiossidanti è superfluo, almeno per quanto riguarda i fabbisogni nutrizionali, e la loro addizione a fini conservativi (fino a 2 anni) potrebbe essere svolta senza problemi anche nell'olio di salmone o di fegato di merluzzo (tocoferoli, retinolo e carotenoidi non sono molecole eccessivamente costose); lo stesso vale per la fosfatidilcolina.
In definitiva, l'olio di krill rappresenta un integratore alimentare dalle qualità senza dubbio notevoli, ma eccessivamente enfatizzate.




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Ultima modifica dell'articolo: 07/03/2017