Liquirizia in Gravidanza

Gravidanza e Liquirizia

Liquirizia in gravidanza: introduzione

Liquirizia (in inglese "liquorice" o in americano "licorice") è il nome comune di una pianta erbacea botanicamente definita G. glabra.

La liquirizia, soprattutto in radici, ha un grano numero di applicazioni alimentari. D'altro canto questo prodotto contiene alcuni principi attivi di dubbia la cui sicurezza è spesso oggetto di controversie.

In questo articolo ci occuperemo nel dettaglio delle implicazioni che può avere il consumo di liquirizia in gravidanza.

Liquirizia in Gravidanza

Generalità sulla liquirizia

Della liquirizia si consuma la radice, dotata di gusto agrodolce e sapore caratteristico, nonché di varie proprietà fitoterapiche imputabili soprattutto al principio attivo chiamato acido glicirrizinico. In virtù delle sue caratteristiche farmacologiche, il consumo di liquirizia può avere diverse applicazioni utili ma anche parecchie controindicazioni. In questo articolo spiegheremo meglio il suo ruolo nella dieta in gravidanza.

La radice di liquirizia non si mangia, piuttosto si mastica e si succhia. E' tuttavia possibile ricavarne la droga, l'estratto e l'aroma puro, molto utilizzati sia nella produzione industriale, sia casalinga.

Approfondimenti: cenni di botanica sulla liquirizia

La pianta della liquirizia è un'erbacea perenne che appartiene alla Famiglia Fabaceae, ovvero quella delle leguminose, Genere Glycyrrhiza e specie glabra. Originaria dell'Europa meridionale e alcune parti dell'Asia, come l'India, la liquirizia non è "imparentata" con altre piante dal gusto simile come l'anice, l'anice stellato, il finocchio selvatico.

Proprietà e Utilizzo

Proprietà della liquirizia

Gli estratti di liquirizia hanno un certo numero di applicazioni mediche e sono anche usati nella fitoterapia o come rimedi erboristici. Le sue proprietà sono: antidolorifico-antinfiammatorio per lo stomaco, broncodilatatore, espettorante e lassativo.

La glicirrizina ha anche dimostrato effetti antivirali, antimicrobici, antinfiammatori, epatoprotettivi e aumentanti la pressione sanguigna in vitro e in vivo. Inoltre, la glicirrizina per via endovenosa rallenta la progressione dell'epatite virale e di quella autoimmune. In uno studio clinico la liquirizia applicata localmente ha dimostrato un'attività positiva contro la dermatite atopica. Può essere utile anche nel trattamento dell'iperlipidemia (alta quantità di grassi nel sangue). Sembra efficace anche nel trattamento dell'iperpigmentazione cutanea infiammatoria. Alcuni dati suggeriscono che può trovare applicazione nella prevenzione delle malattie neurodegenerative e della carie dentaria.

Utilizzo della liquirizia

Per migliaia di anni la liquirizia è stata utilizzata a scopi curativi per l'indigestione, l'infiammazione della mucosa gastro-duodenale (gastrite), l'ulcera gastro-duodenale, la tosse e la stipsi. Si tratta di uno dei rari casi in cui l'applicazione della medicina popolare corrisponde a quella della medicina tradizionale.

Tossicità in Gravidanza

Gravidanza, liquirizia e intelligenza del bambino

Alcuni scienziati dell'Università di Helsinki (in Finlandia) hanno ipotizzato che uno dei principi attivi contenuti nella liquirizia, quando assunto in gravidanza, possa influenzare il quoziente intellettivo del nascituro, la capacità di memoria e persino causare il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD).

I ricercatori avrebbero scoperto che mangiare la liquirizia in gravidanza può correlarsi ad una serie di problemi dello sviluppo fetale. A confermarlo sarebbe una ricerca (pubblicata anche sul "Journal of Epidemiology") svolta su 378 adolescenti di età media pari a 12,5 anni (nati nel 1998). In Finlandia, rispetto al resto dei paesi della Unione Europea, il consumo di liquirizia sia più elevato grazie alla popolarità del "salmiakki", uno snack salato al gusto della famosa radice. In base alla ricerca, le ragazze le cui madri avevano consumato grandi quantità di liquirizia durante la gravidanza (oltre 500 mg di glicirizzina alla settimana, rispetto ad un limite inferiore di 249 mg/die) avevano più probabilità entrare in pubertà precoce. Inoltre, ragazze e ragazzi le cui madri avevano consumato quantità elevate di liquirizia hanno ottenuto mediamente sette punti in meno nei test di intelligenza, e parallelamente un punteggio superiore nel disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).

