Listeria

Introduzione

La listeria è un batterio appartenente alla categoria dei bacilli; è aerobico facoltativo (sopravvive sia in presenza che in assenza di ossigeno), non sporigeno (non produce spore), sensibile al pH acido e classificato tra i gram negativi (Gram -), pertanto risulta in grado di produrre endotossine lipidiche resistenti alle alte temperature.

La listeria è uno degli agenti patogeni ad eziologia alimentare più rilevanti; è caratterizzata da una natura fortemente adattabile, al punto che, da un ceppo batteriologico coinvolto esclusivamente nelle malattie dell'animale, recentemente si è trasformata in un efficace batterio tossinfettivo anche per l'essere umano.
Si conoscono 6 tipi di listeria: listeria monocytogenes, listeria innocua, listeria seeligeri, listeria welshimeri, listeria ivanovii e listeria grayi.
La listeria monocytogenes è in grado di provocare una tossinfezione alimentare detta listeriosi; dagli anni 50' sono documentati numerosi casi di epidemie e casi sospetti verosimilmente causati da questa listeria.

Gli alimenti responsabili della proliferazione batterica sembrano essere molti, a partire dal latte crudo e dalle carni fresche, fino alle carni cotte (per contaminazione crociata) ed agli ortaggi conservati; predilige i cibi-lattiero caseari.


Listeria

Il batterio Listeria monocytogenes visto al microscopio elettronico. Questo microrganismo è l'agente infettivo responsabile della listeriosi, una malattia di origine alimentare che negli Stati Uniti colpisce ogni anno 2.500 persone in forma clinicamente evidente; di queste 500 muoiono

Sintomi

Per Approfondire: Sintomi Listeriosi


Caratteristiche biologiche e Contagio

La listeria è un batterio insidioso, poiché resiste efficacemente alle basse temperature (congelamento); dagli anni 80', il suo contagio alimentare è diventato comune anche nell'uomo e pare diffondersi di frequente sugli alimenti per contaminazione crociata. Si tratta di un batterio ubiquitario; è reperibile sul suolo, sui vegetali in decomposizione e soventemente anche negli intestini degli animali selvatici o allevati (ovini, bovini, suini e pollame). Può essere presente nelle falde contaminate e da lì, attraverso l'irrigazione, posarsi sugli ortaggi e la frutta, inoltre, rimanendo nei corsi d'acqua può determinare il contagio di pesci e crostacei. Mosche e zecche ne sono portatrici.

Gli alimenti sui quali la listeria sopravvive o si moltiplica sono molti e la sua eliminazione è pressoché impossibile, piuttosto, i relativi trattamenti mirano al controllo della proliferazione, che avviene tra 0 ed i 45°C ma più rapidamente tra i 30 ed i 37°C; la listeria è anche abbastanza resistente al calore (muore poco al di sopra dei 60°C) ed al cloruro di sodio che, pur a livelli di saturazione, non ne arresta la crescita. La listeria gradisce pH neutri o leggermente alcalini ma non si riproduce efficacemente in quelli acidi.

Persone a rischio

La listeriosi NON è una malattia potenzialmente rischiosa per il soggetto sano, pertanto, raramente se ne documentano casi gravi. Al contrario, la listeria attecchisce in maniera efficace sugli immunodepressi (malati di AIDS, chemioterapizzati ecc.) e sulle donne gravide (20 volte più a rischio di un uomo sano); è chiaro che altre condizioni possono favorire il decorso infausto della listeriosi, citiamo l'alcolismo, le neoplasie, il diabete, le malattie cardiovascolari ecc. NB. La complicanza più importante di una listeriosi grave è la setticemia (batteri nel circolo sanguigno) con conseguente meningite (infezione del sistema nervoso centrale - SNC).

Gravidanza

Anche se nella donna gravida la listeria può apparire quasi asintomatica (similmente ad una lieve influenza), nel feto le ripercussioni possono essere catastrofiche. Il frutto del concepimento è vittima di un'infezione congenita, di conseguenza può andare incontro a: parto prematuro, morte o aborto. Anche nel caso in cui la listeria infetti il neonato durante il parto è presente un elevato rischio di complicazioni; più precisamente, dopo un'incubazione generalmente oscillante tra i 7 giorni e le 4 settimane, il quadro sintomatologico si caratterizza per sepsi e meningite mortali.

Lo screening  si effettua con l'ecografia ed i test sierologici.
Nella madre affetta il trattamento farmacologico dev'essere tempestivo e si effettua con una associazione di antibiotici (ampicillina ed aminoglicoside).

Immunodifesa e Trattamento

E' opportuno ricordare che il controllo della listeria nell'organismo è deputato ai linfociti T ed ai macrofagi attivati (alcuni globuli bianchi), pertanto, una qualsiasi alterazione a carico di queste cellule immunitarie determina un peggioramento anche irreversibile della listeriosi. NB. La listeria può eludere le difese immunitarie proliferando all'interno dei fagociti mononucleati.
La terapia è prevalentemente farmacologica a base di: coumermicina, rifampicina, ampicillina ed antibiotici amminoglicosidici; purtroppo, nei soggetti immunocompromessi la terapia antimicrobica non risulta sempre soddisfacente.


Bibliografia

  • Microbiologia degli alimenti – J. M. Jay, M. J. Loessner, D. A. Golden – Springer - pag 637:667
  • Sanificazione nell'industria alimentare – N. G. Marriott, R. B. Gravani - Springer - pag 40-41.