More

Le more sono frutti polidrupa formati da un'aggregazione di piccole drupe poste sullo stesso ricettacolo convesso (appartengono alla categoria dei frutti aggregati o composti). MoreGeneralmente, per more si intendono le more di rovo, ovvero i frutti della Rubus ulmifolius (anche conosciuta come Rubus fruticosus L.), pianta appartenente alla famiglia delle Rosacee originaria dell'Eurasia; d'altro canto, non è raro che questi frutti vengano confusi con le more di Gelso o more d'albero (Morus nigra L. o Gelso nero), pianta della famiglia delle Moraceae originaria dell'Asia. NB. Esistono altre varietà di Gelso che producono frutti commestibili (Morus alba L. o Gelso bianco) e altre che originano frutti non commestibili (come la Maclura pomifera o Gelso-Arancio degli Osagi).
Mentre le more di rovo vengono prodotte da un arbusto selvatico, spinoso, semi-caducifoglia, lungo diversi metri e provvisto di spine arcuate, le more di Gelso sono il frutto di un albero caducifoglia dal legno poco pregiato che un tempo veniva coltivato per la raccolta delle foglie; queste costituivano un foraggio primario nell'alimentazione dei bachi da seta.
Entrambe le piante che producono more, nonostante le evidenti differenze botaniche, si caratterizzano per una fioritura bianca o giallasta o rosastra, che avviene nel mese di maggio, mentre la raccolta del frutto avviene tra la fine di luglio e quella di agosto.


Curiosità: essendo le more frutti altamente prelibati, un tempo (quando NON era uso comune dolcificare) erano considerate alla stregua di un dessert; ovviamente, rendendosi disponibili per 30-40 giorni l'anno, le more costituivano un frutto parecchio ambito del quale tutti attendevano la maturazione. Fu così che, per indicare una lunga attesa quando difficilmente si riesce ad ottenere qualcosa, nacque il detto: è più difficile/lontano che gennaio dalle more!

Utilizzo delle more

Composizione nutrizionale delle More di rovo (tabelle di composizione degli alimenti - INRAN)
Valori Nutrizionali More

Valori nutrizionali (per 100 g di parte edibile)

Parte edibile 100%
Acqua 85,0g
Proteine 1,3g
Lipidi TOT Tracce
Colesterolo 0,0mg
Carboidrati TOT 8,1g
Fibra alimentare 3,2g
Energia 36,0kcal
Sodio 2,0mg
Potassio 260,0mg
Ferro 1,6mg
Calcio 36,0mg
Fosforo 48,0mg
Tiamina 0,03mg
Riboflavina 0,05mg
Niacina 0,07mg
Vitamina A 2,0µg
Vitamina C 19,0mg
Vitamina E 0,0mg

Le more sono dunque frutti utili al consumo fresco, ma si prestano notevolmente alla preparazione di marmellate, all'impasto di dolci e al confezionamento del gelato o degli yogurt aromatizzati. Dal fiore di more, le api elaborano un ottimo miele mentre i germogli, previo cottura, come altre specie selvatiche, rientrano tra le erbe commestibili.

Aspetti nutrizionali delle more di rovo

Le more sono frutti che, più di altri, variano chimicamente con l'avanzamento della maturazione. Le more primizie, dal sapore acidulo, possiedono un valore energetico moderato mentre quelle colte in stagione avanzata e arida, dal sapore dolcissimo, contengono meno acqua e molto fruttosio. Tuttavia, facendo una media delle more presenti sul mercato (molto più acquose di quelle selvatiche), se ne ricava un densità energetica sufficientemente contenuta, che rispecchia totalmente il profilo del "frutto estivo".
Le more NON sono alimenti consigliabili a chi soffre di diverticolosi; esse contengono numerosi piccoli semi che, se rimanessero incastrati all'interno di un diverticolo, potrebbero infiammarlo o infettarlo provocando l'insorgenza di diverticolite. Tuttavia, nonostante si rendano inadatte in tali circostanze, le more sono consigliabili all'alimentazione di chi soffre di stipsi grazie al buon contenuto in fibra alimentare.
Le more possiedono anche una caratteristica nutrizionale molto utile all'organismo, ovvero l'alta concentrazione di antiossidanti di tipo polifenolico: tannini (soprattutto nei semi) e antociani (anche nella polpa). Questi composti, associati alla buona presenza di vit. C e retinolo equivalenti (pro-vit. A, β-carotene) rendono le more alimenti potenzialmente utili alla prevenzione dello stress ossidativo, quindi della cancerogenesi.
NB. Pur contenendo solo tracce di lipidi nella polpa, le more si avvalgono di un buon contenuto in acidi grassi essenziali tipo omega3 (acido α-linolenico) all'interno dei semi; un'opportuna masticazione del frutto consente di liberarne i principi nutritivi, quindi di sfruttarne appieno la funzione nutrizionale.