Linee guida nel training del culturismo

Intervista a Mirco Caselli, culturista della IFBB


Mirco Caselli ha 38 anni, vive a Bologna, pratica culturismo a livello agonistico ed attualmente esercita la professione di Personal Trainer in una palestra di Vignola, in provincia di Modena.


Intervista realizzata il 29 maggio 2012


Ciao Riccardo. Noi ci conosciamo da qualche anno... pertanto già saprai che io non vivo il mio lavoro come una semplice attività remunerativa; per me fare il preparatore atletico di "Body Building" è una vocazione, o meglio una passione che si è trasformata in ragione di vita! Linee guida culturismoDal momento in cui ho sollevato il primo bilanciere ad oggi ne è passato di tempo; è stato un lungo percorso, certamente duro ma non privo di soddisfazioni, che però mi ha consentito di entrare a far parte della squadra azzurra IFBB. Gareggio come culturista da oltre 15 anni e negli ultimi 3 ho partecipato a numerose manifestazioni estere; ...tra l'altro, l'ultima competizione è stata di livello europeo e si è svolta il 6 maggio in Spagna. Attualmente mi sto preparando per affrontare la stagione agonistica 2013 e, che altro dire... amo il mio lavoro e credo in quello che faccio.


Spesso chi si approccia al Body-Building lo fa con superficialità, ma come tecnico, io so con certezza che per raggiungere certi livelli è fondamentale non lasciare nulla al caso. A tal proposito, che mi dici della pianificazione e della preparazione di un culturista?


L'importanza della pianificazione e della preparazione? Importantissima, primaria... anzi, imprescindibile!
In primo luogo è determinante stabilire QUANTO tempo si ha a disposizione. Con la certezza di poter gestire al meglio le risorse temporali dell'atleta è possibile programmare un periodo che noi body-builder chiamiamo di MASSA. In questo lasso di tempo l'atleta cerca di raggiungere il livello massimo di IPERTROFIA muscolare e di PROPORZIONI-FORME muscolari che enfatizzino l'aspetto e soprattutto che migliorino la SIMMETRIA.
Successivamente è il momento di passare alla fase di DEFINIZIONE che attualmente deve raggiungere livelli a dir poco estremi, fino ad un 4/5 % di grasso corporeo sottocutaneo.
Il tutto viene gestito tramite allenamento, alimentazione ed integrazione; ovviamente, più tempo si ha a disposizione, più queste fasi vengono gestite con accuratezza. Per essere chiari, tengo a sottolineare che a differenza dei metodi utilizzati negli anni '80 e '90, dove nella fase di "massa" si tendeva ad incrementare il peso senza curare la qualità del rapporto massa magra/massa grassa(fino a 15/20 kg IN PIU' del peso di gara), ora si preferisce non oltrepassare i 6/8 kg di massa in eccesso. Una strategia simile è giustificabile per l'ottimizzazione del risparmio della massa in fase di definizione (che si sa, nel cutting in genere tende a ridursi), e soprattutto, incide minimamente sullo stress psico-fisico generale.


Parliamo di metodi e tecniche; nelle palestre professionisti e profani si avvalgono di principi alquanto discutibili, abbozzano qualche spiegazione fisiologica ma a mio avviso nessuno ha idea di quel che dice... A parer tuo, la divulgazione infinita di nuove tecniche e di nuovi metodi è realmente giustificata dalla continua ricerca della perfezione o si tratta esclusivamente di trovate pubblicitarie?


Se mi chiedi quale sia la tecnica migliore... a mio avviso non esiste una strategia migliore di un'altra, ma di certo esiste una tecnica OTTIMALE PER IL SINGOLO INDIVIDUO! Ci sono organismi che rispondono più ad un Heavy Duty piuttosto che a un Tri Set... chi per dimagrire deve aggiungere attività AEROBICA e chi invece NON LA DEVE NEMMENO ABBOZZARE. Personalmente tendo a lavorare con DIVERSE tecniche in parallelo, caratterizzate da lavori lunghi ed intensi; in definitiva, nei 25 anni durante i quali ho sollevato ghisa sono riuscito a creare un super-metodo assolutamente personalizzato ed in continua evoluzione. Devo ammettere che la grande difficoltà che ho sempre avuto, ed ora più che mai, è quella di entrare in ACIDOSI MUSCOLARE (un aspetto fondamentale); con l'età i metabolismi cellulari cambiano ed oggi mi risulta più difficile rispetto a 15 anni fa. Questo significa che l'evoluzione dell'allenamento deve tenere in considerazione sia le variabili intra-individuali che quelle inter-individuali.



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Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015

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