Controversie sullo studio della liquirizia in gravidanza

Come con molti altri studi sulla dieta, il quadro generale è troppo complesso per poter stabilire una correlazione diretta causa-effetto. Peraltro, la glicirrizina (principio attivo della liquirizia) non è esclusivo di questa pianta e si trova anche in altri prodotti. Nell'ambito dello studio è stata invece misurata solo l'assunzione di liquirizia, quindi la quantità effettiva di glicirrizina che le donne hanno assunto è una stima solo approssimativa. I fattori che influenzano lo sviluppo cognitivo sono molti e non è chiaro se i ricercatori ne abbiano tenuto effettivamente conto.

La liquirizia fa male in gravidanza?

Difficile a dirsi. Per il momento non ci sono linee guida che suggeriscano che le donne incinte debbano evitare completamente la liquirizia. Tuttavia, per precauzione, è consigliabile evitare di consumare la radice di liquirizia, i rimedi a base di erbe, estratti, droghe e aromi che la contengono.

Effetti Collaterali

Effetti collaterali dell'eccesso di liquirizia

Il consumo eccessivo di liquirizia, stimato ad oltre 2 mg di principio attivo per chilogrammo di peso corporeo al giorno, può provocare diversi effetti collaterali. In particolare, sembrano più frequenti inspiegabili: ipokalemia (riduzione anomala del potassio nel sangue), mantenimento della natremia (sodio nel sangue), debolezza muscolare, riduzione dell'aldosterone, declino del sistema renina-angiotensina e aumento dell'ormone natriuretico atriale (per compensare le variazioni dell'omeostasi).

L'intossicazione da liquirizia è quindi responsabile di una compromissione del metabolismo dei corticosteroidi (sindrome da ipermineralcorticosteroidi). In particolare, la glicirrizina e l'enoxolone esercitano un effetto inibitorio sulla degradazione del cortisolo e dei suoi principali costituenti attivi. Per questa ragione, oltre ai segni clinici e ai sintomi descritti sopra, compaiono facilmente anche: edema, aumento o perdita di peso ed ipertensione arteriosa.

Sicurezza

Sicurezza del consumo di liquirizia

La Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ritiene che gli alimenti contenenti liquirizia e derivati (compreso il principio attivo glicirrizina) siano generalmente sicuri, a patto che non vengano consumati in eccesso.

Nonostante nelle persone sane dovrebbero essere necessari circa 400 mg/die di principio attivo (circa 200 g di caramelle) per scatenare una sintomatologia, altre giurisdizioni suggeriscono di non oltrepassare i 100-200 mg/die di glicirrizina, traducibili in circa 70-150 g di liquirizia.

Una persona normale e sana dovrebbe poter consumare 10 mg di glicirrizina al giorno senza incorrere in alcun effetto collaterale.

Come abbiamo anticipato nel paragrafo riguardante il consumo di liquirizia in gravidanza, si consiglia di evitarla in grosse quantità. Un consumo ragionevole (< 249 mg/week di glicirizzina) non dovrebbe avere alcun effetto negativo.

Controindicazioni

Controindicazioni dell'uso di liquirizia

Devono evitare grosse quantità di liquirizia, o comunque dosaggi uguali o superiori a 100 mg/die, soprattutto persone:

  • Cardiopatiche
  • Affette da insufficienza renale
  • Ipertese
  • In gravidanza (ma solo in quantità ragguardevoli).

In questi casi, 50 mg/die di liquirizia possono essere considerati sicuri.

Altri Usi

Altri utilizzi della liquirizia

La maggior parte della liquirizia commercializzata (90%) viene utilizzata come agente aromatizzante per il tabacco, in particolare destinato alle sigarette statunitensi, a cui la liquirizia conferisce dolcezza e un sapore caratteristico. Nondimeno, la droga della liquirizia esercita un effetto bronco dilatatore che migliora l'inalazione del fumo.

Il gusto di liquirizia (da estratto o aroma) è anche usatissimo (5% della produzione) nell'industria dolciaria per caramelle e chewingum, gelati, dolcificanti di sintesi (in alcuni paesi europei e del Medio Oriente) e in quella farmaceutica come eccipiente (5% della produzione).